Solo, con me stesso e le mie poesie. Lettere 1960-1968 - Theodor W. Adorno,Paul Celan - copertina

Solo, con me stesso e le mie poesie. Lettere 1960-1968

Theodor W. Adorno,Paul Celan

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Traduttore: R. Di Vanni
Curatore: J. Seng
Editore: Archinto
Collana: Lettere
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 9 novembre 2011
Pagine: 88 p., Brossura
  • EAN: 9788877685896
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Solo, con me stesso e le mie poesie. Lettere 1960-1968

Theodor W. Adorno,Paul Celan

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Quindici lettere sono il ridotto ma prezioso corpus che compone la corrispondenza tra Paul Celan e Theodor W. Adorno in un arco di tempo di più di otto anni, tra il 1960 e il 1968, che coincide con il lento e disperato ripiegarsi del poeta nell'incapacità di vivere e di convivere, progressivamente ammessa e suggellata infine con il suicidio del 1970. Impossibilitato, per riprendere una formula dello stesso Adorno, a "parlare dell'orrore attraverso il silenzio", Celan si rivela, nel suo approccio con una figura da lui riverita come poche altre, in tutta la sua disarmata fragilità, esibita "confessionalmente" al cospetto di un interlocutore la cui ammirazione, forse imbarazzata, certo colpevolmente tardiva, resta comunque schermata da una condiscendenza e da un'incomprensione che replicano - a un livello di intensità che solo il lettore è in grado di mettere a fuoco con tutte le sue drammatiche implicazioni - il celebre episodio del mancato incontro tra i due uomini in Engadina, immortalato nel 1959 dalla celaniana "Conversazione nella montagna".
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    alida airaghi

    07/03/2012 18:21:36

    Il pregio di questo elegante e curato volume edito da Archinto non sta tanto nella presentazione dell'epistolario, abbastanza rapsodico e scarsamente esemplificativo del rapporto instauratosi tra Adorno e Celan. Si tratta infatti di poche lettere in cui il poeta rumeno si lamenta del disinteresse e della persecuzione che circonda il suo lavoro ("Vengo depredato..E poi coperto di sputi, calunniato.."), e sembra auspicare una maggiore attenzione critica da parte del filosofo tedesco, forse sperando in una solidarietà più esplicita dovuta alle comuni radici ebraiche. E Adorno, qua e là, tra le righe, si sbilancia: " Il suo testo incomparabilmente bello..il suo testo in prosa estremamente interessante ed enigmatico..", senza tuttavia decidersi mai a scrivere l'intervento promesso sulla poesia del suo interlocutore. Ma appunto il merito di questa proposta editoriale sembra soprattutto essere nel saggio introduttivo di Joachim Seng, molto appassionato ed esaustivo, che ripercorre la relazione tra i due personaggi, a partire dall'incontro mancato di Sils Maria nel 59 ( quasi temuto da Celan, che più volte si sottrasse a ripetute occasioni di conoscere importanti esponenti della cultura dell'epoca: non solo Adorno - poi effettivamene incontrato nel 60, alla Buchmesse di Francoforte- ma anche Beckett). Se il filosofo sembrava accordare alla trepidante attesa del poeta un'attenzione un po' superficiale ( nella sua biblioteca furono trovati solo due libri di Celan), quest'ultimo seguiva ogni pubblicazione di Adorno con un'ammirazione e un coinvolgimento totale, traendone ispirazione anche per i suoi versi. La famosa sentenza adorniana secondo cui dopo Auschwitz non si sarebbe dovuto più scrivere poesia aveva aperto in Celan abissi di inquietudine e di sensi di colpa, cui tuttavia egli seppe rispondere con la tragica disperazione della sua scrittura. Il volume si conclude con due interessanti note biografiche di Roberto Di Vanni.

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    Mario Ajazzi Mancini

    11/11/2011 12:41:36

    libro necessario. ben curato e tradotto. peccato che, per la corrispondenza di celan, si finisca per adottare titoli affatto discutibili come questo che a mio avviso sfiora quel patetismo che celan, immagino, avrebe scansato e deprecato.

  • Theodor W. Adorno Cover

    Theodor Wiesengrund Adorno ha insegnato filosofia e sociologia all’Universita di Francoforte ed e stato fondatore e direttore dell’Institut fur Sozialforschung. Con Max Horkheimer e stato il principale esponente della cosiddetta Scuola di Francoforte. Tra le sue opere piu importanti, tradotte in italiano (e pubblicate da Einaudi):  Minima moralia (1954, 2003), Filosofia della musica moderna (1959, 2002), Dialettica dell'illuminismo (in collaborazione con M. Horkheimer, ultima edizione 2010), Il fido maestro sostituto (1969); Dialettica negativa (1970 e 2004); Introduzione alla sociologia della musica (1971); Prismi. Saggi sulla sociologia della cultura (1972); Teoria estetica (1975, ultima edizione 2009); Terminologia filosofica (1975); Beethoven (2001); Immagini dialettiche... Approfondisci
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    (Czernowitz, Bucovina, 1920 - Parigi 1970) poeta rumeno di origine ebraica che scrive in lingua tedesca. Scampato allo sterminio nazista, visse dal 1948 a Parigi, dove morì suicida. La sua poesia, influenzata da Mallarmé, dall’espressionismo e dal surrealismo, esprime le sofferenze del poeta, della sua famiglia e del suo popolo e la tragedia dei sopravvissuti (Papavero e memoria, Mohn und Gedächtnis, 1952). Nelle opere successive il linguaggio diventa sempre più metaforico ed evocativo: la lingua realistica è inutilizzabile in quanto lingua del potere, che ha reso possibili crimini atroci. La parola poetica è quasi evanescente; le poesie si compongono di spazi vuoti e delle parole che sono state strappate al silenzio. L’apertura al Dio ebraico... Approfondisci
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