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Javier Cercas

Traduttore: P. Cacucci
Editore: Guanda
Edizione: 4
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 210 p. , Brossura
  • EAN: 9788823514478

85° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Di ambientazione storica

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Recensioni dei clienti

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    salvatore pezone

    29/08/2009 02.55.08

    racconto diseguale, persino banale all' inizio, comincia a prendere il volo con un ritratto morale del falangista, quasi una scheda, più efficace di un saggio sulla vera sostanza di quella che fu una guerra atroce fra il privilegio e la libertà. Poi, improvvisamente, nell' ultima parte, ti inchioda con una rivelazione di intensità epica sconvolgente. Ci si sente finalmente a casa, nella casa che vorremmo e che, in questi anni, in Italia, non ci è più concesso abitare. Ottimo.

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    Michele Gardini

    21/01/2009 01.14.59

    Libro davvero bello, un viaggio alla ricerca di un uomo che forse non è mai esisitito, e che viene (forse) trovato seguendo il ricordo di un altro uomo che è esistito realmente ed ha lasciato una traccia significativa nella travagliata storia della Spagna ai tempi della guerra civile. E personaggi reali ed immaginari si alternano, per raccontare che non esiste storia più finta della realtà, e più vera della finzione. Non quando il gioco è condotto così abilmente, e con un finale così emozionante. Certo il tema del soldato eterno non è nuovo, e il viaggio non è esente da qualche forzatura, ma alla fine il bilancio è ampiamente positivo.

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    manuela

    11/11/2006 22.19.51

    Un libro realmente interessante,soprattutto perchè pone l'attenzione su personaggi secondari della guerra civile,ma che in realtà hanno contribuito non poco alla nascita del falangismo spagnolo(Mazas).Questo libro narra di una guerra tremenda con lo stesso spirito con cui essa è stata combattuta..rappresenta la ricerca di una verità,la ricerca di un ideale per cui battersi e per continuare a sognare ancora.Trovo inoltre geniale raccontare la "storia"attraverso espedienti che ne rendano accattivante la lettura.

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    Cristiano

    06/07/2006 16.43.24

    Il libro è nella media. Nel senso che non è brutto, si legge, ma non ti lascia molto. Parla delle ricerche di Cercas su Rafael Sanchez Mazas, falangista scampato a una fucilazione da parte dei repubblicani durante la guerra civile spagnola, e sul soldato repubblicano che lo lasciò fuggire pur avendolo trovato nel bosco durante una ricerca. Il problema è (sono solo giudizi di un lettore, prendeteli per ciò che valgono): 1) esistono libri che hanno tema simile, di molto, ma di molto, più belli (uno per tutti: Nera schiena del tempo, di Javier Marìas); 2) l'autore esprime alcuni commenti negativi su certi personaggi in modo troppo evidente, quasi con superbia, e sembra dileggiarne altri tra le righe; è un po' irritante perché sembra volersi sostituire al giudizio del lettore (un esempio per tutti, citato a memoria: "Hmmm. Che fame avevo! - disse Aquirre spolverando l'ultima briciola di formaggio sul piatto", seguito da "Il cameriere ritirò i piatti. Il suo sembrava appena lavato, il mio conteneva evidenti pezzi di coniglio"); 3) ci sono dei richiami un po' gratuiti al sesso, che non mi sono piaciuti e mi sembrano rientrare in un cliché troppo sfruttato, tanto più che non c'entra nulla col tema del romanzo; 4) come ha detto qualcun altro, il collegamento tra la terza parte del libro e la seconda è troppo inverosimile, troppo impossibile: non ci sarebbe nulla di male, se l'autore non dicesse a più riprese che si tratta di un "racconto reale". La prima e la terza parte sono superiori alla parte centrale, che è la più storica ma paradossalmente la più scontata.

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    Silvia

    14/12/2005 12.16.26

    è una storia che da grandi insegnamenti morali, e oltre a questo, un alto esercizio letterario che comprende un complicato schema narratologico tutto da scoprire e risolvere. forse è un po' forzato il tentativo di far coincidere il miliziano con l'anziano Miralles, ma se si legge il libro in profondità ci si accorge che questo non conta, perchè ciò che conta è raccontare la storia da più di una prospettiva, quindi non solo quella falangista, ma anche quella repubblicana.

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    Romolo

    20/05/2005 15.19.47

    Non ho letto la traduzione italiana e scrivo reagendo ad alcune stroncature apparse in questi nostri brevi messaggi. Credo che anche conoscendo poco la storia della guerra civile non si possa non rimanere affascinati dalla resa che Javier Cercas ne da con la sua prosa, pur limitandosi ad un piccolo e romanzato episodio con protagonisti reali.Le sensazioni, le atmosfere di quel momento e la figura del combattemte che escono dalle pagine del romanzo sono tra le pagine più belle della moderna letteratura spagnola.

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    Pandora

    18/02/2005 15.40.34

    Scorre veloce alla lettura, ma è l'unico merito. La scrittura è banale, la storia è piena di buchi logici, e i topici (l'amica prostituta) si sprecano. Un prodotto del mercato per il mercato, scandalosamente pompato, la letteratura - persino quella con la minuscola - non c'entra per niente.

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    Francesco

    25/01/2003 19.54.46

    La scrittura attraente e una tesi dall'aria nobile hanno fatto di questo libro un best seller mondiale, ma il successo è superiore al merito. Cercas sviluppa il suo racconto con una tecnica piena di trucchi, ricorrendo continuamente a deus ex machina improbabili tra i quali, più improbabile di tutti, il suo amico Roberto Bolano, scrittore cileno di calante qualità. I lettori hanno un palato che si fa di giorno in giorno meno fine, si direbbe che amino essere ingannati.

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    ciro

    03/07/2002 17.28.29

    Forse il piu' bel libro di quest'anno.Un'apologia dei dimenticati che semplicemente non fanno la storia,ma la incarnano.Uomini che non temono di rispettare la vita,che salvano e poi svaniscono,..e nessuno che gli dedichi una strada

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    Cristiano

    13/05/2002 16.21.35

    Davvero una ben riuscita miscela di sottili messaggi personali, storici e politici. Dopo Mendoza, un altro spagnolo che si occupa della storia recente di Spagna...

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    ari

    18/02/2002 17.19.23

    Un libro accattivante e ben scritto. La guerra civile spagnola diviene il paradigma di tutte le guerre, e gli uomini che la combattono, il paradigma di tutta l'umanità possibile. La nota sublime del libro è la scoperta dell'eroismo come espressione della dignità umana.

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