Il senso di una fine

Julian Barnes

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 160 p., Brossura
  • EAN: 9788806220808

37° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Stefano

    16/10/2017 10:57:26

    Romanzo che narra la vicenda di un uomo anziano che si ritrova catapultato a fare i conti con il proprio passato, che ritorna con tutto il peso di ciò che è rimasto irrisolto e sospeso. Scritto con raffinata e amara ironia e qualche leziosità di troppo. Non stupisce ma lo stile lo rende apprezzabile.

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    Carol

    18/04/2017 21:02:13

    Libro e autore decisamente sopravvalutati. Nel tentativo di avvalorare la tesi che il nostro passato in realtà non è altro che il frutto dei nostri ricordi e per questo in parte non corrispondente a quanto veramente accaduto (e dov'è poi la novità di questo enunciato?), lo scrittore costruisce una storia scombinata, con protagonisti dagli atteggiamenti insopportabili e incomprensibili, relazioni poco chiare sia per i personaggi che le vivono sia per il lettore che le legge. Non pago, prende il lettore per il naso per tutta la seconda parte del libro, inducendolo a credere che, come il protagonista, non sia in grado di capire ("proprio non ci arrivi, eh?") il perché di quanto accade ed è accaduto. In realtà, non ci sono indizi che possano indicare al lettore quale sia questo "senso di una fine" e quando finalmente il mistero viene svelato, si rimane sconcertati. Storia poco credibile ed anche un po' insulsa. Più che il senso di una fine, c'è da chiedersi quale sia il senso di questa storia. Non do 1 come punteggio solo perché la scrittura è buona (almeno quella).

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    angelo

    23/03/2017 13:24:21

    Ingredienti: una vita come tante raccontata direttamente dal protagonista, eventi della gioventù ricordati a 40 anni di distanza, amicizie e amori lontani riportati a galla, un fiume di ricordi e rimorsi che solo nel finale troverà la giusta direzione. Consigliato: a chi gradisce riflessioni (da) leggere e amare sul senso della storia e del tempo, a chi osserva la propria vita nello specchio deformante della memoria.

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    AdrianaT.

    21/05/2016 09:07:42

    L'inizio è in stile 'L'attimo fuggente' con reminiscenze alla Eshkol de 'La simmetria dei desideri', però questa frase - "I testimoni della nostra vita diminuiscono e, con loro, anche la conferma della nostra esistenza" - il vero perno attorno al quale ruota tutto il libro. Riflessioni importanti quelle di Barnes, che in questa mia seconda lettura de 'Il senso di una fine' a tre anni di distanza, mi hanno regalato una nuova consapevolezza: "Più impari, meno temi. 'Imparare' non in termini di studio accademico, ma di comprensione effettiva della vita." Pensieri importanti, scrittura ragguardevole, però mi è sfuggito il senso del finale che, francamente, ho trovato forzato.

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    Laura

    03/04/2015 14:30:58

    Non conoscevo l'autore e questo libro non mi ha suscitato nessuna curiosità. Sembra un compitino svolto così tanto per fare qualcosa. Ho visto che ha addirittura una recensione ufficiale. Beh, non è la prima ne' l'ultima volta che un libro recensito ufficialmente mi lascia con un punto interrogativo.

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    Pier Morandi

    11/02/2015 14:41:29

    Un libro delicato, per una storia delicata, scritta con classe.

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    Francesco Cutrì

    25/01/2015 16:45:36

    Non è un libro ponderoso ma è un libro che non può non colpirti per intensità e per coinvolgimento. Può piacere o dispiacere, essere il proprio genere di lettura o meno, ma comunque ti colpirà, ti coinvolgerà, non si farà dimenticare. La scrittura ti affascina e ti attira, e non puoi disfartene o farne a meno sino alla fine. Un uomo, i suoi ricordi di scuola, i suoi compagni, il primo amore, poi diviso con uno degli amici più cari. E poi la maturità, un matrimonio fallito alle spalle, il diario di un amico morto suicida, la memoria che non sempre è verità, ed una vita che forse è non vita. Ed altro ancora. Ricercando se stessi ed una verità che forse non esiste. Non è il mio genere ma dinnanzi a un grande scrittore chini il capo.

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    zia dahlia

    18/09/2014 12:46:33

    Rimpianto e rimorso: il romanzo oscilla, andando indietro nella memoria, tra questi due poli. A mio parere interessante, anche se noto piccole incongruenze nella trama.

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    Matteo M.

    31/08/2014 10:46:08

    Ho visto molti commenti circa la trama non del tutto solida, il finale controverso e la difficoltà di inquadrare i personaggi ed i loro rapporti, sopratutto quelli giovanili. Ma sono aspetti secondari, quando non veri. Quello che rimane, invece, è una prosa spesso altissima, una straordinaria capacità di introspezione, folgoranti e spietatamente veri passaggi sulla condizione umana, sulla sua ipocrisia e imperitura tendenza a raccontarsi frottole per sopravvivere alla mediocrità. Ed anche il finale è straordinario, ossia non ordinario, perché inaspettato e perché chiude il cerchio di molte domande iniziali su alcuni personaggi solo in apparenza secondari.

