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La sottile linea scura - Joe R. Lansdale - copertina

La sottile linea scura

Joe R. Lansdale

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Traduttore: Luca Conti
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 300 p., Brossura
  • EAN: 9788806185008
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Gaia la libraia

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Nell'afosa estate texana del 1958, il tredicenne Stanley Mitchell lavora nel drive-in del padre, e mette il naso in un segreto che doveva rimanere celato. E la "perdita dell'innocenza" di Stanley, in quell'estate in cui il mondo per lui cambia per sempre, coincide con il miracolo di una resurrezione davvero magica. In perfetta naturalezza, Lansdale ricrea le voci, il sapore, la vita, di un tempo scomparso del tutto, come non fosse mai esistito. La "sottile linea scura", che segna per Stanley la scoperta del male del dolore e della morte insieme con l'esplosione del sesso e la consapevolezza del conflitto razziale, diventa la parete trasparente da varcare per immergerci in quegli anni Cinquanta lontani ormai come la preistoria.
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    JAMES

    19/04/2018 11:14:34

    Ottimo Joe. Grazie di come scrivi e di come trasmetti le emozioni dei luoghi e delle persone.

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    Jacopo

    08/03/2015 21:45:52

    Me ne avevano parlato bene, mi ha invece un po' deluso e non ho apprezzato troppo il modo di scrivere di Lansdale...non sono entrato in grande sintonia con lui.

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    Melania

    19/04/2014 12:24:23

    Avvincente! Ho preferito In fondo alla palude e Mucho Mojo, ma anche questo Lansadale è sicuramente godibile e ben scritto.

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    astridula

    15/05/2012 23:44:11

    Qualcuno potrà anche dire che questa storia l'ha già sentita: la storia di un ragazzino che cresce e scopre di non essere più un bambino, la storia di una piccola città di provincia nel profondo sud degli Stati Uniti, la storia delle tensioni razziali tra bianchi e neri, la storia di una morte misteriosa lungo i binari del treno. Quelle storie le ho lette anche io, per esempio "Il buio oltre la siepe" oppure "Stand by me - ricordo di un'estate". Eppure la voce di Lansdale affascina in maniera irresistibile, e io non riesco a fare a meno di ascoltarla. C'è un cinema drive-in, c'è un'estate calda e interminabile come solo quelle dell'infanzia riescono ad essere, c'è un ragazzo che vuol chiarire un mistero come quelli che si leggono nei gialli, e non si accorge di altri misteri ben più grandi che gli stanno intorno. Continua a raccontare, Joe.

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    Bicio

    20/04/2012 14:55:53

    Vi racconto la mia esperienza: casualmente mi imbatto in questo romanzo ed in questo autore, rimango FOLGORATO dalla sua scrittura, asciutta, secca ma al contempo pienamente convincente anche nella descizione dei luoghi, dei personaggi ed anche dei sentimenti. Qui i buoni sono la minoranza e non sempre vincente; mentre i "cattivi" sono veramente paurosi e paiono uscire fuori dalle pagine del libro. Ottima anche la storia che qualcuno, ha già definito, di formazione, trovandomi pienamente concorde. Conclusione: da allora non ho più smesso di leggere Lansdale e ringrazio il giorno in cui fortuitamente ho incontrato nella strada della mia vita il Magico Joe.

