Sette minuti dopo la mezzanotte

Patrick Ness,Siobhan Dowd

Traduttore: G. Iacobaci
Illustratore: J. Kay
Editore: Mondadori
Collana: Contemporanea
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 20 marzo 2012
Pagine: 222 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788804616658

Età di lettura: Da 12 anni

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Descrizione
Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l'orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l'entità fatta di tenebre, di vortici, di urla... No. Questo mostro è un po' diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità. Età di lettura: da 12 anni.

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    Delizabethan

    23/11/2018 09:17:44

    Davvero molto bello! Una storia raccontata con parole semplici, ma ricche di significato. Dall'inizio alla fine del libro si può essere testimoni della crescita interiore del protagonista, Conor, e del modo in cui egli affronta i problemi quotidiani che lo tormentano. Anche se rivolto ad un pubblico molto giovane, questo libro riesce a coinvolgere profondamente il lettore, qualsiasi età egli abbia. Un po' come per "Il piccolo principe". Nel suo racconto, Patrick Ness, trattata diverse tematiche, come il bullismo e la malattia, che vengono esposte ed affrontate attraverso i dialoghi, altro punto forte di questo libro!

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    Irene

    18/09/2018 15:27:54

    Intensa storia di amicizia e di famiglia con un misterioso mostro che prende vita per aiutare il protagonista a superare le proprie paure. Per ragazzi ma anche per un pubblico più adulto.

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    Carola

    17/09/2018 19:59:25

    Il libro, a primo impatto, sembra raccontare una semplicissima storia fantasy per ragazzi, in realtà è molto, molto di più. Insieme a Connor il lettore si trova ad affrontare tematiche forti, psicologicamente insuperabili, a tratti. Un libro dove le lacrime sono ditro l'angolo, perchè un bambino non dovrebbe affrontare tutto ciò, e pure lo fa, con una forza strabiliante, capace di lasciare tutti a bocca aperta. Ognuno coglie il significato che meglio crede in un libro: io ho capito che a volte ci si deve lasciare andare alla vita.

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    Andrea

    16/04/2018 19:21:07

    A volte capita di comprare dei libri per puro caso e ritrovarsi fra le mani un vero e proprio gioiello letterario. Letto tutto d'un fiato in una sola giornata senza riuscire a staccarmene. Il libro dovrebbe essere per ragazzi ma alcune tematiche e sfumature possono essere compresi meglio solo ad un'età più avanzata per questo motivo si adatta un po' a tutti. Assolutamente da leggere e avere in ogni libreria

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    Bene

    30/03/2017 15:47:57

    Una storia di dolore e coraggio. Straziante e bellissima.

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    dj

    03/07/2013 08:57:19

    Poetico, delicato e terribile. Da leggere.

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    nadia

    03/11/2012 21:35:33

    "Da 12 anni", questa è l'indicazione d'età relativa a questo libro. Eppure io l'ho trovato molto più maturo e molto più importante di tanti romanzi "da adulti": profondo, doloroso, di rara sensibilità. E' scritto perfettamente ed è accompagnato da illustrazioni che da sole varrebbero l'acquisto.

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    Elena

    13/06/2012 11:04:04

    Uno dei piu' bei libri letti quest'anno, forse il migliore. Tante lacrime, e benedette, perche' a volte piangere (di emozione, di tristezza, di commozione) fa bene agli adulti, li fa ritornare puri e vibranti come quando si era piu' piccoli, e tutto era assoluto. Ho 40 anni, e questo libro "per ragazzi" mi ha parlato: di amore, e di rabbia, e di persone, le piu' importanti al mondo.

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    gianluca guidomei

    27/03/2012 21:06:47

    Esistono libri bellissimi che ci gratificano. Libri speciali che ci stupiscono. Libri che amiamo senza un motivo preciso. E poi ci sono libri che, una volta iniziati, non riesci proprio a smettere di leggere. E' il caso dello splendido "Sette minuti dopo la mezzanotte" dell'inglese Patrick Ness pubblicato da Mondadori. L'autore si dichiara debitore della scrittrice Siobhan Dowd, scomparsa nel 2007, della quale è da poco uscito per l'editore Uovonero il romanzo "Il mistero del London Eye". Ness, ispiratosi ad un soggetto della Dowd rimasto incompiuto, racconta il travaglio di un adolescente, Conor, alle prese con una prova terribile, la malattia della madre, attraverso il racconto della sua crescita umana in bilico tra fantasia e realtà, rimozione e presa di coscienza. La paura del mostro che arriva sette minuti dopo la mezzanotte e il puro terrore per l'Incubo vero e proprio, il più terribile dei sogni. Preziose e di grande impatto emotivo le bellissime illustrazioni di Jim Kay accompagnano questa storia potente che esplora la paura, il dolore, la perdita e la morte come raramente siamo abituati ad incontrare. Un libro straziante, tenero e selvaggio. E' nato un nuovo classico.

