Il silenzio dei vivi. All'ombra di Auschwitz, un racconto di morte e di resurrezione - Elisa Springer - copertina

Il silenzio dei vivi. All'ombra di Auschwitz, un racconto di morte e di resurrezione

Elisa Springer

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Editore: Marsilio
Edizione: 22
Anno edizione: 1997
In commercio dal: 7 marzo 1997
Pagine: 124 p.
  • EAN: 9788831766029
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Il silenzio dei vivi. All'ombra di Auschwitz, un racconto di...

Elisa Springer

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Gaia la libraia

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Elisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata a Milano, dove era stata mandata dalla famiglia per cercare rifugio contro la persecuzione nazista, quindi fu deportata a Auschwitz il 2 agosto 1944. Salvata dalla camera a gas dal gesto generoso di un Kapò, Elisa sperimenta l'orrore del più grande campo di sterminio. Eppure conserva il desiderio di vivere e una serie di fortunate coincidenze le consentiranno di tornare prima nella sua Vienna natale e poi in Italia. Da questo momento la sua storia cade nel silenzio assoluto, la sua vita si normalizza nasce un figlio e proprio la maternità è il segno della riscossa. È per lui che Elisa ritrova le parole che sembravano perdute per raccontare il suo dramma.
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    Lucia

    29/11/2018 16:43:50

    Consigliato

  • User Icon

    Nicolò

    21/09/2018 11:19:07

    Un libro sicuramente molto toccante che tratta un tema sempre attuale in maniera chiara ed efficace.

  • User Icon

    Salvatore Palma

    24/09/2012 07:42:03

    La storia di Elisa Springer, sopravvissuta alla deportazione, durata circa nove mesi tra il 1944 e il 1945 in tre diversi campi di concentramento (Auschwitz, Bergen Belsen e Theresienstadt), è rimasta nell'oblio per oltre cinquant'anni. Le profonde ferite psicologiche, le sofferenze patite e la volontà di non riaprire antiche lacerazioni anche con il solo ricordo, inibiscono per lungo tempo la rievocazione scritta. Il merito della pubblicazione di questo volume va ascritto alla volontà di sapere e di capire del figlio dell'Autrice e, forse anche, al ritorno nei luoghi del supplizio e della tortura, avvenuto nel 1995, ed al proposito di far conoscere alle nuove generazioni gli obbrobri di "un crimine così grande". La vicenda sconvolgente, il favorevole esito finale (seppur legato alle enormi difficoltà di riappropriarsi della normalità) e l'esposizione semplice ne fanno un libro che si legge con grande interesse.

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    monica

    01/07/2012 09:01:39

    Forte testimonianza di dolore morte umiliazione e imbruttimento dell'animo umano. Uomini e donne ridotti al rango di bestie affamate e disperate senza nessuna via di uscita se non passando attraverso ad un camino. Forte testimonianza per ricordare le vittime del nazismo annientate in questo luogo e per ricordare le vittime scampate miracolosamente alla morte che non vogliono che il mondo si dimentichi cio' che e' stato Aushcwitz, cio' che loro non potranno mai dimenticare in memoria soprattutto di tutti coloro che non sopravvissero alla brutalita' crudelta' dell'Uomo. Bellissimo libro da leggere assolutamente.

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    Salvatore

    30/06/2011 18:11:21

    Ho avuto il piacere di leggere questo BELLISSIMO libro studiando narrativa alle scuole medie..che dire..molto toccante,commovente, fluido e ben scritto!!! Super consigliato per ricordare quello che è successo a milioni di ebrei! Voto inevitabile: 5/5

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    dorotea

    04/10/2009 15:20:21

    questo è un libro che non arei mai voluto aprire ma che ho aperto scoprendo quello che hanno fatto gli uomini senza pietà seminando disperazione e morte. Ponendo fine a vite innocenti e credendosi unici e migliori. L'autrice ci ha raccontato l'esperienza crudele che lei stessa ha vissuto e a cui e sopravvissuta

