Il silenzio. Racconto di uno sbirro antimafia - Gianni Palagonia - copertina

Il silenzio. Racconto di uno sbirro antimafia

Gianni Palagonia

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Editore: Piemme
Collana: Bestseller
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 347 p., Brossura
  • EAN: 9788856603880

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"In Sicilia non si ammazza più, e questo è il termometro per capire che le cose per la mafia vanno bene. Tutti pensano che dopo qualche arresto eccellente la mafia sia stata sconfitta. Ma lo sanno anche i bambini che quando c'è troppo silenzio è perché gli affari tirano. Le bande hanno imparato la lezione: lavorano a compartimenti stagni e se uno si pente può fare arrestare cinque persone, non più cento come prima. Negli ultimi dieci anni noi inquirenti non abbiamo fatto che quello che ci dicevano i pentiti, perdendo il contatto con il territorio, con i confidenti, con la strada, e adesso è di nuovo il buio. Ci vorranno anni prima di capire che sta accadendo, cosa fa la nuova mafia. Le loro parole d'ordine oggi sono riciclaggio, investimenti, alberghi. E poi la borsa, la ripresa dell'edilizia, i grandi appalti, e soprattutto la politica. La mafia può essere il ragazzo che ti pianta la pistola in faccia, ma più spesso è un tizio con la cravatta, e nella giacca solo la penna per firmare assegni e atti notarili. Io su questo avrei una storia da raccontare. Ho quasi quarant'anni, sono un poliziotto, ma questa non è una biografia. Solo un pezzo di Sicilia, e di me, e di tutti noi. Sono un poliziotto. Non proprio uno dei tanti: uno scomodo, così dicono". Gianni Palagonia è il nome falso di un poliziotto vero. Una voce che racconta di grandi appalti e di affari sporchi, di stragi e di morti ammazzati. Una storia di rabbia e ostinazione, che mostra il volto della mafia di ieri e di oggi.
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    erika

    15/02/2013 20:13:36

    Questo libro è stato scritto da Gianni Palagonia, uno pseudonimo utilizzato per ragioni di sicurezza. Ha maturato una notevole esperienza in importanti indagini dirette al contrasto della mafia, della criminalità organizzata, del terrorismo interno. Il libro è diviso in 5 parti. Quella che mi ha lasciato più rabbia e indignazione è stata la quarta intitolata pentiti e pentitismo. Mentre le forze dell'ordine avevano un budget di Lire 42.000 per mangiare, il pentito aveva un budget illimitato. Cito:"Ordinò quello che noi non potevamo, a meno che non pagassimo di tasca nostra. Aveva rapinato, sparato, ammazzato e adesso mangiava. E meglio di noi. Facemmo tutti finta di niente, mentre il pranzo lentamente ci andava di traverso. Ne parlammo ai sindacati, fecero un gran casino. Non cambiò nulla." E ancora: " Il pentito si lamentò con il magistrato del fatto che nella villa (no appartamento ma addirittura una villa) dove era stata sistemata la moglie c'era un po' di umidità in camera da letto, e scoprimmo che solo per l'affitto il pentito riceveva Lire 1.500.000 al mese. Io prendevo Lire 2.100.000 con moglie e 2 figli a carico." L'equazione lo Stato ha bisogno del pentito quanto il pentito dello Stato forse deve essere rivista. Di frasi di sconforto ed impotenza ne è pieno il libro. Tante sono le domande che mi verrebbero da porre, tante sono le cose che forse non si sanno perchè nessuno ce le racconta, e tanti sono gli uomini che ogni giorno rischiano la vita per pedinare questo e quel delinquente che poi, grazie a questa o quella conoscenza rimane impunito. Per non parlare del comportamento di certi magistrati, pubblici ministeri e avvocati. Spero solo che di questi personaggi negativi ce ne siano veramente pochi. Purtroppo di quella squadra pochissimi sono rimasti; gli altri si sono trasferiti al nord

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    MARCO S.L.L.

    18/09/2011 14:57:06

    Libro nel quale, pagina dopo pagina, l'autore svela il suo amore incondizionato per il proprio lavoro. Opera nella quale vengono narrate le adrenaliniche e coinvolgenti vicende lavorative, familiari e sentimentali di un uomo come tanti ma di un poliziotto come pochi.

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    jack unterweger

    06/09/2010 17:46:47

    Il miglior libro sulla mafia che abbia letto.Un racconto duro,serrato,un libro utile a comprendere il fenomeno mafioso in tutte le sue sfaccettature,oltre alle dinamiche delle indagini della polizia.La narrazione è davvero coinvolgente,la prosa non sarà quella di un grande scrittore ma il racconto si dipana veloce e indubbiamente Palagonia come "sbirro" ci fornisce una storia raccontata da una prospettiva diversa da quella del solito giornalista.Egli narra fatti vissuti in prima persona,in una realtà tutt'altro che distante,visto che il libro è ambientato nella Sicilia di pochi anni fa.Notevole.

