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    Gio VALE

    20/06/2007 11:29:46

    Un padre, che ha trascorso la sua vita poverissima tra lager, prigioni e confino, non rinuncia al suo essere educatore e nel tempo "libero" scrive ai figli. Anziché piangersi addosso, descrive loro le persone e gli avvenimenti belli che incontra nei suoi luoghi di detenzione. Il libro è interessant per chi ancora poco sa di quanto è avvenuto nel recente passato dell'Unione Sovietica, ma anche per la nostra vita attuale.

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    Sergio

    18/06/2007 16:19:46

    Maggio 1956, km 101 da Mosca (chi era stato in Gulag non poteva avvicinarsi di più alla capitale). Combattendo contro la miseria - gli manca perfino la carta - un ex detenuto comincia faticosamente a scrivere saggi, lettere, memorie... Spinto da un'urgenza irriducibile: comunicare ai più giovani quanto ha visto e sentito nella sua vita. Dare voce, in un mondo paralizzato dall'ideologia, ai "Giusti" che con lui hanno condiviso i lavori forzati. Gli scritti di Sergej Fudel' (1900-1977), sconosciuto fino a poco tempo fa, circolavano clandestinamente nel samizdat, spesso sotto pseudonimo. In Russia è stata appena pubblicata la sua Opera Omnia. Dai curatori di quest'edizione, un volume che ripercorre il tragitto esistenziale di Fudel', scritto appositamente per i lettori italiani. In appendice un'antologia degli scritti di Fudel'. GLI AUTORI Padre Nikolaj Balasov: collabora con il Patriarcato di Mosca nell’ambito delle relazioni fra Chiese ortodosse, è un profondo conoscitore della storia della Chiesa russa. Ljudmila Saraskina: tra i massimi esperti mondiali di Dostoevskij, da alcuni anni è stretta collaboratrice di Solzenicyn, di cui sta scrivendo un’ampia biografia.

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