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Il silenzio dei vivi. All'ombra di Auschwitz, un racconto di morte e di resurrezione
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Il silenzio dei vivi. All'ombra di Auschwitz, un racconto di morte e di resurrezione - Elisa Springer - copertina
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Descrizione

Elisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata a Milano, dove era stata mandata dalla famiglia per cercare rifugio contro la persecuzione nazista, quindi fu deportata a Auschwitz il 2 agosto 1944. Salvata dalla camera a gas dal gesto generoso di un Kapò, Elisa sperimenta l'orrore del più grande campo di sterminio. Eppure conserva il desiderio di vivere e una serie di fortunate coincidenze le consentiranno di tornare prima nella sua Vienna natale e poi in Italia. Da questo momento la sua storia cade nel silenzio assoluto, la sua vita si normalizza nasce un figlio e proprio la maternità è il segno della riscossa. È per lui che Elisa ritrova le parole che sembravano perdute per raccontare il suo dramma.
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Dettagli

22
1997
124 p.
9788831766029

Valutazioni e recensioni

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commovente
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Ho incontrato questa aitrice oramai tantissimi anni fa quando andavo alle scuole medie. L'ho riletto da grande qualche tempo fa e devo dire che le emozioni che mi ha suscitato sono le stesse. l'olocausto ha un grande impatto su di me, ogni libro o fim che tratta questo argomento per me è un dono prezioso perchè ci pone di fronte ad una cruda realtà che ognuno di noi dovrebbe conoscere. Se come me siete interessati a questa terribile parte della nostra storia ve lo consiglio vivamente , anzi credo che libri cosi debbano essere letti e regalati a scuola come all'epoca successe a me.

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sebi
Recensioni: 5/5

Libro spettacolare, commovente, straziante, che ripercorre la vita dell'austriaca Elisa Springer rifugiata in Italia per evitare la deportazione nazista. Purtroppo Elisa venne deportata in un campo di concentramento ma per fortuna si salvò. Lo consiglio con il cuore a tutti, anche perchè ne posseggo una copia autografata e mi è molto caro.

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DANI
Recensioni: 4/5

Facendo un giro in libreria, ho visto questo piccolo libro. Mi sono ripromesso più volte di non leggere altre testimonianze sulla Shoah. Ci sto male, per giorni ci penso e comincio a fare i paragoni col nostro presente così sordo alla sofferenza altrui. Qualsiasi cosa, il futuro ci riserverà, la memoria del passato dovrà scuotere le coscienze. È l'unica speranza di salvezza

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scheda di Costa, E., L'Indice 1998, n. 8

Elisa Springer nasce a Vienna nel 1918 da una famiglia di commercianti ebrei. Con le persecuzioni ebraiche in Austria, Elisa decide di rifugiarsi in Italia, dove si trasferisce nel 1940. Denunciata alle SS da una donna italiana, viene arrestata e deportata ad Auschwitz, "deserto di morte senza speranza". All'età di ventisei anni, Elisa vive le atrocità del regime nazista, cominciando un raccapricciante cammino verso la spersonalizzazione, vittima di un mondo che "stava perdendo il suo io, il suo Dio". Tuttavia la forza fisica e spirituale della donna ne rivelano una capacità di resistenza straordinaria, un bisogno incontenibile di credere ancora nella vita, nonostante il supplizio di quei giorni. Elisa sopravvive e costruisce una nuova vita in Italia. Come molti altri reduci dai campi di sterminio, vive, decide di soffocare il suo dolore nel silenzio: per paura di non essere accettata nasconde sotto un cerotto il marchio tatuato nel campo di Auschwitz sull'avambraccio sinistro. La paura di sentirsi diversa, osservata da chi, non potendo comprendere a pieno il significato di quell'esperienza, rispondeva con scherno e indifferenza, la portano a tacere fino a che Silvio, il figlio di vent'anni, volendo capire il passato della madre, la interroga cercando verità fino ad allora represse. Elisa decide così, all'età di settantotto anni, di parlare "per non dimenticare a quali aberrazioni può condurre l'odio razziale e l'intolleranza, non il rito del ricordo, ma la cultura della memoria". Il racconto dei giorni trascorsi nei lager, redatto in italiano, non solo rende giustizia ai martiri che ne fecero esperienza, non solo permette a Elisa di riacquistare un'identità celata ormai da cinquant'anni, ma parla anche alla coscienza di ogni suo lettore. Inno alla forza della vita, le parole di questa donna non lasciano spazio all'incredulità e all'indifferenza; lucido ricordo di una vita dominata dal silenzio, il libro di Elisa Springer diventa testimonianza di un passato, anche italiano, da non rimuovere.

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Conosci l'autore

Elisa Springer

1918, Vienna

Elisa Springer è stata una scrittrice d'origine austriaca, naturalizzata italiana. Nasce a Vienna nel 1918 da una famiglia di commercianti ebrei. Con le persecuzioni ebraiche in Austria - dopo che i suoi genitori vennero deportati ai campi di sterminio dai quali non fecero mai più ritorno - Elisa decide di rifugiarsi in Italia, dove si trasferisce nel 1940. Denunciata alle SS da una donna italiana, viene arrestata e deportata ad Auschwitz,«deserto di morte senza speranza». All'età di ventisei anni, Elisa vive le atrocità del regime nazista, cominciando un raccapricciante cammino verso la spersonalizzazione, vittima di un mondo che «stava perdendo il suo io, il suo Dio». Tuttavia la forza fisica e spirituale della donna ne rivelano una capacità...

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