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    Corrado

    26/05/2010 09:11:03

    Il libro rispecchia il punto di vista di un poliziotto che svolge la sua professione come se fosse una missione. Fin qui tutto bene, però, d'incanto, leggendo tra le pagine del libro, si scopre una realtà a dir poco impressionante: cioè la linea sottile, a volte dai confini poco chiari e marcati tra "guardie e ladri", tra legalità e malaffare. Sono convinto che non sempre il fine giustifica i mezzi, anche perchè si rischia di saltare il fosso e non essere più credibili. Nonostante le critiche, mi sento di dare un voto alto, per la scrittura molto lineare, facile anche se forse qualche volta prevedibile. Ottima la genesi del poliziotto, meno quella amicizia con l'amico d'infanzia che da grande diverrà la rappresentazione degli uomini a cui dare la caccia (sindrome di stoccolma permettendo...)

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    Pino Chisari

    06/09/2009 11:10:47

    Chiunque lotta o ha lottato contro la mafia merita il massimo rispetto. Questo vale anche per questo "sbirro" che non è un grande scrittore ma quello che racconta è un pezzo di vita vissuta. Spiace costatare l'amarezza delle sue conclusioni, ma certo non si può non capirlo.

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    francesco

    06/05/2009 16:30:34

    Per capire quanto mi ha coinvolto: la sera in cui l'ho comprato ho acceso il forno, ci ho infilato la mia cena e nell'attesa ho iniziato a sfogliare le prime pagine. Quando ho rialzato la testa e staccato la mente dal libro, la mia cena era irrimedialmente bruciata ed era trascorsa un'ora e mezza e non venti minuti, come pensavo. Il giorno dopo ho dovuto trattenermi dalla lettura per via del lavoro ma la sera non vedevo l'ora di riprenderlo in mano. Terminato avidamente in due giorni. Rimarrete attaccati al libro e a quanto questo anonimo poliziotto/scrittore ci svela. Sono estremamente curioso di sapere quanto c'è di vero, ma non essendo di catania non ho la possibilità di intuire chi siano i personaggi coinvolti. Chi ne sa qualcosa, mi mandi una mail, grazie.

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    francesco

    29/04/2009 21:50:22

    Per capire quanto mi ha coinvolto: la sera in cui l'ho comprato ho acesso il forno, ci ho infilato la mia cena e nell'attesa ho iniziato a sfogliare le prime pagine. Quando ho rialzato la testa e staccato la mente dal libro la mia cena era irrimedialmente bruciata ed era trascorsa un'ora e mezza e non venti minuti, come pensavo. Il giorno ho dovuto trattenermi dalla lettura per via del lavoro ma la sera non vedevo l'ora di riprenderlo in mano. Terminato avidamente in due giorni. Rimarrete attaccati al libro e a quanto questo anonimo scrittore ci svela. Sono estremamente curioso di sapere quanto c'è di vero. Chi ne sa qualcosa, mi mandi una mail, grazie.

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    antonio

    01/06/2008 16:41:28

    ho letto con molta ammirazione la storia immedesimandomi nei problemi che quotidianamente vivono i colleghi come gianni e me stesso....lo consiglio a tutti,sbirri e non per capire come vanno le cose in italia.

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    francesco

    27/12/2007 16:05:13

    Buon poliziesco. Amaro e realistico. Forse i metodi di indagine descritti risulatno fantasiosi o, per lo meno, discutibili. In ogni caso, una discreta descrizione di una Sicilia che tenta di alzare la testa e di uno Stato burocrate e colluso.

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    barbara

    27/11/2007 11:23:10

    Un libro che si beve avidamente pagina dopo pagina, dove non riesci a staccare la tua attenzione. Un grido di giustizia, un attacco all'altro stato, una voce forte e sicura che rompe il silenzio dell'omertà, un libro coraggioso, una denuncia al troppo sangue versato di chi ancora crede a degli ideali. Bravo Gianni, eroe del nostro tempo.

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    Dario Giorgianni

    06/11/2007 10:50:54

    Il libro è molto toccante,perchè fa riferimento a dei fatti facilmente intuibili,essendo io stesso di Catania.I cognomi ed i luoghi sono,per ovvie ragioni,modificati,ma basta avere una discreta conoscienza dei fatti per trovare i riscontri dei casi. Libro forte.

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