Sognando l'infinito. Come ho fatto il giro del mondo in bicicletta

Paola Gianotti

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Editore: Piemme
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 15 settembre 2015
Pagine: 259 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788856648614
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Un ciclista ama allenarsi in gruppo: sentirsi parte di un'unica entità aumenta il livello di sfida, la percezione del dolore è suddivisa tra tutti. Ma è quando si corre da soli che si percepisce ogni parte del corpo, il respiro affannoso, le gambe che spingono sui pedali. Impari a entrare in sintonia con gli elementi: il vento, amico quando è a favore e ti fa sentire un campione, nemico quando è contrario e ti rende vittima. La pioggia, che gocciola dal casco e ti batte il ritmo sulle cosce, la scia delle ruote che taglia le pozzanghere. La bici ti insegna a gestire le emozioni, ad affrontare la lotta con se stessi. Sulla strada sei tu e la tua bici, puoi far conto solo sulla tua tenacia per sopportare il dolore e le salite. E per gustarti il piacere della fatica, sembra un controsenso ma è così, perché come nella vita, dalla fatica di un traguardo irraggiungibile, di una tappa interminabile nasce la soddisfazione. Quando sono partita per fare il giro del mondo in bicicletta, tra i tanti che mi chiedevano: "Ma come farai a fare tutti quei chilometri?", c'ero anch'io. 144 giorni, dalle 12 alle 14 ore quotidiane, al freddo e al caldo, per un totale di quasi 30.000 chilometri. Non sapevo nemmeno io come avrei fatto. Sapevo che volevo inseguire il mio sogno e che il corpo segue la mente. Una cosa che ho imparato dalla bici è che i limiti sono solo mentali. Non sono Wonder Woman e ho avuto anche fortuna, ma ormai ho coniato il mio motto: quando non sai cosa fare, pedala.
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    LUCA

    08/02/2019 03:46:58

    " La bici ti insegna a gestire le emozioni, ad affrontare la lotta con se stessi. Sulla strada sei tu e la tua bici, puoi far conto solo sulla tua tenacia per sopportare il dolore e le salite. E per gustarti il piacere della fatica, sembra un controsenso ma è così, perché come nella vita, dalla fatica di un traguardo irraggiungibile, di una tappa interminabile nasce la soddisfazione" Sono bastate queste poche righe per convincermi a comprarlo. L'ho divorato in pochi giorni. Sono un ciclista amatoriale molto appassionato di bici, e condivido in pieno quello che scrive. anch'io adoro fare le salite, quando il tempo è bello, scalare le montagne, è come dice Paola, fare una salita magari di 11 12 15 20 km con pendenze elevate è dura, la tentazione di arrendersi dopo pochi km e tornare indietro, ma la sfida sta qui, dare tutto e arrivare in cima, con le gambe ma soprattutto con la TESTA, e quando arrivi in cima che soddisfazione! e che Panorama! Secondo me scritto molto bene, cercando di far capire quanta fatica, impegno e costanza ci è voluta, macinare più di 200 km al giorno, contro le intemperie, col caldo col freddo, contro mille pericoli, mille difficoltà contro un automobilista distratto, e la sanità U.S.A. non è facile riassumere o descrivere tutte le sensazioni, le emozioni, i pensieri di 29400 km in poche pagine col rischio di appesantirlo troppo. ci sono cose e aneddoti che ti fanno sorridere e alcune che quasi ti fanno piangere. complimenti Bellissimo!

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    marco

    19/09/2016 17:32:26

    Ha ragione Gianfranco, certi avvenimenti meritavano un approfondimento più preciso tuttavia il voto complessivo è più che positivo in quanto l entusiasmo e la tenacia escono dalle righe e ti fanno stare bene anche se stai leggendo sul divano...

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    Gianfranco

    07/06/2016 09:14:29

    Comprato perché incuriosito dall'impresa, scritto un po' da sognatrice, spesso si perde la percezione delle dure giornate che ha passato in bici, impiega pagine a spiegare il suo incidente in America, le radiografie, la città di Phoenix, ma si "perde" quando al confine con la Thailandia accenna a un problema con i guerriglieri locali, non racconta in realtà cosa ha fatto, il cambio di strada etc, questa è l'avventura che avrei voluto leggere, non la storia delle radiografie. Per il resto, lode all'impresa, in sostanza poteva essere raccontata meglio.

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    Davide

    17/09/2015 13:38:32

    Tutti noi abbiamo sogni, ma spesso non abbiamo il coraggio di realizzarli e ci inventiamo scuse a cui crediamo pur di lasciarli nel cassetto. Le peripezie affrontate per raggiungere la meta sono la metafora dei nostri sogni e di una ragazza che non ha voluto credere alle scuse e agli eventi che avrebbero rassicurato qualunque pantofolaio a desistere. Bello e pieno di sorprese!

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