Il Sessantotto realizzato da Mediaset. Un dialogo agli inferi

Valerio Magrelli

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 15 novembre 2011
Pagine: 72 p., Brossura
  • EAN: 9788806210335
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Descrizione
Se il Sessantotto invocava l'immaginazione al potere, Mediaset ha trasformato questo slogan in realtà. Infatti la strepitosa macchina del consenso offerta a Forza Italia dall'irresponsabilità della sinistra, ha vinto perché la maggioranza degli italiani ha preferito proteggere i suoi interessi immaginari a scapito di quelli reali. Il vero post-marxismo sta tutto qui, nello Stato di ipnosi procurato dal Pifferaio di Hamelin, un autentico Mago della comunicazione. Dura lezione per chi è cresciuto nel pensiero politico comunista: siamo passati dai Sogni del materialismo storico, agli Incubi dell'illusionismo catodico - meglio ancora, dalle pie illusioni del Materialismo, alla cruda materialità dell'Illusionismo. Insomma, si scrive Berlusconi, ma si pronuncia Bourdieu, come il grande sociologo francese. Bel paradosso: l'uomo più ricco del paese ha convinto i suoi elettori che i soldi vanno sacrificati sull'altare dei desideri, come hanno fatto milioni di indigenti votandolo a proprie spese e rinunciando ai diritti acquisiti in decenni di lotte. È la vittoria dello spirito sulla carne, della psiche sul denaro, del regime libidinale sul discorso economico. Rivendicando il carattere idiosincratico di questo dialogo, Magrelli esprime il disagio di chi si sente stretto fra le tentazioni totalitarie di un partito-azienda e le esitazioni velleitarie della sinistra. E così, Machiavelli incrocia la lama con un avversario degno di lui: il Tenerissimo.

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    alida airaghi

    11/12/2011 18:08:31

    In questo dialogo filosofico dal carattere "idiosincratico",di risentita verve polemica, Valerio Magrelli assume un duplice ruolo di fustigatore di costumi e ideologie,nei panni di un Machiavelli rigoroso,passionale e sarcastico e di un più accomodante Tenerissimo,sorta di cattocomunista indulgente e tollerante. I temi su cui i due si scontrano e convergono sono i più vari,tormentosi e dibattuti nella temperie politica e culturale dell'Italia d'oggi ("questo paese grondante ipocrisia cattolica"):dal precariato all'ecologia,dai privilegi sindacali alla prostituzione,dall'abolizione dei manicomi alla scandalosa riduzione delle pene per chi si macchia di reati,dall'inciviltà egoista dei comportamenti quotidiani allo sfascio dell'istruzione. I toni si fanno poi più scandalizzati quando si tratta di condannare l'asservimento della cultura al mercato (con le lauree honoris causa concesse a sarti e motociclisti,o con i funerali di stato per Mike Bongiorno),o l'ingerenza del Vaticano nella vita pubblica,o ancora "gli incubi dell'illusionismo catodico",alimentati da una tv sempre più stupida e impoverita,o le incertezze vili di una sinistra senza idee che nulla sa e vuole opporre all'ostentazione ipnotica di una destra prona agli interessi economici di Berlusconi.Tutte sacrosante ragioni su cui qualsiasi lettore deve convenire,ma a cui si possono forse sollevare tre piccole obiezioni. Citando male -tre volte-,con ovvia e commossa partecipazione una vittima del massacro del Circeo, Magrelli ne confonde il nome: non Daniela,ma Donatella Colasanti. Anche questa è una piccola violenza. Poi,schierandosi dalla parte degli scrittori,vittime da immolare in una società ignorante e consumista,sembra dimenticare quanti narratori e poeti scodinzolano tra radio,tv,festival e premi, celebrando la loro spesso non eccelsa produzione. Infine,un pamphlet che si vuole di coraggiosa denuncia al sistema,forse non doveva essere pubblicato da Einaudi,ricavando diritti d'autore berlusconiani.

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