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Ian McEwan

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2010
Pagine: 339 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806203788

Michael Beard è un Premio Nobel per la Fisica. È al suo quinto matrimonio, oltre la soglia dei cinquant’anni, ed è un fedifrago inguaribile. È basso, sovrappeso, goloso e lussurioso, e sembra aver esaurito negli anni tutta quella genialità e autorevolezza che lo aveva fatto affermare nel suo ambito. Totalmente concentrato su se stesso e sui suoi bisogni, Beard è un uomo a cui non affideresti nemmeno la responsabilità di fare la raccolta differenziata. Eppure gli viene affidata la direzione del Centro nazionale per le energie rinnovabili, in onore ai suoi meriti passati.
Quando il suo quinto matrimonio con Patrice, una donna molto più giovane di lui e ancora bellissima, si avvia al collasso, Beard accetterà un invito per partecipare a una spedizione al Polo Nord. Lo fa, non certo per “constatare di persona gli effetti del riscaldamento globale”, ma sperando di stabilire una distanza con gli eventi che di recente hanno sconvolto la sua vita privata. Ma nemmeno qui troverà pace, e sarà coinvolto in avventure al limite del ridicolo, tra fughe da orsi polari affamati e peni congelati durante una minzione nella neve a diversi gradi sottozero. Tornato a casa, troverà un giovane scienziato del suo dipartimento, Tom Aldous, uno che ingenuamente crede nella speranza che si possa salvare il mondo, sdraiato sul divano di casa sua, nudo, con addosso la sua vestaglia.
Eppure il progetto del giovane non è poi così campato in aria e potrebbe essere un valido punto di partenza per risolvere il problema del fabbisogno energetico del pianeta. Nell’insuperabile costruzione narrativa di McEwan, che passa dalla tragedia, alla commedia, alla farsa con magistrale abilità, la storia prenderà una piega inaspettata e il fascicolo di Aldous permetterà il riscatto di Beard agli occhi della comunità scientifica. Accerchiato dalle donne, da un avvocato, da un criminale ex amante della moglie, dalle stesse cellule del suo corpo coalizzate per la catastrofe fisica imminente, vittima di una cospirazione universale per impedirgli di realizzare il suo genio e fare del bene al mondo, Beard finirà in Messico a studiare il progetto di fotosintesi artificiale.
Diviso in tre parti e corredato di un’appendice, Solar segue la vita del protagonista dal 2000 al 2009 e in questo cammino si fa eccellente affresco dell’egoismo e dell’individualismo feroce che caratterizza la nostra società e l’essere umano in generale. Una visione pessimistica e cinica, quella di McEwan, del consorzio umano, che non trova certo redenzione nell’ironia attraverso cui tutta la vicenda è trattata. C’è una metafora esemplare con cui McEwan sembra riassumere l’atteggiamento umano di fronte al problema ecologico e climatico del pianeta. L’uomo si muove nel mondo come nello spogliatoio del campo base artico, obbedendo all’avidità e all’interesse personale, senza preoccuparsi degli altri e del mondo naturale che lo ospita. Così spariscono pezzi di abbigliamento, l’attrezzatura viene accatastata disordinatamente, e uscire vuol dire rubare qualcosa che apparteneva ad altri. L’accumulo di entropia nello spogliatoio equivale allo svolgersi del disastro climatico che vediamo aggravarsi ogni giorno e osserviamo senza eccessivi scrupoli morali. E come pensavano, quegli scienziati tanto fiduciosi nei progressi della scienza e dell'uomo quanto irrispettosi e irresponsabili dei beni loro concessi, di riuscire a salvare un pianeta tanto più vasto dello spogliatoio?
Solar è anche un’acuta riflessione sul ruolo dell’arte nella nostra società, al di là della questione del problema ecologico e del cambiamento climatico. È solo una ipotesi stravagante, quella che pensa l’arte nelle sue forme più nobili come capace di sollevare questioni scientifiche di così grande importanza per il futuro del pianeta e dell’umanità, di analizzarle e rivelarne tutto l’orrore e la minaccia? Può l’arte, e la letteratura nello specifico, indurre il pubblico a riflettere e a reagire? Forse l’estraneità all’idealismo di Beard corrisponde a quella di McEwan? Chissà se l'autoconsapevolezza può bastare. Forse sarebbe meglio non affidare nulla alla scienza, all'arte o all'idealismo, e riporre la speranza nella legge.
Se non abbiamo una risposta esaustiva per simili domande, possiamo di certo affermare che solo l’arte sa ritrarre così minuziosamente e sinceramente l’indole umana, nei suoi aspetti più reconditi, mettendo in luce tutti i suoi difetti. Punto di forza di Solar è proprio l'ironia satirica attraverso cui è costruito. Non a caso, con questo romanzo McEwan si è aggiudicato il Premio intitolato all'autore comico britannico P. G. Wodehouse. Fin dalla partenza in sordina incentrata sui progressi scientifici nello studio di energie alternative, che rivela una accurata documentazione sull'argomento, il romanzo riassume i connotati tipici della prosa di McEwan, in particolare la lingua misurata, accurata e tagliente come una lama. Non stupisca, dunque, l'ironia messa in campo in maniera più vistosa che in precedenza, soprattutto in rapporto all'odio dichiarato dall'autore per i romanzi comici. La comicità non è in nessun momento il fine di McEwan, eppure saper ridere di se stessi e della propria imperfezione è forse, oggi più di ieri, uno strumento efficacissimo per rappresentare il degrado attuale e futuro in cui ci apprestiamo spensieratamente a vivere.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Andrea

