I sindaci del re. 1859-1889

Curatore: E. Colombo
Editore: Il Mulino
Collana: Percorsi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 27 gennaio 2011
Pagine: 442 p., Brossura
  • EAN: 9788815146861
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Sino al 1889 - allorché fu introdotta l'elezione del sindaco da parte del consiglio comunale - a capo dei municipi sedevano "sindaci del re", nominati cioè dal governo centrale e non eletti localmente. Essi guidavano, entro un ordinamento uniforme, comuni dissimili per rango territoriale, dimensione demografica, tessuto socio-economico. Questo volume delinea le caratteristiche di quel sindaco di nomina regia, figura nodale nel sistema politico-amministrativo italiano dell'Ottocento. Utilizzando diversi approcci disciplinari e suggestioni comparative, il libro lumeggia le molte dimensioni di un ufficio in equilibrio fra radicamento nelle comunità locali e rapporti con il centro in una stagione in cui declinava il regime dei notabili. Le riflessioni generali sulla figura del sindaco, la ricchezza dei casi di studio fanno del libro un contributo utile per gli storici non meno che per gli studiosi della politica e delle istituzioni. I primi vi ritroveranno scenari e informazioni importanti per la ricostruzione dell'Italia postunitaria; i secondi, spunti di analisi in merito a temi quali la rappresentanza, le relazioni centro-periferia, le dinamiche comunitarie. Tutti potranno misurare ciò che è cambiato e ciò che non lo è nel mestiere di "primo cittadino" nell'Italia delle cento città.

€ 27,20

€ 32,00

Risparmi € 4,80 (15%)

Venduto e spedito da IBS

27 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:
 
 
 

Con questo libro si riesce ad avere un quadro ampio e soddisfacente dell'effettivo ruolo istituzionale del sindaco nel primo trentennio postunitario. La carica di sindaco, che sarà di nomina regia fino al 1889, svolge una duplice funzione: capo dell'ente comunale e ufficiale di governo. Per certi aspetti, forse ancor più del prefetto, il sindaco si colloca, come ha scritto Piero Aimo, "in un'area critica di collisione, attrito e compenetrazione fra società civile ed apparato statale". La scelta dei casi di studio contenuti nel volume consente di conoscere le dinamiche interne a municipi distribuiti sull'intero territorio nazionale, e che quindi all'indomani dell'unità si presentavano con eredità di tradizioni amministrative assai diverse, se non talora contrastanti. Com'è noto, quella sabauda informerà di sé l'ordinamento nazionale. E l'estensione della legge Rattazzi per comuni e province consentirà ai primi governi unitari di selezionare personalità funzionali all'obiettivo assolutamente prioritario di "fidelizzare" i nuovi cittadini italiani. Tra le numerose e interessanti risultanze offerte da questo volume vi è, ad esempio, la constatazione che fino al 1889 il sindaco di nomina regia è solitamente un notabile appartenente alla nobiltà o alla borghesia terriera, legato per nascita al territorio amministrato. Mancano esponenti del mondo manifatturiero e del commercio e, nei rari casi di sindaci borghesi, non è automatica l'adozione di politiche pubbliche municipali più dinamiche e innovatrici. Dai saggi emerge poi come molte decisioni di governo locale risentano del contesto municipale nonostante l'impianto centralistico. Con ciò, il sindaco è spesso soggetto a pressioni dal centro, e lo stesso clientelismo parlamentare pare figlio del rigido centralismo combinato a un localismo non estirpato.
Danilo Breschi