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    Rocco Lamgone

    27/08/2014 12:18:37

    Il ricordo che abbiamo noi della nostra storia, non sempre coincide a come si sono svolti davvero i fatti, e quindi abbiamo un'immagine costruita di noi stessi fondata sulle nostre esperienze passate che è personale e non sempre vera. La nostra mente tende a immagazzinare solo alcune delle nostre esperienze, e può capitare, come succede al protagonista del libro, che una delle tante esperienze passate non immagazzinate nel nostro cervello abbia avuto nel presente un'importanza fondamentale e decisiva nella vita di chi ci circonda. Libro piacevole da leggere, ogni tanto stenta a decollare, ma tutto sommato da leggere per gli spunti riflessivi lasciati.

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    ferruccio

    07/08/2014 23:17:57

    La maggior parte delle esistenze umane si svolge in maniera normale, stereotipata, senza lode e senza infamia; tutto scorre secondo particolari "dettami" della cosiddetta routine che comporta la nascita, la copula e la morte. Può accadere, però, che alcuni avvenimenti del passato, ormai archiviato, in cui sono presenti sia i rimorsi che i rimpianti, si ripresentino in maniera inaspettata, forse insidiosa, con caratteristiche che inducono a ripensare tal passato non più come lo abbiamo immagazzinato nei nostri ricordi, bensì con tutt'altre argomentazioni a tinte forti e di pesante rilievo. Un romanzo, quasi saggio, da leggere e rileggere con attenzione e matura riflessione.

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    Bicio

    27/05/2014 12:59:40

    Dico sempre la verità, soprattutto se devo consigliare l'acquisto di un libro. Julian Barnes mi ha deluso. La sua poetica mi sembra figlia di un pessimismo tipico una certa letteratura ideologizzata. Non ho scovato particolari contenuti o picchi narrativi degni di essere ricordati. La storia di per sé risulta banale e la scrittura monocorde. Romanzo ed autore sopravvalutato da una certa "critica" radical chic. Il tutto puzza di poco spontaneo e studiato a tavolino per impressionare una precisa fattispecie di lettore. Sconsigliato!!

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    Cristiana

    29/04/2014 18:33:39

    A me sembra che la traduzione non sia ben fatta, non rende il senso dei personaggi specie di Adrien che per eccesso di logica, probabilmente delira un po'. Inoltre il senso della storia è affidato a equazioni incomprensibili per chi non giochi ai cavalli (pochi alle nostre latitudini). L'entusiasmo dei critici risulta per me incomprensibile .

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    Massimo F.

    02/01/2014 12:29:49

    Romanzo molto interessante: la storia di per sé è piuttosto scialba, ma l'intenso intreccio narrativo lo rende in qualche modo intrigante (a me più che scrittori USA, ha ricordato Jonathan Coe). Uno dei pochi libri in cui, arrivato alla fine, mi è capitato di rileggere capitoli precedenti per il gusto di cogliere particolari sfuggiti. Consigliato.

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    Alberto

    20/11/2013 09:15:55

    Gran libro, per lettori raffinati. Normale quindi che a molti non sia piaciuto un granchè.

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    maria luisa

    09/10/2013 15:06:03

    la trama è interessante, con numerosi spunti che fanno riflettere, pero'..manca qualcosa, poi la fine è deludente.

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    brunei

    25/09/2013 19:23:25

    Qualche spunto interessante e qualche perla disseminata qua e la non possono giustificare l'entusiasmo con il quale questo libro è stato accolto. Non basta saper scrivere egregiamente quando la trama è veramente leggera e poco interessante. Un manichino ben vestito ma nulla più e con l'aggravante di un finale sconcertante e cervellotico.

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    Tilde

    04/09/2013 22:40:01

    La trama è interessante, scritto bene e con belle riflessioni sul tempo che passa e su come la memoria gestisce i ricordi del passato. Ci si aspetta che alla fine del libro vengano sciolti alcuni nodi che hanno condizionato il rapporto tra i personaggi e attorno ai quali ruotano alcune curiosità maturate nel corso della lettura ma invece questo non avviene, banalizzando la fine.

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    lin

    06/04/2013 20:48:46

    Grande libro, assolutamente da leggere.

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    ernesto

    05/04/2013 20:33:30

    In sintesi direi che ha ragione Adriana. E' sempre spiacevole fare paragoni e forse non è nemmeno giusto, forse non ha nemmeno senso. Ma se un libro ha la voglia se non la presunzione di parlare della vecchiaia e delle proprie reminiscenze giovanili legate ai ricordi, a un amore, direi che quando hai letto Patrimonio e Everyman di Philip Roth, hai letto tutto quello che si può scrivere nel miglior modo in cui si può fare. Inoltre il libro di Barnes è noioso per le prime 30 pagine e grottesco nel finale in cui non si capisce bene cosa c'entrino i turbamenti e le inquietudini del protagonista col suicidio dell'amico e la rabbia perenne dell'ex ragazza. Insomma un librino tirato via, come si suol dire, e per rimanere nel tema delle memorie giovanili e i suoi risvolti più o meno legati alla perdita della giovinezza perfino un libro come Alta Fedeltà, alla fine, risulta assolutamente più bello e coinvolgente.

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