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Jeremy Rifkin

Traduttore: P. Canton
Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno edizione: 2004
Pagine: 443 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804526827

Mentre il "Sogno americano" viene associato principalmente al benessere materiale individuale, vi è oggi, secondo Rifkin, un "Sogno europeo", incentrato sulle relazioni comunitarie, sull'accettazione delle diversità culturali e sull'idea di uno sviluppo sostenibile. L'Europa ha in tal modo recepito il "relativismo postmodernista", mentre gli Stati Uniti d'America restano ancorati alla difesa della propria identità. I padri pellegrini si consideravano il nuovo "popolo eletto" e vedevano nella terra in cui si erano trasferiti il nuovo Israele. Si è sviluppato così, fin dalle origini della storia statunitense, un legame per molti versi "religioso" tra popolo e patria. Per questo, mentre l'Europa è alla ricerca della pacifica convivenza con il resto del mondo, l'America non esita, di fronte a eventuali minacce (Iraq, Iran, Corea del Nord), a parlare, con linguaggio religioso, di una lotta del Bene contro il Male. La contrapposizione proposta da Rifkin tra la mentalità europea e quella americana ricorda molto da vicino lo schema adoperato dai neoconservatori alla Robert Kagan (portatori, in fondo, di una versione secolarizzata della "teologia americana"): da un lato vi è l'Europa, relativista e postmoderna, dall'altro gli Stati Uniti, pronti invece a respingere ogni eventuale minaccia alla propria integrità culturale e politica. Ma l'esito, chiaramente, è di segno opposto.

Giovanni Borgognone

Europa e America: due storie, due culture, due modi di vivere diversi ma da sempre strettamente legati. Jeremy Rifkin, già autore di libri dedicati a grandi argomenti di attualità, tra cui i più recenti L'era dell'accesso ed Economia all'idrogeno, affronta in questo suo nuovo saggio il tema del grande Sogno americano e del suo tramonto. Partendo dalla considerazione che lo spirito americano, un tempo idealizzato e invidiato dal mondo intero, stia oggi vivendo un momento di declino, il pensatore statunitense ne compie un'analisi attenta, confrontandolo con un sogno emergente ma molto diverso: quello europeo. "Germogliato al crocevia fra la postmodernità e l'emergente era globale", il Sogno europeo, è una speranza per il futuro, "rappresenta il ponte che può colmare la distanza fra due epoche". Indagando nella storia culturale, scientifica e artistica dell'Europa, Rifkin individua le radici di questo sogno nel lungo processo di riflessione critica sui concetti fondamentali dell'epoca moderna, che invece in America sono stati eletti a valori assoluti, come individualismo, Stato-nazione, libero mercato. L'Europa infatti promuove lo sviluppo sostenibile, l'integrazione sociale e la responsabilità collettiva tanto quanto l'America privilegia la ricchezza individuale, crescita economica illimitata, la difesa degli interessi privati. I cittadini europei, sostiene inoltre Rifkin, godono di maggiore protezione sociale, di più tempo libero, di una più lunga aspettativa di vita; i tassi di povertà e criminalità in Europa sono meno elevati e anche l'economia del Vecchio continente ha recentemente guadagnato terreno nei confronti di quella d'oltreoceano. Tutto ciò porta Rifkin a sostenere che l'Europa rappresenti un'alternativa vincente all'ormai appannata utopia americana.
Ben documentato, scorrevole e puntuale nella presentazione delle sue teorie, Il sogno europeo è una lettura che si rivolge a tutti coloro che cercano nuovi spunti di riflessione per la comprensione di un periodo cruciale come quello che stiamo vivendo.

Recensioni dei clienti

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    studiofree

    14/01/2013 08.07.47

    Mi chiedo quale sia questo sogno europeo,quando in Italia ogmuno pensa a se,e chiedendo in giro tutti maledicono l'euro e i guai che ha portato,avendo coniato uno stato fantasma, e battuto una moneta di fantasia che dal primo giorno ha sminuito il potere di acquisto della lira.Poi ,con Hollande e la Merkel che fanno i propri interessi e Monti che fa quello delle banche-altro che Salva Italia-,imprenditori che si suicidano perche' non hanno liquisita per gli operai e i materiali,questa folla che ha dimenticato che i continenti son 5 ma tutti vengono nel Bel Paese riempiendo le carceri di Rom e zingari.Proprio un sogno!

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    Angelo

    31/05/2006 22.35.13

    Ottimo libro, anche se con la solita pecca (dopo averne letti 4, ritengo che sia oramai un marchio di fabbrica) di Rifkin: a fronte di analisi condivisibili, supportate da dati e mai banali, spara sempre una conclusione troppo utopistica e - credo - distante dalla realtà. Nella fattispecie, molto di ciò che Rifkin chiama "attenzione all'ambiente", "pensiero sistemico" e "coinvolgimento nelle relazioni esistenti vs individualismo USA", io lo tradurrei con "demagogia", "finanziamenti e burocratizzazione dell'intero sistema Europa" e "trionfo della raccomandazione". Solo che chiamati così non supportano più l'analisi dell'autore.