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    marco ferraro

    20/12/2011 07:19:00

    Ambientato nel Texas degli anni '50 e questo inquadra già l'atmosfera: il perbenismo della società americana e la segregazione razziale e quindi mi ha attirato soprattutto questo, cioè il periodo più interessante della storia contemporanea degli Stati Uniti. A dire la verità mi aspettavo un quadro più crudo, con delle tensioni più accese e forse si vede un po' che è stato scritto 50 anni dopo, quindi con una mentalità più aperta, in cui certe tematiche sono state affrontate e digerite; dopotutto Martin Luther King e J.F.K. sono solo di qualche tempo dopo e loro hanno vissuto lotte molto aspre. Nel libro invece i contrasti sono abbastanza smorzati, come se fossero solo abbozzati. In definitiva il libro è un giallo in cui questo ragazzino cerca di far rivenire alla luce un misterioso caso capitato anni prima, mettendo insieme un tassello alla volta, per poi risolversi nel crescendo finale. Anche per il linguaggio mi sarei aspettato qualcosa di molto più colorito e trasgressivo, ed invece sembrava quasi scritto da un collegiale, bene da un certo punto di vista perché le esagerazioni fuori luogo, tipiche del carattere americano, non le sopporto, ma forse la storia non sarebbe stata male se scritta con toni più duri, da noir.

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    Fiamma

    17/10/2011 09:40:59

    Ho comprato questo libro perchè ero in cerca di qualche romanzo ambientato negli anni '50 in America...ma non avevo proprio idea di chi fosse lo scrittore!! Mi è piaciuto, non è certo un "gran libro", ma non è mica male, anzi! Anche se avrei preferito più riferimenti a quegli anni! Comunque, l'ho trovato molto piacevole e soprattutto semplice e scorrevole, tanto che l'ho finito in soli 2 giorni!! :)

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    max

    19/04/2011 23:36:44

    il miglior libro di lansdale,i personaggi sono descritti in maniera eccellente e la storia ha una fluidita' rara a trovarsi. finale capolavoro

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    Gianluca T.

    27/03/2011 11:56:00

    Niente male l'incipit e le ultime pagine. Nel mezzo, invece, la storia si trascina stancamente, con poche impennate. I dialoghi tra i personaggi sono spesso noiosi e insignificanti. Scontatissima la morte di alcuni personaggi (tranne una, che in effetti nel finale si rivela toccante e a quel punto inaspettata).La scrittura è davvero sciatta: non so se dipenda solo dalla traduzione, come sostengono alcuni, o se invece sia un vizio originario. L'impressione complessiva è di un tentativo ambizioso, sulla scia di "Ricordo di un'estate" di King, ma in gran parte non riuscito. Deludente, mi aspettavo di più da questo scrittore. Rimandato.

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    Elanhyer

    08/02/2011 14:09:20

    Non mi è piaciuto per nulla. Un libro insignificante che trasmette poco. Personaggi che si dimenticano subito dopo aver chiuso il libro. Trama scadente, pessima ambientazione. Mi dispiace di aver perso il tempo a leggerlo. Pienamente sconsigliato.

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    rosita

    09/10/2010 11:40:14

    Bellissimo libro di Lansdale, il primo che ho letto e che non dimenticherò mai.

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    nini11

    07/09/2010 20:33:21

    Ma tradotto da cani

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    nini11

    03/09/2010 23:46:21

    Ho fatto una gran fatica a finirlo: il costrutto narrativo non era un granchè, (Lansdale ha scritto di meglio ), la satoria di relativo interesse, ma il peggio di questo libro è la traduzione: orrenda, la peggiore che abbia mai "visto"!

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    renato

    30/08/2010 13:04:28

    Un gran libro di genere. non mi divertivo così a leggere da un bel pò!

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    chiskyw

    07/02/2010 14:04:57

    AMO i libri che trattano l'America degli anni '50, che raccontano dal punto di vista ingenuo e sognatore di un ragazzino che si muove in un mondo tutto da esplorare, i misteri irrisolti che risalgono ad anni precedenti, le storie che mi tengono inchiodata alle pagine e mi fanno sobbalzare a ogni minimo scricchiolio attorno a me. E "La sottile linea scura" è tutto questo. Splendido.

