Solo per giustizia

Raffaele Cantone

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 28 ottobre 2008
Pagine: 334 p., Brossura
  • EAN: 9788804580119
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Disponibile anche in altri formati:
Descrizione

Il racconto del giudice Cantone prende avvio dal suo ultimo giorno alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli: ripercorrendo la sua esperienza, Cantone mostra in che modo un bravo studente di giurisprudenza che voleva addirittura fare l'avvocato sia finito per diventare il nemico numero uno dei boss di Mondragone e Casal di Principe, più di una volta minacciato di morte e da anni costretto a vivere sotto scorta insieme ai familiari. Un'evoluzione che non nasce da una sorta di vocazione missionaria, ma prende forma attraverso un percorso graduale e, talvolta, persino casuale, dove però rimane sempre salda la sua originaria passione per il diritto. Quella che gli fa trattare con la medesima professionalità e dedizione le vicende di un anziano signore che si rivolge alla giustizia per la tragica morte del figlio dovuta a un caso di malasanità e le sofisticatissime indagini condotte insieme al Ros per arrivare alla cattura di Michele Zagaria, la primula rossa dei Casalesi. Ma l'amaro realismo di queste pagine finisce per evidenziare come l'universo camorrista abbia confini ben più estesi e radici ben più profonde dei vertici di qualche clan. Per cui, fino a quando ci saranno politici, funzionari, imprenditori, uomini delle forze dell'ordine e liberi professionisti corrotti, conniventi o sottomessi, la camorra resterà come un'idra cui la giustizia può tagliare una o qualche testa che subito ricresce, mentre coloro che vi si oppongono individualmente sono votati a un pericoloso destino di isolamento.

€ 9,18

€ 17,00

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

17 punti Premium

Disponibilità immediata

Garanzia Libraccio
Quantità:

€ 14,45

€ 17,00

Risparmi € 2,55 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    fabio j.

    13/12/2010 21:25:24

    Una lettura molto istruttiva per capire la vita di chi si trova ad affrontare e combattere la palude camorrista. Con coraggio e dedizione, ma senza considerarsi un supereroe: un esempio per tutti.

  • User Icon

    teresa

    21/03/2009 09:23:13

    Raffaele Cantone ha scritto questo libro con dei toni pacati ma che arrivano dritti al cuore, anche quando testimonia delle preoccupazioni per le tensioni sulla sua famiglia, via via che le misure di tutela diventano sempre più serrate, usa un linguaggio "sereno". Cantone è il pm di gran parte delle inchieste da cui ha preso spunto Roberto Saviano per "Gomorra" e senza il successo planetario di Gomorra il nome di questo magistrato sarebbe rimasto noto soltanto tra gli addetti ai lavori. Raffaele Cantone non è un pm in cerca di visibilità mediatica, ma un magistrato che semplicemente fa il suo lavoro. Nel testo viene sottolineata l'importanza che rivestono i poliziotti, carabinieri, impiegati amministrativi, figure silenziose, che garantiscono la sicurezza delle persone. Nel testo viene raccontata quell'Italia che tutti vorremmo cambiare

  • User Icon

    sabatino p.

    08/02/2009 22:30:04

    non ho mai letto in passato un libro in due giorni, questo mi ha entusiasmato coinvolto immedesimandomi nella vita di Raffaele Cantone. Ecco leggere la sua vita il suo lavoro la sua famiglia le sue paure le sue vittorie le sue incertezze e le sue fragilità in modo così sincero rendono molto umano la figura dell'uomo delle istituzioni. Grazie Raffaele come Giuglianese sono fiero di te