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    Yle

    07/03/2009 13:25:07

    Assolutamente bellissimo, da leggere. Ho cominciato a piangere dalle prime righe,fino all'ultima pagina. I momenti più commoventi sono, oltre all'inizio e alla perdita dei cari, verso la fine, quando deve ricominciare a vivere, quando è libera, quando è sola e ha perso tutti i cari. Il suo stato d'animo, che viene descritto alla perfezione, i suoi sentimenti, e l'umiliazione che l'accompagnerà per tutta la vita, il numero tatuato sul braccio. E l'indifferenza che ha incontrato nel corso della sua vita quando cercava di parlare di quello che le era accaduto da giovane. Il suo messaggio è chiaro: vuole dare testimonianza e far conoscere ai giovani quello che è stato, per non dimenticare. Avrei tanto voluto conoscere di persona questa donna così forte! E pensare che al giorno d'oggi ci sono ancora quelli che sostengono che la Shoah è solo una menzogna, il web ne è pieno di questi siti!

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    antonella

    05/02/2009 21:50:16

    non ne avevo mai letto uno cosi...è stato veramente una scoperta leggerlo!!è pazzesco come l'uomo possa fare a se stesso una cosa inconcepibile.!!il dolore provato non si riesce neanke a immaginarlo!!sono rimasta senza parole dopo averlo letto..non riesco neanke a kredere ke tutto questo sia accaduto veramente e dopo tutto per cosa??per essersi sentiti superiori a qualche altro...quando infondo infondo siamo tutti uguali..e per non aver portato rispetto al prossimo e per la sua dignità umana... consiglio di leggerlo...

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    nuccio

    28/06/2008 12:24:48

    Ho scoperto il libro per caso, mi ha incuriosito e l'ho letto...la piu' bella scoperta da me fatta! E' un libro che non avrei mai voluto leggere, ma che tutti dobbiamo leggere! Per prendere coscienza di ciò che l'uomo può fare. La nostra preghiera dev'essere solo speriamo che non accada mai piu'. Trasmettiamo questo messaggio ai nostri figli, ai nostri amici, non lasciamo questo bel libro fine a se stesso.

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    miriam

    16/04/2008 22:41:52

    Intenso,commovente,l'ennesima terribile testimonianza di un incubo,di un orrore.L'ho letto in poche ore,non riuscivo a fermarmi,avevo bisogno di sapere,di capire perchè.Però alla fine nè sono riuscita a capire perchè,nè a darmi una qualche spiegazione.Ci si può solo commuovere e sperare che tutto questo non accada mai più,e non è una frase fatta o scontata.Vi prego leggetelo,è il minimo che possiamo fare...

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    Elisa

    06/02/2008 14:38:48

    Libro intenso a tratti crudo, ma essenziale per capire dove può arrivare la follia umana. Non ha limite!

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    nicòl

    04/12/2007 12:11:15

    bellissimo libro,molto profondo,riecs e benissimo a far capire la sofferenza k la springer ha provato in quelle situazioni....mi chiedo ancora come possono alcune persone continuare ad affermare che l'olocausto non sia esistito realmente...

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    Catia

    23/12/2005 10:53:30

    Considero questo libro estremamente bello e profondo. Qui è chiaramente leggibile il dolore che questa donna conserva per i ricordi. è espressione dell'anima. come lei sicuramente altre donne, uomini e bambini che hanno vissuto il dramma, si rivedono in queste sofferenze a noi pubblicate, e come lei soffrono ancora portando incisi dentro di loro, segni di ciò che è stato l'orrore. grazie Elisa per avermi permesso di conoscere e per avermi trasmesso ancora un più forte senso della vita.

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    santa

    31/10/2005 20:37:32

    elisa springer,ebrea,ha scritto questo libro per far capire alla gente i tedeschi cosa erano ai tempi della guerra...elisa racconta la sua storia in modo triste dopo quello che ha subito ad Awshvits,le torture che ha avuto in anno terribile...la cosa più brutta di quel libro che sono state uccise tante persone,ed è tutto vero!!!voglio concludere dicendo che elisa è stata fortunata a restare viva dopo quello che accadde...