    02/10/2016 15.57.03

    Deludente. Noiosissimo in molte sue parti e generalmente poco emozionante. Come molti romanzi contemporanei appare come un prodotto di ottima fattura e stile, ma evanescente, vuoto come un soufflé. Trama inutilmente contorta. Descrizioni inutilmente dettagliate. Che mcewan venga pagato a numero cartelle? C'è una grossa differenza fra uno scrittore e un artista. In questo caso siamo nella prima categoria.

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    Gianluca84

    22/06/2016 22.44.19

    Un McEwan superlativo, uno dei migliori, a livello di "Lettera a Berlino". Il romanzo ha molto ritmo, con risvolti inattesi, colpi di scena e un finale mozzafiato. Al centro di tutto un personaggio che a fine lettura ti sembra non avere più segreti, come fosse un amico di lunga data. Un personaggio singolare e originale, che sembra degno del cinema.

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    damiano

    14/12/2015 14.27.36

    Per me il peggiore di McEwan. L'ho letto fino alla fine perché speravo in un colpo di coda finale che ahimè non c'è stato.

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    enzo

    24/10/2014 19.28.07

    Eccezionale. Qui la prosa di McEwan è al suo massimo, la messinscena scientifica pressoché perfetta, ed è sorprendente vedere quanto bene se la sia cavata nel mettere da parte i soliti toni drammatici a favore d'una cinica ironia di cui non lo credevo capace, e di cui, talvolta, se ne sente la mancanza nei suoi romanzi. Una deliziosa tragicommedia. Assieme a Espiazione e L'Amore Fatale, uno dei migliori McEwan

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    patroclo

    04/08/2013 21.59.19

    altre volte ho scritto - parodiando ció che si dice di certi attori - che McEwan saprebbe rendere interessante e romanzesco anche l'elenco del telefono. questo scrittore sembra aver abbandonato una propria poetica - una propria unitarietá di intenti, in parole povere un progetto - per dedicarsi al puro mestiere, ovvero alla costruzione di trame ad orologeria indipendentemente da quanto possa essere noioso il tema scelto (in questo caso la fisica) e insopportabili i personaggi. quelli di questo Solar sono tanti antipatici, gretti e meschini da stimolare nel lettore (e credo sia un effetto voluto) l'identificazione con il protagonista che tra tutti dovrebbe e vorrebbe essere il PIÚ antipatico, gretto e meschino. e nonostante pagine di concetti scientifici abbastanza astrusi per il lettore "profano", nonostante i personaggi, nonostante una trama non propriamente originale, McEwan é scrittore finissimo, con una clamorosa capacitá di approfondimento psicologico e cura del dettaglio rivelatore. e a sorpresa pure questo Solar - con tutte le sue imperfezioni e tare ereditarie - si salva, diverte e a tratti convince.

