Sol Invictus

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Artisti: Faith No More
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Reclamation
  • EAN: 5050954429629
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Sol Invictus è il primo album che pubblicano dal 1997, anno di uscita del precedenteAlbum Of The Year, è stato prodotto da Bill Gould e registrato ad Oakland presso lo studiodi proprietà della band di Mike Patton e soci.Dieci nuovi brani che mostrano una band in splendida forma con un sound unico attribuibilea nessun altro , melodie pazzesche, crescendo imperturbabili tantissima energia e un MikePatton che fa ancora una volta la differenza.
Disco 1
1
Sol Invictus
2
Superhero
3
Sunny Side Up
4
Separation Anxiety
5
Cone of Shame
6
Rise of the Fall
7
Black Friday
8
Motherfucker
9
Matador
10
From the Dead
3
di 5
Totale 1
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    Max

    07/03/2019 16:23:49

    album di mestiere, senza sussulti, senza trovate geniali e soprattutto senza riff (Hudson è ovviamente l'anello debole, i FNM non possono permettersi un chitarrista anonimo) nè refrain memorabili (forse solo il ritornello di "sunny side up" è in grado di fissarsi nella memoria e di "perseguitarti" per qualche giorno, il resto lascia poche tracce)...insomma poca roba a livello qualitativo ma anche quantitativo (10 canzoni per meno di 40 minuti totali, da cui andrebbero anche detratti i 5 minuti occupati dal primo e dall'ultimo pezzo, sorta di "intro" ed "outro" anche gradevoli, ma non due vere e proprie canzoni)...i pezzi più importanti di quest'album non valgono quanto i pezzi minori degli album del periodo d'oro, possono reggere il confronto solo con Album of the year..."superhero", il brano forse più riuscito, su un "king for a day" sarebbe quasi passato inosservato, "matador" come ballad suona un po' stanca e forzats, "motherfucker" sembra voler ispirarsi alle sonorità di Angel Dust, ma finisce col risultare una marcetta insignificante che si salva dalla nullità solo per i vocalizzi di Mike nel ritornello, senza che ovviamente ciò possa bastare ad avvicinarla nemmeno ad una sconosciuta b-side di Angel Dust come "The world is yours" per esempio...in sostanza un album discreto nella fase esecutiva ma un po' carente in quella creativa, nel senso che Patton si ritrova di fatto solo a mettere la propria voce sui brani scritti da Gould e alla lunga la mancanza del suo contributo in fase compositiva si sente, venendo meno quel mix di follia e imprevedibilità che lo contraddistingue

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