Recensioni La società segreta degli eretici

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    04/05/2016 17:54:43

    Mettiamoci in testa che lo storico è appannaggio di pochi eletti. Se no si scrive una storiella piatta e, a tratti, delirante come questa. È scritto male, monotono, poco credibile e la sensazione, nel leggerlo, è stata quella di non poterlo prendere mai sul serio. Mi chiedo come l'editore possa presentarlo come uno storico di alto livello, è mancanza di rispetto verso il lettore, che ha delle aspettative precise, quando lo sceglie. Meno male l'ho preso in biblioteca e non ci ho speso nulla, mi sarei sentita raggirata ancor di più.

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    30/11/2013 18:49:28

    Pessimo. Basterebbe questo come recensione. Una storia senza capo ne coda, che pretende di essere un romanzo storico. Magari forse fantascienza sarebbe il termine migliore. Un viaggio nel tempo delirante, con personaggi al limite del ridicolo. Ho fatto una fatica enorme riuscire a leggere gli ultimi capitoli, inutili e senza senso. Mi aspettavo una storia che parlasse seriamente della storia di Giordano Bruno, della sua morte... ma invece da spiegazioni fantascientifiche con viaggi nel tempo e reincarnazioni sgangherate. Il massimo si raggiunge quando perfino il gatto è una reincarnazione ed espone dei pensieri. Spazzatura.

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    15/10/2013 11:17:59

    quando ti metti a leggere un libro fantasy sai cosa ti aspetti di trovare, ma questo perchè ha la presunzione della storicità?

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    30/06/2013 21:29:35

    Testo molto originale e ben confezionato . Lettura interessante e scoorevole

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    19/05/2013 20:37:25

    Se si vuole scrivere un romanzo storico, devono parlare i fatti. Più sono documentati più la lettura è apprezzata ed intrigante. La fantascienza è l'antitesi del romanzo storico, sono incompatibili. Se si vuole scrivere di Giordano Bruno, per inciso degradato a pagano politeista fan dell'Egitto, cosa c'entra la macchina del tempo (che per di più nemmeno si spiega come sia fatta e funzioni) . Trovata orripilante e sgangherata, per non parlare dei tre ridicoli ed improbabili compari. Qualche volta i lettori vengono considerati privi di discernimento.

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    01/05/2013 23:45:07

    Un ignobile pasticcio tra i tanti ignobili pasticci che infestano le nostre librerie in cui si racconta di un poveretto capitato a Roma alla vigilia dell'inaugurazione del monumento a Giordano Bruno che viene scaraventato, in una storia senza capo né coda, indietro nel tempo in una poco credibile Roma del '600 per tentare di salvare lo stesso Bruno e cambiare la storia. La scrittrice si presenta come una conoscitrice di Roma. Mah!

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    29/04/2013 13:25:09

    La storia gira intorno ad un'idea geniale e originale, ma che secondo me si è persa nella fantascienza. Un vero peccato.

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    MaX
    11/04/2013 21:09:28

    Il mio voto si attesta tra il 2 e il 3. L'idea della storia è interessante e il finale è molto buono, tuttavia per leggere il finale bisogna prima arrivarci. La prima parte nasce e poi procede con stile scialbo, a volte mettendo troppe informazioni dove non necessita, e infarcendo il tutto con dialoghi al limite del ridicolo. L'autrice avrebbe dovuto rivedere questa parte con maggiore severità e ripulire e correggere il suo stile. Allora sì che sarebbe stato, per me, un libro da 5. Ma voglio essere buono. Metto 3.

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    25/03/2013 14:22:23

    Ho sempre amato i libri che parlassero di inquisizione, di libri antichi e di sapere? Ma amo soprattutto i romanzi storici purché documentati, così posso fare delle ricerche sugli argomenti trattati. Di questo romanzo mi è piaciuto il viaggio tra due diverse epoche e l'esplicazione filosofia di Giordano Bruno.

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    08/03/2013 23:33:25

    Veramente brava Ilaria Beltramme ! Il libro mi ha trattenuto inchiodato fino alla fine e il finale è un colpo di scena decisamente inatteso. La descrizione della Roma secentesca è stupefacente (sembra di ritrovarcisi in mezzo !); i personaggi sono ottimamente inquadrati, tanto che ci si identifica quasi nel protagonista, il povero Prospero, e nelle diverse crisi culturali, spirituali e religiose del periodo; inevitabilmente con un personaggio affascinante come Giordano Bruno va in cenere anche il Rinascimento, ma non il messaggio di questo romanzo. Leggetelo !

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    06/03/2013 11:36:30

    Beltramme è un'autrice davvero magnetica e dimostra una buona capacità nel saper coniugare il dato storico con l'elemento finzionale del romanzo. Non siamo qui sul piano delle sceneggiature (e non romanzi) di Dan Brown, che se è in grado di vendere qualche copia in più per l'uso ossessivo dell'elemento suspence, di certo sacrifica il valore letterario dell'opera. Siamo piuttosto davanti a un romanzo di formazione il cui esito non è affatto scontato e che anzi sembra in grado di rovesciare, nel finale, il paradigma stesso del romanzo di formazione. Buono il sistema dei personaggi, il protagonista Prospero viene tratteggiato con attenzione nella sua evoluzione (spirituale ma anche psicologica) fino a spingere il lettore ad affezionarcisi, ma l'elemento più affascinante del libro è la progressiva scoperta di quella sapienza antica che fu la posta in gioco del Rinascimento, attraverso il riferimento a opere di alchimia e di filosofia pagana e, ovviamente, ad Ermete Trismegisto come simbolo mercuriale in cui si identifica tanto Giordano Bruno quanto il protagonista. Anche la malinconia che pervade la parte finale del libro è cifra non casuale dell'epoca di cui si narra e che trova nell'opera di Durer il proprio riferimento iconografico: come sostiene uno dei personaggi principali a un certo punto della storia, con il rogo di Campo de Fiori è andato in fumo tutto lo spirito del Rinascimento poichè da quel giorno in poi sarà Cartesio a vincere e a "pisciare sul tempio di Iside" (la Conoscenza in senso gnostico) con la scienza in senso moderno. All'alchimista non resta che il broncio malinconico che gli viene dalla consapevolezza che l'esperimento è fallito. A tutto questo fa da sfondo una Roma seicentesca magistralmente dipinta da far venir voglia di cercare qualche stampa dell'epoca per trovarne conferma. Davvero brava Beltramme.

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    20/02/2013 12:43:24

    Romanzo scadente senza trama, suspense,thrilling, nulla. Solo una GUIDA di Roma narrata da sto povero Prospero. Voto 2/3

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    19/02/2013 10:42:08

    Romanzo storico fantastico e originalissimo, leggendolo ti sembra di entrare in un'altra dimensione. Mette insieme argomenti molto intriganti come l'inquisizione, libri misteriosi, Giordano Bruno che fra loro si legano perfettamente, con lo sfondo di una Roma magnifica e ormai perduta.

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