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    Daniele

    29/01/2013 10.35.32

    non conoscevo Mcewan, il titolo mi ha tratto in inganno in quanto mi aspettavo un libro che guardasse piu' alla fantascienza, invece, anche se non mancano pagine gradevoli e adirittura divertenti, il racconto risulta alla fine noioso, confuso (era intenzione dell'autore?) poco stimolante. Direi sostanzialmente non riuscito

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    Adriana

    17/01/2013 10.17.31

    McEwan sopra le 250 pagine diventa indigesto. 'Solar' non fa eccezione.

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    bradipodoro

    17/07/2012 09.55.50

    Michael Beard non è un personaggio-uomo? Certo che lo è, non scherziamo. Ma soprattutto McEwan è un grande artigiano della scrittura: la sua sintassi, scorrevole e sofisticata al tempo stesso, riesce sempre a trovare l'aggettivo o la similitudine che ti fa sgranare gli occhi. E poi vogliamo mettere l'attualità del tema, la profondità della documentazione. Il plot non ha mai pause inutili, i personaggi sono tutti al loro posto nella scacchiera. Certo si potrà vedere freddezza, cinismo amaro, ironia tagliente, ma per me questi sono ingredienti golosissimi, non difetti. Alcune scene sono memorabili, fra divertimento e disperazione - la capacità di McEwan di parodizzare alcune mode del nostro tempo, come le montature mediatiche o i pruriti del politically correct, è impareggiabile. Magari il finale, così pirotecnico nel riunire tutte le linee e tutti i personaggi sullo sfondo del Grande Evento, potrà sembrare artificioso, ma quando mai la grande satira non lo è almeno un po'? E' il primo romanzo di McEwan che leggo, se mi si dice che gli altri sono meglio abbiamo di fronte uno dei massimi scrittori degli ultimi decenni.

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    aristos

    12/01/2012 18.36.04

    Rimango sempre più sconcertato dalla letteratura contemporanea, che non mi emoziona come i Pirandello, i Calvino, ecc., anche quando è ben scritta, come questo Solar. Forse scritto troppo bene, con molti rimandi interni che l'autore riesce a gestire, con troppi rimandi esterni alla contemporaneità, con un flusso narrativo appunto ben gestito, ma freddo. Penso manchi quello che Giacomo Debenedetti definiva "personaggio-uomo", colui che in definitiva nel racconto "parla anche di te". Questo avevano i personaggi di Pirandello, di Svevo; questo manca ai personaggi di oggi. A chiusura di libro nulla ho imparato di me stesso, dell'umano, del mondo; devo dire a chiusura di libro resto con la sensazione di aver perso tempo.

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    Dave

    14/11/2011 09.45.26

    Era il primo libro di McEwan che leggevo e ne sono rimasto molto soddisfatto. Il protagonista, Michael Beard, è un antieroe sapientemente delineato e spietatamente abbietto, cinico, egoista e ambizioso. Molti i punti esilaranti ma anche quelli amari in cui non ho potuto fare a meno di paragonare il protagonista a gran parte dei politici nostrani.

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    PERRO

    18/10/2011 23.09.00

    del tutto spettacolare, per quanto come sempre accade con mac ewan, richieda un po' di tempo per entrare nella narrazione e capire che non noia abbiamo davanti, ma profondità dell'anima

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    Raffaele

    05/09/2011 17.16.35

    McEwan è uno dei miei scrittori preferiti, ho letto tutti i suoi romanzi e lo ritengo tra i primissimi in Europa; tuttavia in "Solar" non ho ritrovato il suo stile inconfondibile che rende interessante qualsiasi argomento e personaggio. Siamo molto lontani da "Amsterdam" da "L'Amore Fatale" e da "Sabato" solo per citare quelli che amo di più; per non parlare di "Espiazione" che ritengo un vero capolavoro. Anche in "Chesil Beach", che pure non ho particolarmente apprezzato, emergevamo le sue eccellenti caratteristiche narrative che lo hanno reso un gigante della letteratura e che qui, invece, mancano. Un giudizio comunque positivo per l'immensa stima.

