Traduttore: M. Mila
Editore: Adelphi
Edizione: 75
Anno edizione: 1975
Pagine: 198 p., Brossura
  • EAN: 9788845901843

91° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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Descrizione
Chi è Siddharta? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il "costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l'aveva visto centinaia di volte con venerazione". Siddharta è senz'altro l'opera di Hesse più universalmente nota. Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Laura dB

    13/12/2018 07:07:48

    Ci sono libri che vanno letti e riletti, e il messaggio che ti lasciano cambia a seconda dell’eta In cui li leggi. Siddharta è uno di questi libri: l’ho letto più volte da quand’ero adolescente a quando sono diventata cinquantenne, e ogni volta ho scoperto che aveva qualcosa di nuovo da dirmi, o comprendevo in maniera diversa qualcosa che già mi aveva detto.

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    Davide

    30/11/2018 11:00:44

    Libro molto gradevole

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    Ho sempre un po’ di paura nell’approcciarmi a letture di questo calibro. Siddhartha è stato pubblicato per la prima volta nel 1922, spopolando prima in America, poi in ogni parte del mondo. Probabilmente è il libro più conosciuto di Hermann Hesse e forse anche quello più amato. Capite bene che non si tratta solo di leggere un libro ritenuto da molti un capolavoro, ma si tratta anche di condividere poi la mia opinione con gli altri. E se la mia opinione su un libro come Siddhartha si discosta di molto dal pensiero della maggioranza, be’, qualche domanda me la pongo, qualche timore si crea. È inutile che ci giri attorno, Siddhartha non mi è piaciuto. Mi aspettavo un libro che mi cambiasse la vita, o che almeno mi portasse a vedere le cose del mondo in un’altra prospettiva, non è successo nulla del genere. Siddhartha mi ha annoiato, dall’inizio alla fine. C’è stato solo un capitolo che ho apprezzato più degli altri, che ho letto più volentieri, ma niente che mi faccia stravolgere l’opinione che mi si è formata inerente a questo libro. Fin da subito ho trovato difficoltà con lo stile: mi è piaciuto l’effetto racconto, come se l’autore mi stesse narrando una favola, ma non l’ho trovato di facile lettura né di facile comprensione. È un libro che richiede molta attenzione, lo stile non è immediato, bisogna capirlo e abituarcisi. Per la storia, come vi ho detto sopra, non c’è stato nulla che mi abbia fatto esclamare “Wow!”, nulla che mi abbia emozionata, nulla che mi abbia fatto cambiare idea o visione del mondo. Sicuramente ci sono state delle parti che mi hanno colpito, che mi hanno trasmesso qualcosa. A parte queste brevi parti che mi hanno portata a riflettere e che mi hanno colpita in positivo, non c’è stato altro, nessuna emozione. Ve lo consiglio? La risposta potrebbe sembrare scontata, forse non lo è: sì, ve lo consiglio. Credo che in casi come questi, con libri così apprezzati dal grande pubblico, con libri considerati dei classici della [continua sul blog]

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    Alberto

    28/10/2018 10:02:27

    Libro breve ma intenso, consigliato a tutti!

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    Serena

    26/10/2018 15:00:20

    Un grande classico, che aiuta molto a capire. Consigliato

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    Damiano

    23/09/2018 20:25:59

    Libro splendido, alcuni concetti mi hanno illuminato, consigliato a tutti, lettura breve ma che rimane nel cuore e fa riflettere.

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    Jenny

    22/09/2018 18:41:32

    Il libro che più di ogni altro mi ha cambiato il modo di vedere e assaporare la vita. Lo leggo in ogni momento di "crisi" e ogni volta trovo spunti di riflessione interessanti.

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    Minjo

    21/09/2018 15:13:00

    Libro che fa riscoprire con semplcità e profondità l'animo umano. Perfetto per chi si è perso e vuole ritrovarsi, ma anche per chi intende riflettere sul mondo e sulla esistenza.

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    Pina

    21/09/2018 11:51:04

    Romanzo breve ma ricco di insegnamenti, da leggere per comprendere il percorso di formazione del giovane Siddhartha e per una formazione anche personale.

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    Annalisa

    20/09/2018 20:32:34

    Ne ho appena terminato la lettura e sono sicura che lo rileggerò ancora. Un libro che guida alla scoperta della propria interiorità, insegnando ad amare la vita e a non cercarne a tutti i costi un senso univoco.

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    Matteo

    20/09/2018 20:02:51

    La storia di uomo che rinuncia al mondo per raggiungere attraverso l'ascesi il divino. Lo troverà soltanto ridiscendendo nel mondo, perdendosi nelle sue contraddizioni, vivendo la bellezza dell'amore di una donna e la crudeltà dell'odio del figlio...Da leggere e rileggere.

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    Arianna

    19/09/2018 19:54:54

    Non posso che assegnare 5 stelle a questo splendido capolavoro di Hesse. Un libro eccezionale in grado di cambiare la visione della realtà che ci circonda e di stravolgere le nostre certezze. Mai più che in questo libro la scrittura di Hesse sa essere rapida ma al contempo estremamente dettagliata e realistica. Un breve romanzo da godersi pagina per pagina.