  • User Icon

    Domenico Smarrazzo

    24/11/2008 23:51:44

    Ci si avvicina immaginando il racconto di eroe che con i suoi forti ed irrinunciabili principi di lealtà ed onestà, è riuscito a far tremare chi per la sola legge del profitto a tutti i costi, ha violato e sfruttato un territorio famoso soprattutto per una realtà criminale che lo Stato da sempre stenta ad estinguere. Ci si trova invece di fronte alla vita di un semplice uomo che aveva, ed ha, tra le sue prerogative quello di fare bene il proprio mestiere al pari di qualunque altra persona chiamata a fare quello in cui ha creduto. E' la normalità e la semplicità il centro del messaggio del racconto della vita di un uomo di Stato che rompe tutti i teoremi e le regole di un uso massiccio delle forze dell'ordine per sradicare e scompaginare il malaffare diffuso. L'autore sottolinea il monito che la determinazione del singolo è quella che fa la differenza, e proprio quell'invito a chiunque che rende attuali le convinzioni di uomini, che come Giovanni Falcone chiedevano "l'impegno ordinario di tutti non solo quello straordinario di pochi". Dà una lezione di volontà anche alle Istituzioni dimostrando che è possibile fare la lotta alla criminalità in modo efficace e risolutivo anche con strumenti semplici, normali ma che ci siano. Una lezione di forza di volontà a cui tutti dovrebbero avvicinarsi, ed in più un minimo tributo ad un uomo che fa fatto credere che la legalità è cosa possibile.

  • User Icon

    Stefania

    19/11/2008 12:30:11

    Un libro commovente. La drammatica vicenda, familiare, umana e personale, della solitudine di una persona che si frappone come scudo tra noi e la malavita organizzata. Spinto unicamente dal proprio senso del dovere. In alcuni passi del libro, quando parla della sua famiglia, mi sono davvero emozionata ed immedesimata.

  • User Icon

    SARAH CONTER

    17/11/2008 10:16:35

    La passione per il proprio mestiere da chi vissuta e raccontata, riesce sempre a dare grandi stimoli e a trasmettere emozioni positive. Questo libro ne è l'emblema. Un racconto che non vorresti terminasse mai: una materia da cui lasciarsi appassionare e di cui nel corso della lettura si vorrebbe sapere sempre e sempre di più. Un autore, un protagonista, che senza patetici moralismi o "missioni ideali" ma solo grazie alla sua professionalità, fa affezionare ed emozionare il lettore. Stupendo.

  • User Icon

    Benedetto Zoccola

    15/11/2008 19:01:08

    1 10 100 1000 Raffaele Cantone!!! Da cittadino Mondragonese non posso che dire grazie Cantone!!!! Il libro è veramente emozionante....

  • User Icon

    Nino Di Biase

    15/11/2008 11:58:09

    Ho acquistato questo libro spinto dalla necessità di conoscere meglio questo illustre Magistrato che ha combattuto per noi una accesa lotta contro il cancro che pervade la nostra terra (sono un conterraneo del Giudice e risiedo nel Comune dove lui - almeno credo, considerando la sua scorta che per anni ho incontrato al mattino, andando al lavoro).Bella l'idea di raccontare la sua vita partendo dall'ultimo giorno di lavoro.Mi è sembrata, però, una descrizione un pò prolissa, priva di momenti di alto interesse se si eccettua la parte relativa al caso THEMIS. Ho avuto l'impressione che l'autore volesse cercare di trasferire - a mio sommesso parere non riuscendoci - una sua particolare sofferenza verso una società che si muove in una direzione non "normale". La seconda parte del libro, invece, mi è sembrata maggiormente interessante allorquando ha trattato più specificamente la tematica camorristica, con tutto ciò che per noi abitanti dell'hinterland di Napoli è, purtroppo, il vivere quotidiano. Un'ampia sufficienza al Dott. Cantone per questa sua opera letteraria e un grandissimo 110 e lode + bacio accademico + pubblicazione della tesi per la sua attività di Magistrato impegnato in prima linea contro coloro che ci impediscono di vivere in modo "normale".

