Sonate per Violoncello

(180 gr.)

Compositore: Johann Sebastian Bach
Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 1
Etichetta: Import
Data di pubblicazione: 11 marzo 2016
  • EAN: 8808678160321
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Descrizione

Johann Sebastian Bach (1685-1750): Sonata n. 1 in sol maggiore per violoncello e pianoforte BWV 1027; Sonata n. 2 in re maggiore per violoncello e pianoforte BWV 1028; Sonata n. 3 in sol minore per violoncello e pianoforte BWV 1029
Johann Sebastian Bach compose queste sonate – alcune delle quali sono in realtà rielaborazioni di trio sonate scritte alcuni anni prima – per viola da gamba e clavicembalo. Le sonate in sol maggiore e in re maggiore sono strutturate in quattro movimenti secondo il classico schema delle sonate da chiesa, mentre la sonata in sol minore fu concepita in tre movimenti, un fatto che la pone in linea con la struttura dei concerti della prima metà del XVIII secolo. In queste opere il clavicembalo viene chiamato quasi sempre a ricoprire un ruolo concertante, mentre la scrittura della viola da gamba riflette la funzione virtuosistica che questo strumento aveva in Germania nell’ultima fase del periodo barocco. Si tratta di lavori straordinariamente interessanti e pervasi da una grandissima carica emozionale, che raggiungono il vertice nell’espansiva e attraente Sonata in sol minore BWV 1029. Sebbene la maggior parte delle registrazioni oggi disponibili sul mercato discografico sia stata realizzata con gli strumenti espressamente richiesti da Bach, negli ultimi tempi sono state pubblicate alcune letture autorevoli e profondamente espressive firmate da Yo-Yo Ma e da Kenneth Cooper per la CBS. L’interpretazione presentata in questo splendido LP da 180 grammi della C & L King Records ci permette di compiere un altro importante passo in avanti rispetto alla tavolozza timbrica concepita da Bach. In tutte e tre le sonate i due interpreti sfoderano un’esecuzione da antologia, ponendosi su un piano di sostanziale parità. A questo bisogna poi aggiungere il fatto che gli ingegneri del suono tedeschi hanno prestato una grandissima attenzione per far sì che nessuno degli strumenti assumesse una indebita preminenza sull’altro, ottenendo in questo modo una meravigliosa trasparenza sonora e una apprezzabile musicalità. Mischa Maisky conferma di essere un virtuoso di primissimo piano, dotato di un infallibile senso dell’intonazione e di un fraseggio aristocratico. Per quanto riguarda Martha Argerich, devo dire che lo stile con cui si accosta alla scrittura di Bach non mi sorprende per nulla, come si può notare dalla sua strepitosa registrazione della Partita in do minore BWV 826, che ha contribuito a renderla ai miei occhi una delle pianiste più ispirate e carismatiche che abbia mai avuto il privilegio di ascoltare.