Sorella, mio unico amore

Joyce Carol Oates

Traduttore: G. Costigliola
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 656 p., Brossura
  • EAN: 9788804606017
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    Dario A.

    18/05/2017 01:22:16

    Un'immaginazione fervida ed uno stile impeccabile. Joyce Carol Oates dipinge con mano ferma ed impietosa il ritratto feroce, crudele e folle di un mondo ossessionato dalla notorietà e che, per averla è disposto a dare un prezzo ad ogni cosa, anche ai propri figli. Implacabile.

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    Anna O.

    05/11/2014 23:52:29

    Sempre grande la Oates non delude mai! Nonostante abbia letto molti suoi libri è talmente brava a delineare le figure dei personaggi che non li confondo tra un libro e l'altro. Betsey e Bix sono descritti magistralmente. La figura che ti entra nel cuore è proprio Skyler che vorresti dargliela tu questa carezza che non gli hanno dato questi genitori arrivisti e squinternati. L'unico appunto che le faccio è che il suo modo di raccontare i fatti ossessivo, ripetitivo, prolisso e tragico a volte mi lascia un po' perplessa la conclusione dei suoi libri quasi sempre troppo precipitosa e con una vena di "happy end".

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    Lei Fang

    28/10/2013 19:05:57

    E' il primo libro della Oates che leggo,e devo dire che non mi ha colpito molto, il metodo di scrittura era molto confusionario, ma la storia era di mio interesse infatti mi sono documentata meglio. Leggerò altri libri della Oates,sperando di trovare un metodo di scrittura più lineare ;)

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    elena

    17/09/2012 10:08:07

    Purtroppo questo libro non è riuscito a catturarmi. Secondo la mia opinione l'autrice in alcuni punti si dilunga troppo. Un libro di 656 pagine che poteva essere decisamente più corto! Lo stile narrativo non è nemmeno dei più semplici e anche questo non aiuta.

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    Giuseppe Russo

    28/08/2012 10:11:57

    È senza dubbio uno dei romanzi migliori scritti da JCO negli ultimi anni. La struttura narrativa da falso reportage trascina più facilmente il lettore nei meandri di una storia tipicamente americana, ma in reatà concepita come iperbole del modello di affermazione del soggetto nel mondo dello sport e dello spettacolo nel XXI secolo. La Oates riesce a governare con incredibile maestria elementi molto diversi fra loro: l'insufficienza psichica dei ragazzini di oggi, che si disputano i più assurdi disturbi della personalità in attesa di diventare adulti nevrotici; la sindrome da compensazione madre-in-figlia, che non credo possa essere ritratta con maggiore efficacia; l'uso puerile e dissociativo di fattori religiosi per motivare le scelte di adulti palesemente incapaci di reggere il carico delle proprie responsabilità. In questo schema disfunzionale brilla la luce della piccola Edna Louise, il cui nome viene modificato in Bliss per «una visione mandata da Dio»(!), in modo da poter diventare l'oggetto delle speculazioni familiari, sociali e mediatiche di cui si nutre la macchina del successo nella costruzione degli idoli consumistici di cui pare ci sia sempre un gran bisogno. Quasi mai la scrittura della Oates è stata così cattiva, tagliente ed efficace nel mostrarci che l'orrore è sotto i nostri piedi e che noi ci scivoliamo sopra fingendo che possa sopportare il nostro peso, senza nemmeno essere pattinatrici-bamboline come Bliss.

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    alice

    16/04/2012 15:01:30

    Di nuovo grazie grandissima Joyce!!! Il suo talento "prende in prestito" per questo romanzo un fatto di cronaca nera che ha sconvolto gli Stati Uniti e che rimane un caso irrisolto. Il 26 dicembre 1996, a Boulder, in Colorado, una bambina di sei anni, JonBenet Ramsey, reginetta di bellezza e figlia di un milionario, viene rapita. La madre trova una lettera di riscatto. Poche ore dopo, il cadavere della piccola viene ritrovato in cantina. Strangolata e con segni di violenza sessuale. Questo delitto ha suscitato grandissimo clamore (me ne ricordo ancora, io avevo 10 anni all'epoca) non soltanto perchè i genitori e il fratellino sono stati a lungo sospettati, ma soprattutto per il modo in cui i genitori la facevano sfilare ai concorsi di bellezza: seminuda, truccatissima, ingioiellata, insomma tale e quale al reality show "Toddlers and Tiaras". La Oates racconta della morte e la vita molto simili a quella della Ramsey di Bliss Rampike, campionessa di pattinaggio, narrati dal fratello superstite, Skyler. Un altro romanzo stupendo di una scrittrice stupenda!

