Siate ribelli, praticate gentilezza

Saverio Tommasi

Collana: Pandora
Edizione: 1
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 5 settembre 2017
Pagine: 206 p., Rilegato
  • EAN: 9788820062880
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
«Crescete pure ma rimanete piccole, figlie mie. Fate dispetto a chi vi vorrebbe senza sogni pericolosi»

«Ci vuole coraggio, bambine mie. Per alzarsi in piedi quando gli altri stanno seduti. Scegliere una strada poco battuta, ridere quando gli altri sono seri. Andare fuori tema. Vestirsi senza abbinare i colori. Fare cento metri per buttare una cartaccia. Scrivere il titolo prima della tesi. Dire sì a un appuntamento d'amore prima di guardare l'agenda. Leggere un libro in metropolitana. Mettersi il casco. Sorridere.»

«Un pilota perde un secondo a giro a ogni figlio che gli nasce» diceva Enzo Ferrari. È una frase bellissima. Significa capire che c'è qualcosa di più importante fuori da sé, e che quando ti nasce un figlio il successo non si misura più con i traguardi con cui l'hai misurato fino a quel momento. I figli sono l'occasione che ti regala la vita di guardarti allo specchio. Tutto quello che sei, quello in cui credi, quello per cui lotti non sono più solo il tuo modo di stare al mondo, ma si caricano di una nuova responsabilità. Da quando sono arrivate Caterina e Margherita (quattro anni e due scarsi), per Saverio raccontare storie con immagini e parole non è più solo un modo per fare il proprio lavoro. È gettare sul mondo uno sguardo che sarà, almeno inizialmente, anche il loro, è fare scelte di cui a loro più che a chiunque altro dovrà rendere conto. In una lettera alle sue figlie, tra pappe dai colori indecenti e cambi di pannolini in alta quota, terribili gaffe e momenti di grande tenerezza, Saverio affronta i temi che più gli stanno a cuore: la tolleranza, i diritti dei più deboli, la lotta per l'uguaglianza, la denuncia di qualunque forma di razzismo e fascismo, i pericoli della rete. Con grande spontaneità, toni appassionati e talvolta irriverenti, Saverio Tommasi ci regala il gesto d'amore più grande che un uomo possa fare per i propri figli: raccontarsi davvero, a costo di abbassare qualunque difesa.

€ 14,36

€ 16,90

Risparmi € 2,54 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Francesca

    19/09/2018 09:19:27

    Questo libro è una dolcissima lettera che l'autore scrive alle figlie dando loro alcuni significativi consigli su come affrontare la vita.Spiega loro che ci vuole coraggio per affrontare la vita ed andare controcorrente ma l'importante è non arrendersi mai.Essere ribelli per l'autore significa avere il coraggio di cambiare rotta e praticare gentilezza. un volume tenero, commovente ed a tratti scanzonato che ti insegna ad amare la vita con coraggio!

  • User Icon

    MABE

    20/04/2018 08:50:13

    Libro carino, leggero.... ma niente più. Forse avevo troppe aspettative. Comunque la scrittura è scorrevole. Tornale alle 'epistole' è una simpatica iniziativa. Sono indirizzate alle sue bimbe e, se letto in famiglia (almeno per alcune parti) da la possibilità di introdurre argomenti importanti che spesso non affrontiamo con i nostri figli. Ho intenzione di sfogliare qualche punto con mia figlia, vediamo cosa ne uscirà.

  • User Icon

    Mattia

    12/10/2017 08:59:52

    Saverio riesce a risultare sempre vero, e questo è uno dei suoi migliori pregi. E' un libro che testimonia l'amore, quanto lui ne riesca a provare. E' una testimonianza sincera, a tratti giustamente preoccupata del futuro. Un libro da leggere, leggero, ma educato ed educante. Bravo Saverio!

Scrivi una recensione

Il nuovo libro di Saverio Tommasi ti viene voglia di leggerlo appena lo vedi, merito di un titolo accattivante e di una copertina bellissima. Partiamo dal titolo, che contiene due parole molto di moda negli ultimi tempi: Siate ribelli, praticate gentilezza. Ribellarsi significa andare contro, a volte oltre, un modo di pensare già pronto e definito. E la vera ribellione, oggi, non può che essere rappresentata dalla gentilezza, intesa come un approccio al mondo che supera la paura e la rabbia e riscopre l’umanità.

Credo che il merito più grande del libro di Tommasi, che ho letto e apprezzato, consista nel riscoprire e trasmettere alle figlie (ma anche a se stesso) un’umanità dispersa tra gli arzighigoli della contemporaneità, tra i post pieni d’odio su Facebook, tra le botte contro i “diversi da noi”, tra i brutti pensieri che ci accompagnano e sono divenuti parte di noi senza che neanche ce ne accorgessimo.

Potrebbe sembrare un testamento spirituale scritto per le figlie, e in questo certo commuove, perché così Tommasi si racconta e, sempre scherzando, si mette a nudo, ammettendo imbarazzi e fragilità.

Il buonismo che c’è è, però, mitigato dall’ironia, dall’essere fiorentino dentro, dalla battuta che arriva e dalla chiusa ad effetto che solo una volta gli manca (semplicemente perché gliel’ha rubata la figlia!).

Un testamento spirituale, ma anche una fotografia che più chiara non si può, di “come siamo messi”: certo la visione di Tommasi è anche chiaramente ideologica (si può dire?) e se non la pensate come lui sui diritti per le unioni civili (ad esempio), forse è una lettura da evitare. Anzi no, forse proprio gli haters di Tommasi questo libro dovrebbero leggerlo...

L’unica cosa che non mi è piaciuta? Divergiamo sostanzialmente su una visione “apocalittica” della vita. In un libro che fa dell’individualità il punto di forza, perché la vera ribellione è essere se stessi e non avere paura di dire come la si pensa, perché la diversità è forza (la vera forza di questa nuova società che ci si sta costruendo intorno), mi piomba addosso la certezza (dell’autore, non mia) che la mela non cade mai troppo lontana dall’albero, che la colpa del padre ricade sul figlio, che la redenzione è lontana e difficile da raggiungere. Da un padre razzista crescerà un figlio razzista, in soldoni. No, non ci credo. Da un padre razzista nascerà un figlio, punto, che deciderà poi chi essere. Forse sarà condizionato, ma non prigioniero, e avrà la possibilità, in quanto uomo, di ribellarsi. Sempre con gentilezza, sia chiaro.

Da leggere

Recensione di Beatrice De Carli