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    ALESSANDRO 87(MANDURIA)

    06/06/2005 11:54:23

    IL LIBRO, BREVE E ALLO STESSO TEMPO RICCO DI AVVENIMENTI CI PONE DINANZI ALLA STORIA SCONVOLGENTE DI ELISA, UNA DONNA CON UNA FORZA INTERIORE DA VENDERE ED UN CORAGGO INAUDITO, LE SUE PEREGRINAZIONI PRIMA DI "APPRODARE" NEI CAMPI DI STERMINIO POSSONO SOLO FAR IMMAGINARE AL LETTORE LE ANSIE, IL SENTIMENTO DI ANGOSCIA, DI OPPRESSIONE, DI PAURA PROVATO DA ELISA COSì COME DALL'INTERO POPOLO EBRAICO. IL SUO LINGUAGGIO, SEMPLICE E CONCISO, RIESCE COMUNQUE AD ARRIVARE DRITTO AL CUORE DEL LETTORE CHE NON PUO' FARE A MENO DI COMMUOVERSI(A ME è ACCADUTO). L'INTERO LIBRO, INOLTRE MI HA FATTO COMPRENDERE QUANTO ELISA SI SFORZASSE DI PREDICARE IL VERBO DELL'AMORE, NON QUELLO DELLA VENDETTA, IL VERBO DEL PERDONO E NON QUELLO DELL'ODIO.OGNUNO DI NOI,ED IN PARTICOLARE GLI ADOLESCENTI DOVREBBERO LEGGERLO, PER CONOSCERE E NON DIMENTICARE, MA SOPRATTUTTO PER IMPARARE A PERDONARE. IL LIBRO DI ELISA VA SSOLUTAMENTE LETTO PERCHè è GRANDE, COME LEI D'ALTRONDE.

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    luigi

    30/05/2005 11:08:51

    E una palla di libro perche mi sono rotto

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    Annamaria Piana

    24/04/2005 18:36:07

    Mi chiamo Annamaria, ho ventiquattro anni. Ho letto moltissimi libri riguardo la shoah, pero' secondo me "Il silenzio dei vivi" risulta essere uno dei piu' tocccanti da me letti, forse perche' Elisa Springer e' riuscita meglio di altri a trasformarmi in una persona, almeno durante la lettura, un po' empatica. Non ci sono parole di odio nei confronti degli assassini dei suoi genitori, ma risalta invece la Fede. La sua Fede smisurata e incondizionata che le ha dato, insieme a suo figlio, la forza di tornare ad Auschwitz.Grazie Elisa per le emozioni. A.P.

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    andrea

    15/03/2005 20:56:06

    questo libro mi è molto piaciuto è ben fatto e in poche pagine riesce a descrivere molto bene la situazione di allora!lo consiglio sopratutto ai giovani!

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    rosy

    13/03/2005 14:52:21

    qst libro ha disgustato oltre misura il mio lato umano e m kiedo cm faccio a guardarmi sllo spekkio sapendo di appartenere alla stessa specie ke ha sterminato i propri simili cm insetti nocivi!!!ammiro moltissimo la caparbietà di vivere della springer:e noi ke diciamo"voglio morire!"dopo 1 interrogazione andata male...è vergognoso!e x favore smettiamola di fare tanto rumore x l'olocausto sl il giorno della memoria x poi dimenticarcene il resto dell'anno!!!la springer e molti altri con lei sn morti e hanno sofferto nn x essere una ricorrenza annuale, ma x ricordare a tutti fino a ke punto la'umanità sia meskina!!!nel libro gli ebrei sembrano tornare animali x le loro condizioni,ma a me la gente libera ke li vedeva soffrire senza opporsi si presta meglio al paragone:tanti buoi ke seguono docili quel rognoso cane pastore di nome Hitler!