  • User Icon

    fabio

    13/11/2008 14:42:15

    Mi aspettavo una cosa un po' diversa. Invece lentamente mi sono fatto prendere da questo racconto senza orpelli, semplice, sincero, dalla testimonianza di questo magistrato che non ti dice mai quanto è stato tosto, forte e bravo, dal suo rispetto profondo per le persone per cui lavora e dalla preoccupazione per i suoi figli e sua moglie, dalla sua capacità di non farsi piegare, come se fosse la cosa più naturale a questo mondo. Ce ne fossero più persone così in questo paese di gente irresponsabile e priva di pudore!

  • User Icon

    Amalia Pace

    12/11/2008 09:39:16

    Stupendo ! Il racconto di un magistrato di frontiera e di una vita spesa per difendere i cittadini dalle mani della Camorra. Un eroe dei nostri tempi ! Leggere questo libro mi ha davvero emozionato moltissimo.

Vedi tutte le 10 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Ci sono uomini che nascono nei posti più a rischio d'Italia, ma che, forse per reazione, riescono a mantenere viva dentro se stessi un'idea di giustizia profonda e atavica. è un'idea forte, perché cresciuta in un terreno argilloso e sdrucciolevole, dove le raffiche di vento arrivano da ogni direzione.
Raffaele Cantone nasce 45 anni fa a Napoli, per l'esattezza a Giugliano, un paese in cui per lungo tempo i morti ammazzati dalla camorra sono stati un fatto quotidiano. Essere un uomo di giustizia, in una terra in cui la legge non ha nulla a che vedere con le norme contenute nei codici, significa avere un briciolo d'incoscienza e una sorta di distacco dal mondo che avvicina l'uomo all'alieno. Un alieno che quasi per sbaglio lascia la carriera di avvocato, intrapresa per circa due anni, per entrare nella magistratura, ritrovandosi senza rendersene conto con indosso la toga del Pubblico Ministero.
La cosa più interessante nel racconto di questo giovane magistrato è senz'altro la ferma volontà di liberare il suo personaggio da quell'aura di superpotenza che troppo spesso gli osservatori tendono ad attribuirgli. Eroi dei nostri giorni, i magistrati come lui, impegnati a lungo nella lotta contro la criminalità organizzata, sono prima di tutto uomini, che spesso si rendono conto di mettere a rischio la propria vita e quella dei propri familiari quando ormai è troppo tardi per un ripensamento. Raffaele Cantone racconta in queste pagine intense e commoventi gli anni passati alla procura distrettuale antimafia di Napoli. La lotta contro il clan di Mondragone prima e di Casal di Principe poi, gli uomini di legge con cui ha collaborato e quelli di malavita che è riuscito ad inchiodare. Poi i primi pentiti, con tutta la paura che si portano dietro, i rischi di ritorsione e la necessità di mantenere viva la propria autorevolezza e la propria dignità. Quindi la vita sotto scorta, dieci anni passati in costante e continua libertà vigilata, per finire alle accuse infamanti arrivate alla procura, quello che lui definisce lo "Scilla e Cariddi" attraverso cui ogni magistrato prima o poi deve passare. La calunnia che fa tremare i polsi più della minaccia di morte, perché un uomo di giustizia che perde la sua autorevolezza non è più credibile, non può contare su nessuno, è solo.
Pagine dure, scritte con un profondo coinvolgimento emotivo; la cronaca di una vita in prima linea, ma soprattutto una serie di vicende umane interessantissime. Perché i ragazzi della scorta in queste pagine non sono solo marescialli e appuntati, ma hanno anche dei nomi di battesimo; perché la sua segretaria non è un'ombra che porta i caffé durante le veglie di lavoro, ma è prima di tutto una persona. E questo basta a trasformare un'autobiografia in un romanzo. Umano, coraggioso e sovversivo, nella disarmante semplicità con cui la vita di un eroe viene assimilata a quella di un uomo comune, qualcuno che ogni mattina compie il suo dovere solo per giustizia o, forse, anche per amore… di giustizia.