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    silvia

    16/03/2011 20:37:29

    l'ho terminato pochissimi giorni fa. a me è piaciuto moltissimo. la storia di skyler e bliss è di una tristezza che mangia il cuore ma i personaggi e la loro ignoranza sono dipinte benissimo. così come l'innocenza e i sensi di colpa di skyler e le paure di bliss... nonostante sia molto lungo l'ho letto tutto d'un fiato. forza skyler!

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    Federica

    26/01/2011 21:32:21

    Una scrittura molto emozionante, ricca di pathos e coinvolgente. La storia è trattata in modo molto realistico ma nonostante ciò a volte lo stile diventa pedante e ampolloso, contorto e drammatico senza in realtà una motivazione. I viaggi mentali di Skiler sanno essere davvero noiosi e deprimenti e, per quanto "poetici", assolutamente inutili. La sua storia d'amore è tutta una scusa per allungare il brodo, che non ne aveva assolutamente bisogno: mi spiego, sono 656 pagine! Davvero un mattone. Sconsigliato a chi non ha pazienza.

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    Brunella

    12/07/2010 16:19:29

    Ho letto tutti i libri della Oates e questo, pur essendo un bel romanzo, non mi ha appassionato più di tanto. Secondo me si è dilungata troppo in certi passaggi e questo a volte mi toglieva l'attenzione. Bello, ma non eccezionale.

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    giudi

    11/01/2010 13:35:12

    J.C.Oates non ha davvero paura di niente...libro forte,tenero,a tratti difficile...uno stile di racconto unico e particolare.Dietro c'è di tutto se si ha voglia di capire altrimenti ci si lascia prendere da personaggi e storia che come sempre ti intrappolano con la forza di una grandissima autrice.

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    Marco

    23/11/2009 10:09:55

    Ricco, originale, ammaliante (e lungo) come tutti i romanzi della Oates. Lo consiglio a tutti gli amanti della scrittrice. Splendido!

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    Barbara

    31/08/2009 13:37:02

    Bellissimo! So che questo giudizio è banale, ma è veritiero. Lo stile narrativo singolare (già accennato in un precedente commento) può anche non piacere; ma io credo che sia quello più adeguato per un diario personale. Di questo si tratta: il diario di Skyler, la sua personale visione della storia. E' possibile anche non provare commozione per la piccola Edna Louise, ma del resto il protagonista è suo fratello Skyler. Io l'ho trovato sincero e toccante. Consiglio a tutti di leggerlo.

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    ilaria

    29/07/2009 19:54:04

    Premetto che adoro la Oates e ho letto molti suoi scritti questo e' pero' uno di quelli (ce ne sono altri)che hanno delle potenzialita'formidabili ma che la scrittrice sembra di proposito non voler sviluppare a pieno. Il romanzo rimane sospeso denuncia ma non decreta la pena,condanna ma non giustizia. un senso insomma d'incompiutezza e uno stile un po' troppo singolare che non ho gradito particolarmente. In piu' conoscevo bene la storia vera a cui s'ispira(jon Benet e' il nome della bimba americana )che all'epoca mi colpi' e mi commosse tantissimo,sentimenti che il libro non mi ha suscitato

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    camilla

    16/07/2009 08:05:46

    Ho trovato magnifico il caotico, prorompente libro fiume in piena della Oates. durissimo e crudele nella sua maledizione di un sistema impazzito, che pretende di "curare" tutto e tutti con i farmaci e la follia dell'obbligo al successo. qualunque cosa per qualunque "successo". attualissimo , come lo sono tutti i grandi romanzi di Oates, questo libro è estremamante commovente e persino tenero nell'accompagnare per mano, con tenerezza, il povero protagonista scrittore, sghembo e depresso ma pieno di intelligenza e di sapienza. malgrado tutto. E, alla fine,il nostro "fratellino" potrà persino , forse, riparare tutte le follie e disperate idiozie della sua perfida famiglia. il libro è enorme e assolutamente perfetto nella scrittura. Un libro bomba , magnifico . la bravura di Oates è davvero incredibile.

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