Serenità. Una passione che libera

Massimo Donà

Editore: Bompiani
Collana: Tascabili. Saggi
Edizione: 3
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 settembre 2005
Pagine: 233 p., Brossura
  • EAN: 9788845241352
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Descrizione
Chiunque, se interrogato su quale sia il dono che più ardentemente vorrebbe un giorno ricevere dagli Dèi, risponderebbe: "Un po' di serenità." Eppure la natura di tale stato d'animo è quanto mai misteriosa: tutti la desiderano, ma forse nessuno sa bene di cosa si tratti. Nulla a che fare con felicità, gioia, soddisfazione, contentezza: esperienze destinate alla radicale inafferrabilità dell'attimo fuggente così ben tematizzato da Orazio. Il sentimento qui interrogato riguarda l'eterno; un eterno perfettamente "immanente", però; che non osa strapparci via dal giogo della temporalità, e incantarci con la favola di una salvezza sempre di là da venire: che non va confusa con quanto vanamente promesso da troppe utopie, sia laiche che religiose.

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    Cristiano Cant

    09/12/2017 10:58:23

    Temo un impossibile, ma si possono dare istanti di possibile magnifico. Proprio lì sta il gioco fra la vita e la sopportazione, il desiderio e la consapevolezza, il finito e l'inevitabile. Nessuno può sottrarsi a leggi troppo superiori, nessuno svicola o aggira le metafisiche del destino, del dolore, della fortuna. Ma l'esistenza può lo stesso scandire parole nella misura di un sogno, qualcosa come una speranza che non demorde, non abdica. Quando si dice "un po' di serenità", la posta, sebbene piccola, vale ugualmente tutto. Purché si metta in conto che "quel po'" è comunque un dono degli dei. Lo sforzo di questa ricerca è proprio quello di uscire dai consueti canoni che avvolgono questa parola: le maglie del religioso, i grandi voli dell'utopico, la terzietà del laico. Scrive Donà: "La razionalità dovrebbe conoscer bene, ormai, la radicale impotenza in cui versa la sua peraltro poderosa armatura logica, utile solo a realizzare nel modo forse più 'economico' fini e scopi in se stessi totalmente indimostrabili nonché sostanzialmente ingiudicabili, almeno secondo gli strumenti da essa affinati nel corso di secoli di storia". Ma la domanda che si affaccia è anche un'altra: la serenità è un sentimento? Cosa si chiede bramandola? Donà risponde: Spazio. Inteso cioè come sguardo aperto ai mille doni meravigliosi di cui è colma la vita, spazio come "esclusione" da realtà castranti, e anzi, inclusione, respiro e appropriazione dell'ineludibile concreto. Sentire le stille di "quel po'" finalmente senza mancanze, e di conseguenza senza mancarsi. Donà chiama tutto questo "il massimamente presente". La filosofia entra co suoi scalpiti (i grandi nomi ci sono tutti: Agostino, Platone, Spinoza, Leopardi), ma è come deponendo tutti questi richiami che può arrivare un tozzo di risposta; l'insensato rovesciato in un attimo di senso, la fatica vinta in un frammento. La vita di ognuno oltre le istanze di un enorme e persuasivo dettato astratto. Una coda di cometa intravista, e nostra.

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