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Jo Nesbø

Traduttore: E. Kampmann
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Pagine: 202 p. , Brossura

69° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Thriller

  • EAN: 9788806218072
Usato su Libraccio.it € 8,91


Una lettura velocissima e agevole, perfetta per chi vuole divorare una crime story in poche ore e scoprire un nuovo Nesbø.

Il sole non tramonta mai. La caccia non ha mai fine.

Siamo in Norvegia negli anni ’70. Jon Hansen, professione recupero crediti, l’ha fatta grossa. È in fuga dal Pescatore, lo spietato signore della droga di Oslo a cui ha giocato un brutto scherzo, colpa di un grilletto che non ne vuole sapere di scattare, inceppato dall’improbabile spirito hippy di Hansen. Jon infatti è un criminale sui generis, un’anima pacifica troppo spesso allergica agli oneri contrattuali previsti per i tirapiedi del più temuto malvivente scandinavo e si sa che con gli spacciatori sadici è d’uopo mantenere un basso profilo e se possibile astenersi dall’obiezione di coscienza.

Sarà sufficiente sparire nell’estremo nord del mondo per sfuggire ai mille tentacoli del boss e salvare la pelle? Hansen ci proverà, rifugiandosi, dopo un interminabile viaggio insonne in treno, in Finlandia, più precisamente nel Finnmark, un’immensa distesa lunare al confine con la Russia, una piana innevata abitata da renne, lupi, pernici e dai Sami, una curiosa civiltà imparentata con Gengis Khan e gli Inuit. Qui Jon cambierà nome in Ulf e cercherà la redenzione mangiando polpette di pesce e bevendo latte fermentato di renna, in compagnia di Lea e di Knut, il simpatico figlioletto logorroico. L’allegra comunità accoglie di buon grado lo straniero dai lunghi capelli da ribelle, bevendosi benevolmente la storia del cacciatore, sprovvisto d’armi, in cerca di relax. Nessuno osa domandare nulla sul passato del protagonista, ma gli si legge fin troppo facilmente in volto quell’ansia che solo un fuggitivo può avere. Un’inquietudine acuita dall’insonnia, causata dalla stagione di sola luce, infatti sul Finnmark in Estate non cala mai la notte. Forse non è stata una saggia idea nascondersi in un luogo dove non tramonta il sole. La tensione sfocia nella paranoia.
Sole di Mezzanotte è il secondo capitolo della trilogia aperta con Sangue e Neve, di cui è un sequel anomalo, poiché condivide solamente un personaggio, il Pescatore, in entrambi i casi vendicativo antagonista alle prese con le inadempienze dei propri impiegati, inaffidabili e atipici criminali dal cuore tenero. Jon alias Ulf infatti come Olav Johansen è un anti-eroe in fuga dal passato, imbarazzato dalle violenze commesse e desideroso di trovare redenzione nell’amore, quel rimedio a tutti i mali fatalmente messo alla prova dagli spettri di una vita precedente.
A differenza dei libri della serie di Harry Hole, l’azione qui è rallentata in modo significativo, lasciando maggiore spazio all’introspezione dei personaggi e a lunghi monologhi dal sapore hard-boiled, in cui emergono i rimpianti e le miserie di uomini derelitti, all’ultima chiamata per la catarsi. Interessante inoltre l’approfondimento socio-culturale dato dalla presenza di tematiche prettamente scandinave, al lettore italiano totalmente estranee, un’occasione per scoprire qualcosa sulla civiltà Sami, veri e propri alieni in Europa, e sul cristianesimo severo e radicale della setta Laestadiana, a cui appartiene Lea, la vedova di cui il protagonista si innamora.

Una lettura velocissima e agevole, perfetta per chi vuole divorare una crime story in poche ore e scoprire un nuovo Nesbø. Da centellinare, invece, per gli aficionados, i quali potranno godersi la svolta introspettiva del mago del noir scandinavo, raggio dopo raggio, al chiaro di luna. Pardon: al chiaro di sole.

Recensioni dei clienti

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    cantarstorie

    04/10/2016 10.29.43

    Nesbo è uno che sa scrivere. E bene. Quindi anche questo romanzo è una piacevole lettura... certo, inutile negarlo, la mancanza di Harry Hole si sente, eccome.

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    Carlo M.

    27/04/2016 12.06.52

    Certo, non siamo di fronte al 'vero' Jo Nesbo di Harry Hole, ma anche del Confessore. Questa serie di libretti dovevano uscire con lo pseudonimo di Tom Johansen e si capisce perché. Pero' alla fin fine, non e' male, si puo' leggere. Ma Polizia e Leopardo e Nemesi ecc. sono su un altro pianeta.

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    Marcello

    25/04/2016 12.52.22

    Non si capisce cosa sia !!! Un telefilm con Kevin Kostner e Diane Keaton ? un gialletto di provincia ? un raccontino buonista su un tentativo di redenzione ? Due esperienze di fuga da un male primordiale ? E' invece chiarissimo cosa non è, un romanzo di Jo Nesbo !

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    Luca

    23/04/2016 19.48.26

    racconto di vita movimentata del profondo nord. Nesbo cambia rotta e si da al racconto. Piacevole la lettura ma piu' storia sentimental e poco o nulla di poliziesco. Per chi ama Nesbo tradizionale libro da dimenticare. Interessante invece per chi vuole farsi una cultura sulle ambientazioni dell'estremo Nord Europa.

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    DARIO

    18/04/2016 13.05.17

    Sicuramente non al livello di altre sue fatiche letterarie. Apprezzo la facilità di scrittura e l'ambientazione ma la fine è un pò deludente. Attendo il miglior Nesbo.

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    Gra

    13/04/2016 08.10.47

    Gran brutto libro. Trama piatta, nessun colpo di scena, nessuna emozione. Con l'aggravante della storiella d'amore parallela con happy end stile Harmony. L'ho probabilmente già scritto a proposito di altri, quando uno scrittore non ha nulla da dire, meglio il silenzio che queste banalità. Grande delusione.

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    Francesco

    11/04/2016 15.17.37

    Non è il solito Nesbo, questo è piuttosto un romanzo tranquillo pieno di dialoghi tra il protagonista ed una ragazza col suo figliolo. Finale che non ti aspetti, senza sparatorie ne vendette sanguinolente. Tutto sommato scorre via veloce anche per via delle poche pagine ma completamente differente dalle letture cui ci ha abituato l'autore.

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    Charlie

    08/04/2016 18.00.23

    Non ci siamo, Jo! Siamo abituati a ben altro genere di libri scritti da te. Ma, ormai, finita la saga di Harry Hole non riesci più ad entusiasmarci. Di questo libro (202 pagine si può considerare un libro?) posso solo dire "carino", ma per l'autore de "L'uomo di neve" dovrebbe suonare come un'offesa. Tuo, affezionato, Charlie

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    Alessandro

    07/04/2016 16.44.43

    Libro abbastanza piatto ma molto riflessivo,non annoia.

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    Jacopo

    01/04/2016 20.57.05

    L'inizio molto bello ma via via perdevo l'interesse nel racconto! Penso che l'autore si perda un po nello sviluppo della trama! Ho trovato anche qualche errore di ortografia!

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    Serena

    01/04/2016 18.50.02

    L'ambientazione è potenzialmente interessante ma un po scarna nei dettagli a mio avviso! Bella la trama ma mi aspettavo qualcosa in piu nel finale!

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