Il simbolismo della croce

René Guénon

Traduttore: P. Nutrizio
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 31 ottobre 2012
Pagine: 171 p., Brossura
  • EAN: 9788845927546
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Descrizione
Se c'è un libro che mostra fin dove si può spingere la comprensione di un simbolo, questo è "II simbolismo della croce". Pubblicato nel 1931, dopo i due grandi libri indiani ("Introduzione generale allo studio delle dottrine indù" e "L'uomo e il suo divenire secondo il Vedanta"), è l'opera in cui Guénon scelse l'immagine stessa su cui è fondata la civiltà occidentale cristiana per condurre una dimostrazione rigorosa e inflessibile, che permettesse di cogliere la "pluralità dei significati inclusi in ogni simbolo". I quali nel caso scorreranno davanti agli occhi del lettore come anelli di un'aurea catena: fra gli altri, la teoria indù dei tre guna (le qualità fondamentali che compongono il mondo), la simbolica della tessitura, l'Albero della Vita e l'Albero della Scienza, il rapporto fra il punto e l'estensione, il vortice sferico universale, infine la Grande Triade (Cielo, Terra, Uomo) della Cina arcaica.

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    MD

    20/03/2017 07:43:36

    La Croce è il simbolo interreligioso, universale, ecumenico par excellence – una vera costante della mente umana. È presente in tutte le fedi, dal Buddhismo, all’Induismo, alle religioni del Libro. Se per i Cristiani rimanda alla figura di Gesù, nell’ambito islamico, per esempio, fa riferimento all’‘Uomo Universale’ (al-insān al-kāmil‎), e al suo complesso significato metafisico, stabilendo un’analogia fondativa tra macrocosmo e microcosmo. L’espressione persiana Kaʿba-yi dil (‘Kaaba del cuore’) nasce dalla radice araba QBL, cioè direzione, la stessa della parola qiblah, il punto verso cui ci si orienta durante la preghiera (la Fātiḥah). Ciò ci riporta—come sottolinea Guénon—alla Croce “ordinata secondo i punti cardinali”, internamente presente nella Kaaba, che deve sempre essere viva in noi, per indicarci la via, il sentiero. I suoi assi (verticale e orizzontale) infatti si incontrano in un solo punto, l’unicità del cuore (qalb, il cui etimo remoto risale a qalīb, pozzo, fonte di vita e conoscenza, indica un processo di trasformazione) di ogni essere umano, la dimensione della sua esistenza, là dove ci si mette in cammino: ‘locus’ elettivo di tutte le teofanie (tajalliyyāt).

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