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Caterina Bonvicini

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2010
Pagine: 212 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811683810
"Qualche giorno fa sono andata a trovare sua madre. Mentre eravamo in giardino, ha tirato fuori un'immagine che mi ha tolto il respiro. Solo a lei potevano venire in mente delle parole così esatte. 'Il suo sorriso lento', ha detto". Si apre così l'ultimo romanzo di Caterina Bonvicini, con un atto del ricordare che accomuna l'amore di una madre e di un'amica, strette nel momento del dolore. Il sorriso che dà il titolo al libro è dunque, in primo luogo, quello di Lisa, amica del cuore di Clara fin dagli anni del liceo, che, diventata madre da poco, si ammala di cancro. Nel racconto di Clara i giorni difficili della malattia si alternano ai ricordi vividi degli anni di un'adolescenza vissuta gomito a gomito, in un tono spesso concitato, quasi rabbioso, che contiene un profondo senso di smarrimento e, contemporaneamente, quell'interrogarsi continuo, incalzante e inesorabile, che appartiene solo alla giovinezza. Nella Bologna dei portici e delle strade strette, delle cupole e dei colli immersi nella nebbia, un intero gruppo di amici, Clara e Tommaso, Daniele e Sandra, Veronica, Marco e Diana, si stringe intorno a Lisa, in un vorticare di rabbia e di paura, di empatia e di tenerezza. Le lunghe telefonate, le cene tutti insieme, e poi le continue visite all'ospedale, i pasti consumati in fretta nella stanza dell'amica, nel desiderio di alleviare il più possibile il suo senso di solitudine e di disperazione, ci vengono raccontati da Bonvicini con dialoghi veloci, teneri e spietati, che racchiudono nello stesso tempo un dolore sordo e un bisogno famelico, irrefrenabile, di vita. Il sorriso lento è però, in secondo luogo, anche quello di Anna, giovane cantante d'opera ricoverata nello stesso hospice di Lisa: il volto di entrambe pare progressivamente sfumarsi nella lentezza di un movimento prossimo all'immobilità definitiva. L'incontro del tutto casuale tra Clara e Ben, il celebre direttore d'orchestra un tempo marito di Anna, si configura fin da subito come il semplice, elementare rapporto che lega istintivamente chi resta; le traiettorie dei due si sfiorano appena, per poi divergere in modo radicale. Ben, incapace di dominare il suo egocentrismo e la sua vanità, vuole dimenticare in fretta; Clara, invece, non riesce ad accettare la morte dell'amica e, nel lancinante esilio al quale si sente condannata, rischia di perdere le coordinate della sua stessa vita. Strenuo, limpido e commovente autodafé nell'autenticità dei sentimenti, questo romanzo è infine anche un omaggio a ciò che ci rende profondamente – e in particolari momenti della vita verrebbe quasi da dire: irrimediabilmente – umani.
Cristina Beltrami