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Michael Cox

Traduttore: L. Cangemi
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2006
Pagine: 664 p. , Rilegato

26° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Gialli storici

  • EAN: 9788830423084
Usato su Libraccio.it € 10,04

Recensioni dei clienti

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    Moreno C.

    07/04/2009 14.55.05

    Era da lungo tempo che non leggevo un libro capace di coinvolgermi così tanto. 'Il significato della notte' e' un sublime romanzo di maniera ambientato nella Londra dell'ottocento che trova nella sua particolare costruzione (a guisa di diario-memoriale con parti in stile epistolare) un grande punto di forza, per merito del quale il lettore (non senza un minimo di impegno per destreggiarsi in una prosa tanto densa) finisce per venire catapultato in una dimensione dal fascino irresistibile. Il fatto che la vicenda sia tutta incentrata sulla pianificazione di una terribile vendetta e' infine l'ingrediente decisivo attraverso il quale Michael Cox ottiene di catturare completamente l'attenzione e firma questo capolavoro.

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    Denebola

    16/10/2008 22.10.14

    La struttura complessa di questo libro,nonchè l'accuratezza dell'ambientazione e dello stile,denotano gli sforzi dell'autore per farne un'opera importante e non comune.Il protagonista è un tipo alquanto pesante,che tende a guardare tutti da sotto in sù;ma ciò è coerente con l'indole del vendicativo,quindi gli si addice.Lo stile è scorrevole;fino all'Intermezzo tende ad essere troppo ripetitivo(snervante l'uso continuo di espressioni quali"come più avanti saprete...come in seguito vi dirò..."),poi si fa più spedito e incalzante,anche grazie al vivacizzarsi della trama.Ma ho trovato la storia nel suo complesso deludente,perchè alla fine è incentrata sul...vile denaro!E.G.non è spinto da motivi affettivi o ideali a perseguire il suo reinsediamento,ma solo dall'immensa fortuna che acquisirebbe.Le sue aspirazioni sono legittime,ma quanto prosaiche!La sua ambizione lo porta ad inseguire febbrilmente i legami di sangue,rinnegando i legami creati dalla vita e dalle scelte personali;che sono invece quelli che contano davvero.Tutto questo avrebbe potuto essere molto affascinante,se solo l'autore l'avesse raccontato in modo distaccato;invece ha fatto di E.G.il grande eroe del racconto:il lettore è praticamente obbligato a farselo piacere e a parteggiare per lui.Questo non mi è piaciuto;lo ritengo l'errore fondamentale di Cox,quello che condanna il romanzo ad essere niente più che un libro discreto.

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    Paolo Franchini

    16/04/2007 13.47.01

    Classe 1948, laureato a Cambridge, Michael Cox trae dalla sua Inghilterra il meglio - e il peggio - della vittorianita' e, dopo raccolte di narrativa, biografie, storie di fantasmi e racconti gialli, confeziona il suo primo romanzo, un mastodontico omaggio (non solo per l'elevato numero di pagine, quasi 700!) alle atmosfere ottocentesche d'oltremanica. Si chiama Edward Glyver, alias Edward Glapthorn, il protagonista-narratore di questo thriller psicologico, un uomo di eccezionale intelligenza e che ama i libri forse piu' di se' stesso. Una ritorsione crudele e inspiegabile gli ha tolto l'immensa fortuna che gli sarebbe spettata per nascita nonche' la sua vera identita'. Gia' questo basterebbe per spiegare le sue ossessioni, ma dato che - come si dice in questi casi - piove sempre sul bagnato, il nostro Edward, personaggio sempre sopra le righe, scopre d'improvviso che una sua assurda sensazione corrisponde a verita': Daunt, acclamato poeta e antico rivale sin dai tempi del college, sta per soffiargli la donna amata. Il personaggio creato da Cox capisce in un attimo di essere pronto e disposto a tutto pur di riavere in fretta quello che gli e' stato sottratto e in una gelida sera del 1854 si mette alla prova. Mentre cala il buio e sale la nebbia, una coltellata stronca la vita di uno sconosciuto con i capelli rossi: Edward ha dimostrato a se' stesso che uccidere e' facile. Da questo momento, nulla e' piu' come prima. La trappola mortale e' scattata. Il protagonista e il lettore vengono travolti e inghiottiti dagli eventi, dalle verita' che si tramutano in menzogne, dalle vendette e dai tradimenti. Arricchita da vivaci descrizioni dell'Inghilterra e della Londra del tempo che fu, Il significato della notte e' una storia che inquieta e avvince nonostante qualche descrizione e numerose pagine di troppo.

