Songs of Resistance - 1942-2018

Artisti: Marc Ribot
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Anti-
Data di pubblicazione: 14 settembre 2018
  • EAN: 8714092760422

nella classifica Bestseller di IBS CD - Musica Jazz

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Descrizione

pubblica via ANTI- Records, il suo nuovo album Songs Of Resistance 1942-2018, un disco dai temi politici contenente 11 tracce, tra cover e brani originali, e che vanta le collaborazioni di – tra gli altri – Tom Waits, Steve Earle, Meshell Ndegeocello, Fay Victor e Tift Merritt. «Non esiste movimento che abbia segnato la Storia senza una buona colonna sonora», ha affermato il grande chitarrista di Newark, che ha deciso di comporre una sorta di colonna sonora per il particolare momento politico che stiamo vivendo. Tra gli undici brani, alcune composizioni originali ma anche canzoni tradizionali come quelle cantate dai partigiani italiani anti-fascisti (tra cui Bella Ciao) durante la Seconda Guerra Mondiale, dal movimento americano per i diritti civili e anche le ballad delle proteste messicane. Lo scopo di Ribot è ben chiaro: «C’è molta contraddizione nel fare musica che tratti temi politici – ha spiegato – basti pensare al dover agire contro il problema senza mai avvicinarsi troppo, per non rischiare di diventarlo. Spesso è difficile capire cosa sia più giusto fare e penso che tutti commettiamo degli errori ma, allo stesso modo, siamo capaci di imparare da questi. L’ho capito nel momento in cui Donald Trump è stato eletto che non sarei mai stato il Furtwangler di un tipo dalla pelle quasi arancione che vorrebbe diventare un dittatore. Non esiste».

Disco 1
  • 1 We Are Soldiers in the Army
  • 2 Bella Ciao (Goodbye Beautiful)
  • 3 Srinivas
  • 4 How to Walk in Freedom
  • 5 Rata De Dos Patas
  • 6 The Militant Ecologist (Based On Fischia II Vento)
  • 7 The Big Fool
  • 8 Ain't Gonna Let Them Turn Us Round
  • 9 John Brown
  • 10 Knock That Statue Down
  • 11 We'll Never Turn Back

Recensioni dei clienti

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    Paolo Taverna

    29/09/2018 16:38:31

    "Resistere Resistere Resistere", così il procuratore della Repubblica, Francesco Saverio Borrelli, inaugurava l'anno giudiziario, Milano 2002. Il procuratore, di formazione liberale, evocava la linea del Piave. L'allora ministro della Giustizia, il leghista Castelli, abbandonò l'aula. Presidente del Consiglio: Berlusconi. Quell'incitamento, in un Paese che ha una Costituzione figlia della Resistenza, lotta di popolo contro il nazifascismo, è richiamo potente, per chi abbia a cuore i fondamenti della civile convivenza, quei fondamenti per i quali i partigiani si batterono in montagna, che Borrelli richiamava nel 2002 e attorno ai quali, oggi, nell'epoca di Trump e dei fascismi europei risorgenti - piccole patrie, camicie nere, agguati agli immigrati e ai militanti di sinistra, saluti romani - occorre ritrovarsi, per difenderli dall'aggressione violenta contro i poveri, i diritti dei lavoratori, le donne, l'unico ambiente che l'umanità ha in sorte. Nelle sue appassionate righe, che accompagnano il CD, orientandone e motivanone l'ascolto, Ribot dice che ciascuno attende a questo compito - politico, civile - con gli strumenti che ha a disposizione. Ottimo musicista, lo fa con ottima musica e dagli USA ci parla in quella lingua universale, con brani diversi l'uno dall'altro, per impostazione, arrangiamento, tensione, stili, l'impareggiabile chitarra, fiati arrabbiati e voci, voci intense, che gridano Freedom Now e ci salutano, roche, con la Bella Ciao cavernosa di Tom Waits che fa proseguire, inesaurito inesauribile, il viaggio intorno al mondo del canto resistenziale italiano. In un libro che ne ricostruisce la storia, Carlo Pestelli scrive: "Bella Ciao è un piccolo bene immateriale che agisce sulla coscienza come qualcosa che arriva da lontano, quasi a segnare il confine tra il buio della guerra e una nuova primavera dei popoli: un'elegia del presente che è anche, e sempre, una conquista esistenziale e una continua rinascita della storia della libertà". Buon ascolto.

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    Mario

    23/09/2018 21:21:46

    Bell'album, interessante!

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