Traduttore: M. Baiocchi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 258 p., Brossura
  • EAN: 9788806190712
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Recensioni dei clienti

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    maria cristina aschieri

    10/11/2008 12:21:16

    Un bel romanzo, una storia dura scritta con linguaggio efficace, in cui sono evidenziate le capacità di quest’autore sudafricano di guardare alla realtà senza mediazioni, in modo quasi brutale. Il protagonista, un single sessantenne reso disabile da un incidente provocato da un giovane pirata della strada, inizia a fare i conti con la propria libertà, prima considerata un privilegio, ora condanna a sottostare all'altrui disponibilità. Illudendosi di avere ancora il tempo per seminare e raccogliere qualche buon frutto a garanzia di un futuro che prevede derelitto, egli tenta di comprarsi l’attaccamento e la dedizione dell’infermiera che lo ha preso in cura e di tutti i membri della sua famiglia, scambiando per amore il bisogno generato dal nuovo stato di dipendenza, cercherà di ignorare i suoi conflitti interiori finchè un duro dialogo con la propria coscienza, in cui la scrittrice Costello gli fa da contraltare, non lo metterà definitivamente con le spalle al muro. Coetzee ha il grande pregio - che per alcuni potrebbe essere interpretato come difetto, di aver bandito il romanticismo dalle sue storie. Non maschera sotto falsi sentimentalismi l’egoismo e il calcolo che dominano le contrattazioni affettive dei suoi protagonisti, li obbliga a prendere atto dei loro errori in modo realistico e ad assumersene le conseguenze, senza passare attraverso improbabili percorsi di redenzione. Ci sbatte in faccia la sua verità con crudo realismo, difficile da digerire, ma la cui efficacia va dritta al cuore e al cervello.

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    Iginio Petrussa

    01/04/2007 09:55:51

    Una totale delusione. Il magnifico realismo di tanti libri di Coetzee (Vergogna, Infanzia) qui è assente, o meglio è ben rappresentato nella parte iniziale (l'incidente, il rapporto con le infermiere) ma risulta poi contraddetto dal personaggio assurdo, fasullo, della scrittrice Costello. Un libro futile, che si legge con fastidio, sempre in attesa (delusa) di una svolta, di una spiegazione. Coetzee è grande altrove.

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    bmx

    21/03/2007 13:39:12

    Primo libro che leggo di questo autore molto rinomato, dall'inizio l'ho trovato un po lento, fiacco ma subito dopo i primi capitoli si affronta direttamente un tema molto attuale quello dell'assistenzialismo e dei rapporti tra badanti e pazienti, interessante e ben scritto.

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    Andrea

    26/09/2006 10:47:51

    Adelaide. L’anziano Paul Rayment viene investito in Magill Road da un tale di nome Wayne Blight.. Si salva, ma gli viene amputata la gamba destra. Paul rifiuta ogni sostegno psicologico, rifiuta persino la protesi… lui è sempre lo stesso… solo il suo corpo è cambiato… vecchio… brutto… storpio, ma sempre lo stesso. Meglio la morte che l’accettazione: per questo ha una scatola di somnex sul ripiano del gabinetto. “Una gamba perduta: che sarà mai perdere una gamba in una prospettiva più ampia? In una prospettiva più ampia perdere una gamba significa solo fare le prove prima di perdere tutto”: la perdita della gamba alla fine non è la causa del suo non riuscire a vivere… è solo un’altra tappa, un altro stadio dell’invecchiamento. Paul è "intrappolato dentro il se stesso di prima, solo più grigio e più cupo". Poi l’incontro con una infermiera croata: Marijana, donna pragmatica, forte. Paul si innamora di lei: principalmente per il suo polpaccio ben tornito, la sua vitalità, la sua floridezza… la giovinezza… ciò che ha perduto e che rivive in lei come appiglio… paracadute. Paul vuole sentirsi importante per tutta la sua famiglia: la piccola Ljuba, Drago “giovane e bello e di gentile aspetto”, Blanka con l’orecchino al naso, e anche per Miroslav, il marito. Ma, alla vista di Marijana, il sesso è il suo primo pensiero, il sesso e anche una frase ascoltata, bambino, alle lezioni di catechismo: “non ci saranno più uomini e donne ma… Ma che cosa – che cosa saremo quando saremo al di là dell’uomo e della donna? Impossibile concepirlo per la mente mortale. Uno dei tanti misteri”… Ed ecco il nodo del libro: la dicotomia, l’ossimoro fra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. In particolare una lucida e sconsolata riflessione sulla sessualità e la bellezza… sul desiderio e l’amore: “Eros. Perché la vista del bello risveglia l’eros? E perché lo spettacolo del brutto soffoca il desiderio?

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    Daniela

    30/06/2006 15:19:47

    Coetzee è un grande. Nonostante abbia vinto il Nobel per la letteratura e questo automaticamente lo collochi fra gli autori di élite, quelli che fa fine dire di aver letto anche se non è vero, è uno che ti fa riflettere, che ti cambia dentro. Slow man è un libro aspro, forse perché è molto vero, senza spazi per l'ironia e nemmeno per l'umorismo che a volte attenua la descrizione delle difficoltà della vita. Lo consiglio a chi ama pensare.

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