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    mika

    20/02/2007 19.10.20

    Come si fa a dare 1 ad un libro cosi'? Meraviglioso esempio delle vette a cui la letteratura inglese ci ha abituato..degno erede del grandissimo Wilkie Collins! Ne avevamo ( o forse ne avevo ..) bisogno.

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    Irene Valli

    15/02/2007 23.03.40

    Preferisco nun dà un giudizio su stò libro perchè se penso al costo me viene male... Se posso dì belle le descritture dei luoghi gotico - vittoriane della Londra de quel tempo. quando ero alla pagina 100 volevo smettè de leggerlo ma solo perchè l'ho comprato me ha spinto ad andà avanti adesso me manca poco e poi lo finisco, nun vedo l'ora de levarmi sto fardello de 664 pagine. me sto ancò a chiedè perchè l'ho comprato,nun potevo prendere un altro libro? poi me piace il modo cun cui lo scrittore decrive Emily C. la descrive in modo al quanto divino e come una dea. comunque le parole che me vengono in mente per descrivere stò libro è noioso e mattone... l'unica cosa bella che ho trovato in questo libro sono: le descrizioni dei paesaggi e la bella Emily C. che lo scrittore la descrive in modo al quanto divino e come una dea... io nun lo consiglio affatto stò libro,poi se volete piglià un mattone noioso fate voi.... Voto personale:1/2,nun e mai successo che un libro nella mia classifica de voti prendesse tra l'uno e il due..... Nun prendetelo,leggete altro.... fidateve, ma se volete leggere un mattone e noioso fate come volete...

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    Vladir

    16/01/2007 16.32.05

    Un ottimo libro d'esordio,strutturato in modo magistrale e scritto come raramente capita (sicuramente anche la traduttrice merita dei complimenti). Essendo progettato come un giallo, gli nuoce forse una certa staticità dalla metà fin verso il finale, ma nel complesso non si rimpiangono davvero i soldi spesi. Da consigliare.

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    lucio enrietti

    14/01/2007 20.21.55

    Tra tutti i brutti libri che ho letto questo è l'unico che io sia riuscito a finire e solo perchè la trama è interessante, tanto che da questo libro potrebbe uscire uno dei pochissimi film migliori della fonte. Prosa ampollosa, descrizioni ridondanti e un'infinità di riferimenti eruditi non necessari, anzi, superflui. Se il Sig. Cox non imparerà di colpo a collegare la penna al cuore, auguro a tutti coloro che regalano alla lettura il poco tempo a loro disposizione che l'autore riprenda la sua attività di accademico e lasci l'onore della scrittura a chi realmente possiede il piacere e il sapere di narrare le cose.

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    Pasquale

    09/01/2007 12.48.35

    Michael Cox ci porta in giro per le vie di Londra e il Northamptonshire come una guida turistica tra locande, ristoranti e tenute baronali facendo assaporare dopo un lungo viaggio di 650 pagine e un'agognata vendetta, il risentimento per l'assassinio di un povero innocente. Alcune figure del romanzo lasciano alcuni dubbi,come del resto il protagonista che nel corso del racconto medita tra mille ricordi sul suo progetto vendicativo. Comunque un buon romanzo, raffinato e ricco di riferimenti bibliografici; però visto l'impegno profuso dall'autore poteva risultare meno artificioso ma più credibile.

