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Vercors

Traduttore: N. Ginzburg
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806227647
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Recensioni dei clienti

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    luciano

    03/12/2016 21.55.27

    Un ragazzo dell'esercito tedesco, Verner von Ebrennac, musicista e compositore sensibile, ha sempre amato la Francia convinto che l'occupazione nazista unirà la Francia e la Germania come marito e moglie e che, allora, “ sull'Europa risplenderà il sole”. L'illusione si frantuma; ben presto vedrà che il nazismo non conduce “ alle altezze luminose delle vette” ma che è una via che scende “ ad una valle sinistra per immergersi nelle tenebre fetide d'una lugubre foresta”. Allora per il giovane musicista è meglio andare al fronte, nell'inferno della prima linea.

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    Umberto Mottola

    30/08/2014 18.41.27

    Un piccolo grande capolavoro, con al centro i drammi e i sentimenti umani. Ottima la traduzione di Natalia Ginzburg. Ottima l'introduzione di Gabriella Bosco.

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    Pier

    04/12/2013 11.40.45

    Un libro che ti fa entrare nell'interiorità delle vere emozioni provate dai "locali" che durante la guerra furono costretti a subire la presenza di nemici non proprio graditi!!!Consigliato.

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    Maria Luisa Valeri

    29/03/2013 11.08.43

    Questo brevissimo testo è paragonabile ad un preziosissimo brillante, montato su un solitario, perché in poche pagine sa esprimere la tragedia della guerra, mostrandola magistralmente sia dal punto di vista dell'occupato francese che dell'occupatore tedesco, di cui rispetta a pieno l'umanità.

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    jane

    25/10/2011 13.57.53

    l'ho riletto dopo più di 10 anni e l'ho trovato ancora più bello di come ricordavo: semplicemente perfetto

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    paolo

    17/12/2008 13.51.19

    molto bella l'idea e il pensiero che ci sta dietro. nulla è li per caso anche se il tipo di narrazione non è uno dei miei preferiti.RACCOMANDO AI NUOVI LETTORI DI LEGGERE ANCHE L'INTERESSANTISSIMA INTRODUZIONE!!! buona lettura, paolo

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    luca bidoli

    07/11/2007 18.54.38

    Il silenzio, un silenzio ostinato, ma a suo modo sofferto, insolita ed estrema forma di resistenza dei più deboli ( una ragaza, un vecchio), che si frange non davanti alla barbarie del nemico, ma al nemico, tanto più "pericoloso" perchè dotato di fascino e di intelligenza, di una potente carica idalistica della quale, alla fine fine, lui stesso ne sarà vittima.Il mare non è mai realmente silenzioo: sotto la sua superficie si incontrano e si scontrano correnti, si muovono fome di vita: ma il mare, qui, è un apotente metafora del non detto, del tacito, di ciò che è sotteso, el legame che si insaura tra ulcune persone che devono per forza di cose convivere in uno spazio angusro. in questa teca di mondo osserviamo l'evolversi di questipersonaggi quasi irreali: un vecchio, sua nipote, un ufficiale tedesco. La Francia sconfitta, la vittoria dell'odiato nemico, che qui non si riesce ad odiare del tutto, perchè rivela una sua dignità umana, un asua diversità che lo colloca anch'esso nella categoria dei vinti. LA PAROLA, LA SUA SOTTRAZIONE O LA SUA MANIFESTAZIONE, divengono così i veri artefici di un racconto di cristallina bellezza, dove nulla è affidato al caso, al non necessario, parco come la brevità delle frasi,i monologhi, i lunghi silenzi, le occhiate furtive. Da leggere: in un'Europa martoriata dall'odio, la salvezza viene percorsa attraverso passaggi insoliti e stralunati, in una storia che ha tutte le caratteristiche dell'assoluta improbabilità, che la rendono,alla fine, solo più necessaria.

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    marotta angelo

    08/09/2007 16.42.48

    Un libro molto riassuntivo e sbrigativo, ma che focalizza particolarmente i modi di vivere e di comportarsi di chi era a capo di uno stato; che doveva alludersi ad un'intera nazione, ma soprattutto che doveva scegliere giustamente per disegnare quella che era la sorte a cui era destinato il suo popolo. Un libro caratterizzato da uno stile doloroso rilasciato dalle quelle ormai, lontane, ombre tetre che testimoniano la realtà, ove vigeva la preoccupazione di lasciare la vita per far posto alla temibile morte. Ve lo consiglio.

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    Giovanni Bersani

    01/03/2007 09.37.08

    Forse i commenti entusiastici mi avevano creato un'aspettativa eccessiva: il libro mi è piaciuto abbastanza, ma non troppo. E' vero che è un racconto molto particolare, di una sua bellezza speciale che va capita..e con un messaggio tale che fu addirittura usato dal gen. De Gaulle durante la seconda Guerra Mondiale per esortare alla resistenza francese contro l'invasore tedesco....ma nonostante ciò devo ammettere che non me lo sono goduto come invece altre letture. In ogni caso è talmente breve che val la pena leggerlo comunque. Alla sig.ra Pantaleoni, che lo chiede nel commento qui sotto, segnalo che la spiegazione del titolo si trova nell'introduzione a pag. XII: il mare racchiude una calma apparente sotto la quale si cela un tumulto di forze vitali in lotta fra loro, proprio come vuole essere nel racconto il silenzio dello zio e della nipote..

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    Virginia Pantaleoni

    30/10/2006 12.51.09

    Confesso la mia limitatezza. Non sono riuscita a capire il nesso tra il racconto ( stupendo) e il titolo (Il silenzio del mare) affascinante, ma molto misterioso. Sarei grata a chi volesse spiegarmelo. Virginia

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    ella

    26/04/2006 14.25.27

    Il dialogo fra due culture si fonde con il dialogo apparentemente unilaterale fra una vittima e un carnefice che è a sua volta vittima. Un'opera straordinaria.

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