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Un romanzo, scritto per i ragazzi ma adatto anche agli adulti, dove le certezze si ribaltano, dove ci si smarrisce tra ciò che è reale e ciò che è solo apparenza. Un romanzo carico di dolore e sofferenza, ma allo stesso tempo luminoso, splendente e ricco di speranza.

«C’era una volta un uomo invisibile, che s’era stufato di non essere visto da nessuno. Non che fosse davvero invisibile. Il fatto era che la gente si era abituata a non vederlo. E se nessuno ti vede, esisti davvero?»

Sette minuti dopo la mezzanotte. È l’ora in cui Conor si risveglia, tormentato da un incubo ricorrente, carico di buio e vento e urla, di paura e di una forte sensazione di perdita. Ma è anche l’ora in cui sente una voce che lo chiama per nome. Una voce antica, cavernosa, come quelle dei mostri. E quello che Conor vede fuori dalla finestra è proprio un mostro, una creatura antica simile al grande albero di tasso che si trova nel prato vicino alla sua casa. Ma il ragazzo non ha paura, perché nel suo incubo ci sono mostri ben peggiori.
Conor O’Malley ha 13 anni, è troppo grande per credere ancora ai mostri, ma ancora piccolo per affrontare quello che sta succedendo nella sua vita: un padre che lo ha abbandonato per andare a rifarsi una vita in America e una madre in lotta tutti i giorni con la malattia. È ancora un ragazzino, Conor, ma sa già cosa vuol dire svegliarsi la mattina, sistemarsi da solo il letto e versarsi il latte per la colazione. Sa cosa vuol dire tornare a casa, la sera, dopo una giornata di scuola passata tra compiti in classe e atti di bullismo, e prepararsi qualcosa per cena. Sa riconoscere l’odore delle medicine, il dolore nei colpi di tosse della madre, la compassione celata negli sguardi degli insegnanti.
Conor è solo e spaventato, e ha paura, un giorno, di diventare invisibile. Nessuno sembra accorgersi di lui, nessuno sembra rendersi conto di quello che gli sta succedendo. Nessuno tranne Lily, la sua amica di sempre, l’unica che capisce Conor e cerca di stargli vicino. Ma il ragazzo fa di tutto per evitarla, per tenerla lontana, perché stare con lei significa affrontare tutto ciò che succede nel suo incubo.
E adesso, nella sua vita, c’è il mostro. Arriva di notte, nell’ora in cui appaiono le stelle, in cui i rumori si attutiscono e gli alberi strappano le radici dalla terra per ergersi altissimi a oscurare il cielo. Arriva per raccontare a Conor le fiabe. Tre fiabe, per la precisione, tre storie che non finiranno come Conor si aspetta, perché le storie sono creature selvagge, perché non sempre c’è un lieto fine. E in cambio, il mostro vuole da Conor una quarta storia, vuole la verità, quella che si nasconde nell’incubo, tra urla e vento e mani che si sfiorano e si lasciano.
Patrick Ness - autore ancora poco conosciuto, purtroppo, in Italia - scrive questo romanzo basandosi su un soggetto di Siobhan Dowd, autrice irlandese morta prematuramente prima di poterlo concludere. A caricarlo ancora di più di emozioni ci pensa Jim Kay, con le sue illustrazioni cupe e graffianti, rigorosamente in bianco e nero. Il risultato è un romanzo in cui si respirano tutta la rabbia e la disperazione di chi è costretto ad affrontare qualcosa più grande di lui. Un romanzo dove le certezze si ribaltano, dove ci si smarrisce tra ciò che è reale e ciò che è solo apparenza. Un romanzo carico di dolore e sofferenza, ma allo stesso tempo luminoso, splendente e ricco di speranza.

«E poi un giorno l’uomo invisibile decise: farò in modo che mi vedano.»
«Come? Come fece quell’uomo?»
«Chiamò un mostro.»