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Collana ''Contemporanea. Centossessantotto'' - Brossura editoriale di 182 pagine. Copia in condizioni pari al nuovo, ovvero mai letta..
Dal programma Itanes (Italian national elections studies) dell'Istituto Cattaneo di Bologna è nato il presente volumetto, che, attraverso gli strumenti dell'analisi demoscopica, si interroga sulla grande e semplificatoria divisione politica tra destra e sinistra in Italia. La conclusione a cui giunge la ricerca non è imprevedibile: destra e sinistra non sembrano descrivere oggi una chiara contrapposizione tra classi sociali. I tradizionali fattori di appartenenza (classe, religione, territorio) avrebbero diminuito, in tale prospettiva, la loro capacità di influenzare o determinare i comportamenti politici. La metà degli italiani rifiuta autodefinizioni politicamente connotate; il 34 per cento si rifugia nelle "categorie pre-politiche" di "pacifista" e "moderato" (la prima ancora più marcatamente apolitica della seconda). Destra e sinistra, pur sempre al centro del dibattito, si sono ridotte, dunque, a "pure etichette"? La ricerca si estende al campo delle "emozioni": gli elettori di sinistra, da questo punto di vista, risultano effettivamente più appassionati ed emotivamente coinvolti nelle vicende politiche, anche se si tratta soprattutto di un'emotività "negativa" (contro gli oggetti politici di destra). Spostato, così, il fuoco sulle "radici psicologiche della differenza politica", si evidenzia altresì la maggiore "insicurezza" dell'elettore di destra, che si "rifugia" in categorie di appartenenza consolidate (la propria nazione e la propria cultura) e si affida a un leader, e la maggiore fiducia nell'efficacia della politica da parte dell'elettore di sinistra. Quanto però tutte queste considerazioni, serie e di grande importanza, svuotino effettivamente di significato le variabili classiche (religione, classe sociale, area territoriale), o debbano piuttosto arricchirle di nuovi significati, rimane probabilmente una questione aperta.
Giovanni Borgognone
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