Traduttore: S. Castoldi
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2017
Pagine: 318 p., Brossura
  • EAN: 9788893251495
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    Patroclo

    10/12/2010 20:20:42

    sono un pó combattuto su questo libro: c´é creativitá, qualche battuta fulminante, qualche parte riuscita, ma anche spesso un accumulo di idee, materiali e voci che non vanno da nessuna parte, oltre a un certo autocompiacimento da iniziati nei riferimenti al jazz e allo slang degli afroamericani

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Un brano tratto dall'intervista di Viviana Mazza a Paul Beatty pubblicata su La Lettura, Corriere della Sera il 12 marzo 2017.

I protagonisti di «Slumberland» (che è un bar multiculturale di Berlino) decidono di costruire un muro con la musica: un «muro di suono» che poi ognuno deciderà se sia «una reclusione, un’esclusione o una protezione». Spesso la loro musica finisce per unire le persone.
«La musica porta il dj protagonista a recarsi in luoghi dove altrimenti non sarebbe andato. Ed è vero, ci sono momenti nel libro in cui c’è la musica e non esiste un muro tra le persone, che abbassano la guardia. La musica è una scusa che consente al protagonista di avvicinarsi agli altri e agli altri di accostarsi a lui.»

A un certo punto però il dj va a suonare ad un comizio neonazista, dove un uomo gli dice: «Non odio te, ma il tuo popolo»
«Il razzista e il dj si trovano insieme per ragioni diverse nello stesso spazio perché, per quanto cerchiamo di isolarci dagli altri, non è possibile farlo completamente. Poi, alla vista di una cosa strana, un nero che partecipa al comizio neonazista, il primo è costretto a esaminare fino in fondo le sue convinzioni. Allora razionalizza, cerca scuse… Anche un sentimento come l’odio non è mai così netto.»