La società post-crescita. Consumi e stili di vita - Giampaolo Fabris - copertina

La società post-crescita. Consumi e stili di vita

Giampaolo Fabris

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Editore: EGEA
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 11 febbraio 2010
Pagine: IX-421 p., Brossura
  • EAN: 9788823832527
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La crescita economica così come si è tradizionalmente manifestata non produce più benessere né migliora la qualità del nostro vivere. Gli inquietanti risvolti ambientali, il drammatico problema delle risorse energetiche sono ormai sotto gli occhi di tutti. Non è sufficiente aggiungere il termine compatibile per restituire ruolo e legittimità alla crescita. Se parlare di decrescita - all'insegna del "fermate il mondo voglio scendere" - è solo una prospettiva utopica e conservatrice, si impone comunque un nuovo tipo di crescita. Che ha come presupposto un vero cambiamento nell'antropologia del consumo e stili di vita diversi di cui si vedono, già adesso, testimonianze intorno a noi. La società del futuro è quella della post-crescita: ne sarà protagonista il consumatore, novello Davide contro Golia. Soprattutto perché ha oggi in mano un'arma potentissima, il mondo Web, a cui fa ricorso non soltanto per massimizzare i propri diritti e interessi, ma anche per creare, più o meno consapevolmente, lo stato nascente di una nuova proposta di civilizzazione. Che non possa divenire il consumo - un tempo area del privato e del disimpegno - la nuova frontiera della partecipazione politica?
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    Luigi Casalatina

    21/10/2010 17:00:47

    Il professor Giampaolo Fabris, ancora una volta (putroppo per l'ultima) fornisce una lucida ed esaustiva analisi del mutamento di valori che si rilevano nella società partendo dal (e arrivando a conclusioni speculari relative al) consumo. La sempre maggiore consapevolezza dell'importanza della tutela dell'ambiente, la presa d'atto ormai ecumenica dell'essere giunti a un punto di non ritorno, la sempre più malcelata insofferenza verso l'iperconsumo, l'ipervelocità, determinano nuovi trend valoriali e nuovi comportamenti (anche di consumo). Il nuovo consumatore ha in mano le leve del boycott e del buycott, rivolgendo i propri acquisti (come un voto) verso le imprese che li rappresentano anche dal punto di vista etico e della resposabilità sociale. Il futuro sarà fatto - è questa la previsione di Fabris - di tempi lenti che convivono con tempi veloci, di maggiore attenzione alle relazioni, a un consumo più consapevole e pragmatico (senza per questo cadere in forme di neo-pauperismo), di maggiore attenzione alle conseguenze che i propri atti (anche di consumo) hanno nei confronti degli altri e dell'ambiente. Un'analisi ampia e articolata che apre squarci di sereno e che consente di guardare al futuro con meno pessimismo. Le sue analisi sempre centrate e esaustive ci mancheranno.

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