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    colAlto

    26/07/2011 22.22.15

    il migliore McEwan ho letto diversi libri di McEwan ma non ero una sua grandissima fan, ma con questo libro mi ha conquistata. Il personaggio del premio Nobel Michael Beard piccolo,grasso, calvo e donnaiolo e' descritto molto bene, inoltre attuale per il soggetto il riscaldamento del pianeta e la ricerca di energia rinnovabile, ma nel libro si scopre che non esiste solo energia solare ma anche criminale.

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    Tea

    29/06/2011 13.54.26

    Inizio nel dire che McEwan lo adoro come scrittore, in primis con il libro "Sabato" il mio preferito, senza dimenticare "Bambini nel tempo", però devo ammettere che in questo libro non sono riuscita a "vederlo" partire, la scrittura è sublime, divertente e unica ma la storia finita l'ultima pagina ti domandi "ma cos'ho letto?" Ho dato 2 per il modo di scrivere altrimenti avrei dato 0, non lo consiglio!

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    Antonio

    28/04/2011 16.01.11

    Un libro certamente piacevole, grazie all'indubbia abilità di McEwan (che in parte mi ricorda Ammaniti), ma che alla fine non lascia niente. Proverò con gli altri libri di questo autore, per il momento il giudizio è sospeso...

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    cecilia

    01/04/2011 16.45.46

    McEwan è uno dei miei autori preferiti. Solar non è il suo capolavoro ma è una lettura godibilissima, sapientemente orchestrata e che,nonostante l'argomento sia in alcuni passaggi un pò ostico, non ti annoia mai. ...e poi scrive così bene!

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    Loris

    14/03/2011 15.01.52

    Ho conosciuto McEwan con 'Lettera a Berlino', quasi due decenni fa. Da allora ne sono diventato un lettore fedele, recuperando i lavori precedenti e acquisendo ogni nuova uscita. Dal punto di vista stilistico penso abbia pochi uguali oggi. Per questo 'Solar' nutrivo qualche timore, legato alle recensioni che evidenziavano la scelta di un registro comico e grottesco. Alla prova dei fatti, sono entrato nel romanzo con piacere crescente, constatando che McEwan ha creato una farsa tragica, dove si sorride (o ride) amaro. Michael Beard e' un simpatico cialtrone, un egocentrico che vuole appagare i propri appetiti (culinari e sessuali) ed essere sempre al centro dell'attenzione. E' in buona sostanza un opportunista, un cinico che non crede all'apocalisse ambientale, ma la usa per inseguire denaro e fama. Anche quando vede i segni della catastrofe imminente (sentimentale e professionale), preferisce ignorarli, procedendo cosi' per inerzia verso l'autodistruzione. Ovviamente Beard e' lo specchio di comportamenti individuali e sociali oggi assai diffusi che McEwan vuole mettere alla berlina. Il suo essere uomo di scienza apra la strada a dotte digressioni (forse noiose per chi e' digiuno di fisica) e determina lo stile della narrazione. Pur senza toccare l'eccellenza di altre prove, McEwan si conferma autore di assoluto valore.

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    Massimo F.

    05/03/2011 09.06.19

    Un romanzo piacevole, ben scritto e dalla trama piuttosto accattivante: però non lascia il segno, se non per un paio di passaggi di un umorismo esilarante

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    silvia

    02/03/2011 13.04.06

    è molto divertente pur affrontando temi cruciali della nostra epoca con leggerezza mai superficiale: un equilibrio perfetto che si rispecchia nella prosa eclettica e scorrevole nonostante tratti temi complessi. Ne leggevo poche pagine al giorno per farlo durare di più!

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    Alberto

    28/02/2011 18.13.39

    Tutto il romanzo di McEwan mi è parso un malcelato tentativo di trapiantare l'anima di Barney Panofsky nel corpo di Michael Beard. L'intervento è riuscito, ma il paziente è morto!!! Una delusione su tutto il fronte della consistenza narrativa: si salva solo l'aspetto stilistico, per cui il mio voto è 2 anzichè 1 A chi parla di capolavoro, consiglierei maggiore sobrietà e migliori letture.

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