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Sinistra e destra. Le radici psicologiche della differenza politica - copertina

Sinistra e destra. Le radici psicologiche della differenza politica

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Editore: Il Mulino
Collana: Contemporanea
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 2 febbraio 2006
Pagine: 182 p., Brossura
  • EAN: 9788815109118
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Dopo aver spiegato l'esito delle ultime elezioni politiche, l'ITANES (Italian National Elections Studies) prova a capire meglio le prossime. Scaturito da una ricerca empirica originale, condotta su un campione della popolazione italiana attraverso mille interviste faccia a faccia, questo volume ha visto all'opera un'équipe composta, oltre che da sociologi e politologi, anche da psicologi sociali. Gli elettori di sinistra e quelli di destra sono veramente diversi? Di che natura è questa diversità? Affonda le proprie radici in una dimensione psicologica pre-politica? Uno scandaglio rivelatore nella "mente" politica degli italiani.
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Dal programma Itanes (Italian national elections studies) dell'Istituto Cattaneo di Bologna è nato il presente volumetto, che, attraverso gli strumenti dell'analisi demoscopica, si interroga sulla grande e semplificatoria divisione politica tra destra e sinistra in Italia. La conclusione a cui giunge la ricerca non è imprevedibile: destra e sinistra non sembrano descrivere oggi una chiara contrapposizione tra classi sociali. I tradizionali fattori di appartenenza (classe, religione, territorio) avrebbero diminuito, in tale prospettiva, la loro capacità di influenzare o determinare i comportamenti politici. La metà degli italiani rifiuta autodefinizioni politicamente connotate; il 34 per cento si rifugia nelle "categorie pre-politiche" di "pacifista" e "moderato" (la prima ancora più marcatamente apolitica della seconda). Destra e sinistra, pur sempre al centro del dibattito, si sono ridotte, dunque, a "pure etichette"? La ricerca si estende al campo delle "emozioni": gli elettori di sinistra, da questo punto di vista, risultano effettivamente più appassionati ed emotivamente coinvolti nelle vicende politiche, anche se si tratta soprattutto di un'emotività "negativa" (contro gli oggetti politici di destra). Spostato, così, il fuoco sulle "radici psicologiche della differenza politica", si evidenzia altresì la maggiore "insicurezza" dell'elettore di destra, che si "rifugia" in categorie di appartenenza consolidate (la propria nazione e la propria cultura) e si affida a un leader, e la maggiore fiducia nell'efficacia della politica da parte dell'elettore di sinistra. Quanto però tutte queste considerazioni, serie e di grande importanza, svuotino effettivamente di significato le variabili classiche (religione, classe sociale, area territoriale), o debbano piuttosto arricchirle di nuovi significati, rimane probabilmente una questione aperta.
  Giovanni Borgognone
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