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    dario

    26/12/2006 16.47.00

    un libro assolutamente da consigliare, particolare, difficile all'inizio, ma poi si mostra come un libro di qualità eccelsa e raffinato

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    SENZANICK

    15/12/2006 11.33.35

    il libro non decolla: la storia ci sarebbe ma si perde nei meandri di citazioni inutili e di altrettanto irritanti didascalie. L'aggettivo giusto è, appunto, "irritante": ti aspetti che accada il colpo di scena ma ecco comparire, invece, una citazione bibliografica e una descrizione dei meandri londinesi che non so a chi possano interessare. Mi pare che l'autore si serva troppo della sua erudizione in un contesto inappropriato. Nel complesso, il libro mi ha stancato.

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    gattaca

    04/12/2006 17.29.20

    Semplicemente MAGNIFICO.

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    spes ultima dea

    20/11/2006 02.54.12

    asettico. non prende e non dà: si limita a descrivere. per le atmosfere gotico-vittoriane si guardi piuttosto a Sarah Waters ("Ladra").

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    Fede

    11/11/2006 16.57.24

    CA-PO-LA-VO-RO !!!!!!!

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    Giulia

    07/11/2006 19.32.13

    Avevo molte aspettative su questo romanzo, invece sono rimasta fortemente delusa. Da buona conoscitrice dei classici dell'800 (Dickens in primis), posso dire che quest'opera non ci si avvicina neppure lontanamente! Riconosco all'autore una buona capacità di ricostruzione dell'ambiente londinese vittoriano, un'ottima documentazione, uno stile sobrio ed elegante...ma dov'è l'originalità, l'anima del romanzo? Dov' è la capacità di commuoverti e l'ironia di Dickens? dove sono i colpi di scena di Wilkie Collins? Lo stile è pedante, la trama per nulla originale e il tutto mi ha lasciato fredda e priva di emozioni, anche se il romanzo è scorrevole. P.S. è molto difficile trovare oggi un buon romanzo di ispirazione vittoriana..personalmente preferisco, nella sua originalità, Il petalo cremisi e il bianco di Faber.

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    WHY

    02/11/2006 12.28.29

    Veramente un bel libro. Non troppo crudele nelle descrizioni. Un libro che potrebbe sembrare un classico. Assolutamene da leggere.

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    Fermin

    27/10/2006 22.39.21

    Che meraviglia!...Sontuoso...658 pagine una piu' bella dell'altra. L' istinto , e le recensioni lette su Amazon , mi hanno spinto ad acquistarlo..ora posso dirlo..mai scelta si e' rivelata piu' felice. Un libro che regala brividi di piacere. Chi ama la lettura..chi ama i libri..non puo' non leggere questo romanzo. Ne voglio ancoraaa...

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    Pierluigi

    25/10/2006 20.01.05

    Non ci sono altre parole...siamo di fronte ad un vero CAPOLAVORO! A mio avviso , Il significato della notte e' un romanzo di una potenza e di una ricchezza narrativa impressionante...una prosa che e' piacere letterario allo stato puro...e' POESIA! Mr Cox scrive in maniera celestiale.. e , nella mia ignoranza , credo che parte del merito per le fortissime emozioni provate durante la lettura , vada senza dubbio attribuito alla traduttrice ..Laura Cangemi..alla quale faccio davvero i miei complimenti. Questo splendido romanzo ha tutto per diventare un CLASSICO..una storia d'altri tempi..uno stile di scrittura "vicino" , veramente vicino..ai grandi del passato..Dickens , James ..etc..etc.. Bellissimo..se vi capita..leggetelo leggetelo leggetelo. Ciao a tutti e alla prox... (sul mio comodino adesso c'e' "La bambina silenziosa" di Peter Hoeg).

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    Manuela Morlacchi

    10/10/2006 17.44.15

    Mi sono sciroppata in soli 5 giorni le oltre 650 pagine di questo meraviglioso romanzo. Soltanto un autore dotato di un ricco mondo interiore può far vibrare lo spirito del lettore in questo modo. Se Eco lo leggesse potrebbe apprendere in quale modo si può fare cultura divertendo senza inutili pedanterie e narcisismi. Complimenti vivissimi Mr Cox. Alla prossima. Io ci sarò. Saluti ai visitatori di Ibs.

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