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    roberta

    27/12/2004 18:10:15

    è strano pensare che l' uomo un essere creato da Dio(essere perfetto ed immortale) sia riuscito a strerminare migliaia di uomini donne e bambini... e, ancor peggio, ha svolto questi atti senza alcuna pietà per un piacere spirituale... dopo aver letto questo libro mi sono chiesta... dov ' era Dio?xhè un' essere potente come lui non sia riuscito a bloccare questa atrocità sin dall' inizio?.... Dio ha dato fiducia all'uomo a fatto si che le sue capacità i suoi sentimenti siano stati messi in gioco dall uomo stesso xkè l' uomo é in grado di farlo in quanto è un essere intelligente. ma spesso queste facoltà vengono utilizzate da pochi uomini gli stessi uomini e le stesse donne che poi sono sopravvisuti al richiamo della morte e del dolore..hanno raccontanto per la speranza di nonfar rivivere più quei momenti a nessun altro essere esistente sulla terra.....

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scheda di Costa, E., L'Indice 1998, n. 8

Elisa Springer nasce a Vienna nel 1918 da una famiglia di commercianti ebrei. Con le persecuzioni ebraiche in Austria, Elisa decide di rifugiarsi in Italia, dove si trasferisce nel 1940. Denunciata alle SS da una donna italiana, viene arrestata e deportata ad Auschwitz, "deserto di morte senza speranza". All'età di ventisei anni, Elisa vive le atrocità del regime nazista, cominciando un raccapricciante cammino verso la spersonalizzazione, vittima di un mondo che "stava perdendo il suo io, il suo Dio". Tuttavia la forza fisica e spirituale della donna ne rivelano una capacità di resistenza straordinaria, un bisogno incontenibile di credere ancora nella vita, nonostante il supplizio di quei giorni. Elisa sopravvive e costruisce una nuova vita in Italia. Come molti altri reduci dai campi di sterminio, vive, decide di soffocare il suo dolore nel silenzio: per paura di non essere accettata nasconde sotto un cerotto il marchio tatuato nel campo di Auschwitz sull'avambraccio sinistro. La paura di sentirsi diversa, osservata da chi, non potendo comprendere a pieno il significato di quell'esperienza, rispondeva con scherno e indifferenza, la portano a tacere fino a che Silvio, il figlio di vent'anni, volendo capire il passato della madre, la interroga cercando verità fino ad allora represse. Elisa decide così, all'età di settantotto anni, di parlare "per non dimenticare a quali aberrazioni può condurre l'odio razziale e l'intolleranza, non il rito del ricordo, ma la cultura della memoria". Il racconto dei giorni trascorsi nei lager, redatto in italiano, non solo rende giustizia ai martiri che ne fecero esperienza, non solo permette a Elisa di riacquistare un'identità celata ormai da cinquant'anni, ma parla anche alla coscienza di ogni suo lettore. Inno alla forza della vita, le parole di questa donna non lasciano spazio all'incredulità e all'indifferenza; lucido ricordo di una vita dominata dal silenzio, il libro di Elisa Springer diventa testimonianza di un passato, anche italiano, da non rimuovere.
  • Elisa Springer Cover

    Elisa Springer è stata una scrittrice d'origine austriaca, naturalizzata italiana. Nasce a Vienna nel 1918 da una famiglia di commercianti ebrei. Con le persecuzioni ebraiche in Austria - dopo che i suoi genitori vennero deportati ai campi di sterminio dai quali non fecero mai più ritorno - Elisa decide di rifugiarsi in Italia, dove si trasferisce nel 1940. Denunciata alle SS da una donna italiana, viene arrestata e deportata ad Auschwitz,«deserto di morte senza speranza». All'età di ventisei anni, Elisa vive le atrocità del regime nazista, cominciando un raccapricciante cammino verso la spersonalizzazione, vittima di un mondo che «stava perdendo il suo io, il suo Dio». Tuttavia la forza fisica e spirituale della donna ne rivelano una capacità... Approfondisci
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