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    Michela

    19/09/2018 19:15:00

    Libro letto per la prima volta durante l’adolescenza e che ho riletto con piacere dopo tanti anni. Un romanzo profondo e spirituale che porta a riflettere. Un vero capolavoro che prima o poi tutti dovrebbero leggere. Consigliatissimo!

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    AMALIA

    19/09/2018 15:21:58

    Leggere Siddartha significa leggere la storia di un ragazzo, una storia che diventa inconsapevolmente la tua storia. Leggere Siddartha significa intraprendere un viaggio insieme al protagonista, che è insieme interiore e fisico. Non voglio rivelare nulla sulla trama, perché credo che un'esperienza come la mia sia in un certo senso quella ideale: sempre incuriosita dai grandi classici, dai libri universalmente noti e universalmente letti, ho acquistato questo testo, nell'elegante e credo anche unica edizione Adelphi, piccola, essenziale, sofisticata. Proprio grazie a il suo essere tascabile e a quell'alone di mistero che sin dal titolo suscitava, lo infilai in borsa e iniziai a leggere. Solitamente leggo in pullman, al mattino, nel tragitto casa-università. Incredibile il livello di concentrazione e di assorbimento derivato dalla lettura, estranei i rumori esterni, estraneo il tempo, ero lontana dalla realtà e totalmente immersa nel tempo della narrazione. Mentre viaggiavo verso il mio ateneo compivo una serie di altri e ben diversi viaggi, sublimi. Consiglio Siddartha a tutti, nessuno escluso.

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    Giovanna

    19/09/2018 11:01:56

    Un libro da leggere ma soprattutto da rileggere, profondo e ricco di spunti interessanti sulle filosofie e religioni orientali e sull'analisi introspettiva. Siddharta è un uomo che cerca il senso della vita, ma soprattutto il suo senso, non accontentandosi delle dottrine che il mondo gli presenta come adatte allo scopo. È un libro imperdibile poiché qui Herman Hesse raggiunge quello che rende un libro un classico: l'universalità. Perché tutti possiamo ritrovarci in qualche periodo della nostra vita nella sete di risposte di Siddharta. Ma una cosa forse manca ad un uomo comune: la sua saggezza.

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    Filippo

    19/09/2018 09:59:44

    Letto in vacanza l'anno scorso, bellissimo libro. Conservo nella memoria alcuni concetti come linee guida. Consigliato

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    Vicky

    18/09/2018 18:08:10

    Uno dei grandi classici della letteratura moderna, e a ragione secondo me. Hesse è un maestro nel tessere il racconto con parole scelte con cura, come pietre preziose che vanno ad ornare una narrazione già di per sé avvincente: la ricerca interiore dell'essere umano, la voglia di crescita personale, il desiderio di migliorarsi sempre che è insito nell'uomo e che lo caratterizza in ogni tempo, in ogni luogo. Il risultato è un romanzo scritto splendidamente, con parole che riecheggiano la lontana India e capaci di far sognare ma, allo stesso tempo, di risvegliare la nostra umanità più profonda assetata di crescita.

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    Unico

    18/09/2018 16:30:34

    Ho letto questo libro non so quante volte. Una lettura piacevole, che scorre come un bicchiere di acqua fresca in una calda giornata estiva, ma senza mai cadere nel banale. Consiglio questo libro a chi cerca una lettura profonda che sappia piacevolmente trasportare. Non vi accorgerete nemmeno del tempo che gli dedicherete e finirete anche voi per leggerlo e rileggerlo e rileggerlo e rileggerlo.....

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    Emanuela

    17/09/2018 23:06:20

    Protagonista è il giovane Siddharta e la sua ricerca dell’Om, della verità o, potremmo ancora dire, di una spiritualità ancora sconosciuta ai più. Il viaggio comincia con l’amico Giovinda e insieme decidono di diventare Samana, asceti che rinunciano a tutti i beni e vivono cercando di immedesimarsi con la natura. Da lì in poi seguiranno varie tappe del cammino di Siddharta a cui corrispondo diverse scelte, per lo più agli antipodi fra di loro, fino alla meta ultima. Le vicende del protagonista sono ispirate alla vicenda del Buddha, il quale viene anche presentato nel romanzo sotto il nome di “Gotama”, e verso il quale Siddharta prova grande ammirazione. È un libro ricco di filosofia orientale, ma soprattutto vi troviamo molti spunti di riflessione che portano il lettore a guardare la vita sotto punti di vista tutti diversi fra loro. Il viaggio di Siddharta nonostante le strade sbagliate e le deviazioni arriva alla meta desiderata e vuole dimostrarci che anche l’uomo più tenace e pieno di volontà non arriverà al traguardo subito, ma dovrà affrontare diversi ostacoli. L’ho trovata una lettura molto interessante, una di quelle che vanno fatte almeno una volta nella vita e d’altronde era nella mia lista di libri da leggere già da molto, però non è stata la lettura mozzafiato che pensavo e, quasi, speravo. Nonostante la grande riflessione contenuta nel romanzo, una caratteristica che si solito apprezzo molto – anche in questo caso, ma un po’ di meno – ho apprezzato maggiormente “Narciso e Boccadoro” perché a lettura conclusa mi aveva lasciato molto di più.