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    Federico

    26/07/2005 10.43.44

    Analizzando le comuni radici storiche di europei e statunitensi, e poi le diverse strade che hanno seguito, l'autore "svela" le mentalità dei due popoli; proseguendo poi nella storia, arriva ai tempi nostri, e alle sfide che ci troviamo di fronte (e questa è una parte molto ampia del libro, chè l'autore non si limita in realtà ad esporre il "sogno europeo" ma vuole a tutti i costi inserirlo nel contesto di ciò che sta accadendo ora al nostro mondo, il che potrebbe rendere il libro in certi suoi passaggi noioso per chi abbia già una certa conoscenza dei problemi ambientali et similia); confronta i metodi seguiti nelle due sponde dell'Atlantico finora e i risultati ottenuti, mostrando fra l'altro che gli USA non sono così ricchi come si potrebbe pensare e l'occupazione non è così alta (tanto che mi chiedo che libro abbia letto antonio: forse prima di commentare un libro bisognerebbe avere la decenza di comprendere ciò che vi è scritto...); mostra come le due mentalità, i due "Sogni" (e anche qui breve storia della formazione dell'UE) - possono affrontare le nuove sfide (naturalmente concludendo ad ogni piè sospinto che gli europei sono più avanti, anche se infine per fortuna tempera gli entusiasmi rivelandone anche i difetti); indica infine la strada per entrambi. In definitiva, un ottimo libro, che vale davvero al pena di leggere per via dell'acume di Rifkin, di cui mi capita spesso di apprezzare vari articoli sulla politica globale.

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    angelo

    03/02/2005 18.01.44

    Bellissimo libro. Fa pensare a tante cose. A come siamo, a come forse dovremmo essere, a come invece in realta' inseguiamo, o almeno i nostri politici inseguono e ci conducono sulla strada di quel sogno americano ormai obsoleto, e perdiamo questa ricchezza, questa sfida che l'Europa, la Nuova Europa ci propone.

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    Barbara

    31/01/2005 11.53.42

    Sono sulla linea di Rifkin che ho avuto modo di incontrare come relatore di una conferenza, mi sento una europea italiana e questo libro aiuta forse a capire meglio che cosa vuol dire far parte di una comunità all'avanguardia con dei valori di vita quotidiana e sociale diversi da quelli americani. Lo consiglio vivamente.

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    antonio

    09/01/2005 02.36.48

    "Quando l'uomo non ha piu' freddo, fame e paura, e' scontento" (Flaiano). Rifkin viene da una societa' (gli USA) che per l'europeo medio rappresenta un sogno, vedi liberta' dell'iniziativa privata, il tenore di vita medio, la piena occupazione, l'assistenza agli emarginati tramite le donazioni, il funzionamento della giustizia, la ricerca avanzata e ben remunerata etc. etc. Credo che il sogno europeo dopo l'introduzione dell'Euro (che stiamo pagando tutti amaramente per una dissennata ed improbabile guerra valutaria), si stia trasformando in incubo.

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    Gianfranco

    19/12/2004 14.19.32

    Rifkin ha colpito ancora!!! Una magnifica analisi attuale a trecentosessanta gradi, senza confini di tempo e di spazio, per conoscere chi siamo, da dove veniamo e dove potremmo andare. Ottima la traduzione. Lettura caldamente consigliata a tutti

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    Nick Riddle

    26/10/2004 20.31.41

    L' ho letto anch' io in lingua originale; vero e' che e' supportato da una grandissima mole di dati, anche se alcuni erano gia' stati utilizzati altrove dallo stesso autore e dunque non sono vere e proprie novita'. Un motivo per leggerlo: SMETTERLA DI PENSARE CHE U.S.A. "DO IT BETTER" E SCOPRIRE UN PO' DI ORGOGLIO "NAZIONALE" EUROPEO (oltre che per scoprire come sia facile manipolare i dati statistici a favore delle varie tesi economiche). Credetemi e credetegli ( a RIFKIN) l' Europa ha davvero tante opportunita' in piu' degli states americani e basterebbe incominciare a sentirsi european citizens per iniziare a sfruttarle.

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    Carlo

    12/10/2004 22.07.34

    A scanso di equivoci, questo libro l'ho letto in edizione originale e non ho visto la traduzione. In ogni caso, condivisibili o meno, i contenuti sono supportati da una impressionante mole di dati che sono comunque molto interessanti (es. il numero di medici per capita USA vs. Europa, giorni lavorativi e produtttività...). Per quanto riguarda la teoria di fondo, anche se mi farebbe piacere condividerla (sono Italiano ma lavoro in USA da 10 anni) devo digerirla un po' piu' a lungo....

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