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    Giulia

    17/09/2018 21:36:13

    L'uomo sempre alla ricerca di qualcosa ...

Vedi tutte le 150 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Nel cinquantenario della morte di Hermann Hesse (1877-1962) Adelphi ripubblica il suo più celebre romanzo, Siddhartha (1922), nella traduzione di Massimo Mila (1910-1988). Nell'elaborazione di questa fortunatissima traduzione italiana, la più letta al mondo tra le sessanta disponibili nelle varie lingue, si può affermare, per dirla con Claudio Magris, che il giovane Mila sia stato effettivamente un "coautore" dello scrittore svevo. La gestazione della versione di Mila, infatti, rispetto alle condizioni normali di chi traduce trascrivendo subito ogni abbozzo di frase, è stata forzatamente più vicina a quella di uno scrittore che elabora nella mente ogni pensiero più volte, prima di oggettivarlo materialmente sulla pagina. Perché Mila, nel carcere in cui si trovava quale antifascista, non aveva a disposizione né carta né penna e doveva quindi interiorizzare ciò che andava traducendo frase per frase, rimandando a tempi più felici (il 1945) la loro concreta stesura, essendo stato condannato a sette anni di carcere, di cui, grazie a un'amnistia per la nascita di un rampollo di casa reale, ne avrebbe scontato cinque tra Le Nuove di Torino e Regina Coeli di Roma. La colpa era quella di avere fatto, come amava dire scherzosamente, il "corriere della droga", portando in Francia, attraverso i valichi che ben conosceva quale appassionato alpinista, importanti comunicati agli antifascisti esuli oltralpe, tra cui i fratelli Rosselli, scritti con l'inchiostro simpatico su degli spartiti musicali che, in mano a un giovane musicologo, non avrebbero destato sospetti, se, come ricordava l'amico Norberto Bobbio, non fosse stato denunciato all'Ovra da Pitigrilli. Soffermarsi su ogni parola del romanzo di Hesse (il tedesco era l'unica lingua da cui era allora permesso tradurre) per meditare a lungo sul suo migliore corrispettivo nella lingua italiana, rappresentò per Mila una forma di evasione dal carcere o almeno una sorta di "innere Emigration" nello spirito elevato del nobile umanista svevo, da parte di chi il fascismo aveva però deciso di combatterlo a viso aperto. Già a diciannove anni, firmando la lettera di solidarietà a Benedetto Croce, definito da Mussolini "imboscato della storia" per le sue critiche ai Patti lateranensi, Mila era stato incarcerato per due settimane. È per questo incontro negli anni del fascismo che Mila difese sempre Hesse, anche quando più tardi lo scrittore, letto ovunque superficialmente da chi neppure si interessava di sapere da quale cultura venisse, divenne "il patriarca degli hippies", poco apprezzato dai critici militanti che gli preferivano autori dall'ermeneutica più complessa, e in fondo anche diffidenti di quel pericoloso vitalismo, dimostratosi deleterio per la cultura tedesca: Cesare Cases gli rimproverava un semplicistico "misticismo da quattro soldi", mentre per Giuseppe Bevilacqua Hesse avrebbe ridotto il meditato buddismo di Schopenhauer nell'"imparaticcio Zen delle generazioni recenti". Sicuramente Siddhartha ‒ nella sua "generica e facile esortazione alla saggezza", ossia all'abbandono al Tutto nel superamento degli egoistici quanto asfittici limiti individuali – è inferiore ai più sofferti e autobiografici racconti giovanili quali Sotto la ruota (non a caso l'opera più letta in Giappone, ancora oggi una "Zwangsgesellschaft"), Peter Camenzind o Gertrud. In questi racconti, la particolareggiata ambientazione tedesco-meridionale, caratterizzata dal contrasto tra natura generosa e umanità filistea, è assai più felice di quella indiana, schematica e volutamente trasfigurata. L'umanista Hesse, pacifista della prima ora, per tutta la vita impegnato a far capire che solo un disciplinato esercizio dello spirito, non disgiunto dall'amore per la natura, ci rende liberi, è certo oggi ancora consigliabile a un adolescente quale lettura formativa, sicuramente più di quanto non lo sia un Coelho qualunque. Oggi possiamo condividere il giudizio di Claudio Magris che nel 1980, dopo averne rilevato i limiti, scrisse che "Hesse è un grande esempio umano di cordialità e di saggezza, di ironica libertà e amabile felicità (…), di quella responsabile armonia che infonde all'individuo gioia e sicurezza". Il volume è corredato di altri scritti di Hesse relativi all'Oriente e alla sua Weltanschauung, di fotografie, lettere, due saggi di Stefan Zweig e Hugo Ball e di un'ampia nota introduttiva di Massimo Mila. Un'ottima occasione per rimeditare sullo scrittore, primo premio Nobel tedesco del dopoguerra (1946), proprio in forza del suo messaggio universalistico. Giorgio Kurschinski