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    kine

    04/02/2010 21:32:36

    Il più bel libro di Joe, senza nessuna ombra di dubbio. E'stato il libro più bello che ho letto in quell'anno. (scrivo ora il commento ma letto qualche anno fa). Poesia pura. Molto diverso dal Lansdale che siamo abituati a leggere

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    antorizz

    14/01/2010 17:15:37

    Diciamo innanzitutto che non è il solito Lansdale che ritroviamo fra queste pagine anche se le sue tematiche ci sono tutte, ma quello che cambia sono gli occhi attraverso cui tutto ci viene svelato e sono gli occhi di un bambino che pian piano sta crescendo e pian piano inizia non tanto a capire cosa sia la vita e la morte bensì, il mondo dei grandi nel bene e sopratutto nel male.

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    gizzy

    10/11/2009 11:21:09

    Premessa: sono un grande fan di Lansdale. Ciononostante debbo ammettere che questa non è una delle sue più brillanti prove, anzi! Il tema della giovinezza e del Texas (onnipresente)son già stati ampiamente sfruttati ne "In fondo alla palude" . Concordo sul fatto che non si tratti di nè di un giallo nè di un "gialletto". La perdita dell'innocenza è senz'altro il protagonista principale...peccato che fino a pagina 200 il libro non decolli. Il primo tratto del libro è piuttosto lento e il vero Lansdale si fa apprezzare solo nel finale. Diciamo che: capita anche nelle migliori famiglie!

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    Gizzy

    09/11/2009 10:51:19

    Premessa: sono un grande fan di Lansdale. Ciononostante debbo ammettere che questa non è una delle sue più brillanti prove, anzi! Il tema della giovinezza e del Texas (onnipresente)son già stati ampiamente sfruttati ne "In fondo alla palude" . Concordo sul fatto che non si tratti di nè di un giallo nè di un "gialletto". La perdita dell'innocenza è senz'altro il protagonista principale...peccato che fino a pagina 200 il libro non decolli. Il primo tratto del libro è piuttosto lento e il vero Lansdale si fa apprezzare solo nel finale. Diciamo che: capita anche nelle migliori famiglie!

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    Pino Chisari

    02/11/2009 08:02:57

    Lansdale è un grande. Se volete capire l'America, dovete leggere i suoi libri, andare a braccetto con i suoi personaggi, vivere le sue ossessioni. Lasciandosi cullare dalla sua voce.

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    KINE

    25/08/2009 11:32:37

    Scritto divinamente, è veramente un talento immenso

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    alex

    24/08/2009 11:57:37

    Ma che bello! Il classico romanzo che ti porta ad affezzionarti ai personaggi, dal quale non ti staccheresti più per vedere come vanno a finire le cose. Nel finale mi sono anche commossa. Consigliatissimo!

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    Sara

    21/07/2009 17:34:13

    oh insomma, piantatela di definirlo "gialletto", "giallo", "giallo non riuscito"... secondo me questo libro non vuole essere un giallo, non parte come tale e non finisce come tale, è semplicemente una STORIA! una storia di ragazzi, di odio, di amore, di conflitti razziali, una storia scritta benissimo, che nonostante sia effettivamente "fanciullesca" è comunque gradevole da leggere. E' vero che non ti innesca la voglia di finirlo tutto e subito, ma in fondo non è un thriller. Sarà che essendo il mio primo libro di Lansdale ho apprezzato innanzitutto la sua grande capacità narrativa, ma.. che vi devo dire, a me è piaciuto!

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    sergiob

    06/06/2009 18:10:16

    concordo con chi lo ha definito un gialletto.......

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    erika

    14/04/2009 09:57:02

    forse il libro più bello che io abbia mai letto, e che non mi stancherò mai di rileggere

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    Ricki

    01/04/2009 16:04:53

    uno dei più bei libri che io abbia mai letto... joe Lansdale è un grandissimo

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    Luca Conti

    20/03/2009 23:05:53

    Negli Stati Uniti, a quei tempi, già esisteva il telefono azzurro, anche se ovviamente non si chiamava così. Ma, a suo tempo, fu una scelta di traduzione concordata con l'editore italiano, per non appesantire il testo con una nota a piè di pagina che indicasse l'equivalente italiano della "hotline" per bambini e adolescenti di cui parlava Lansdale nel libro. Tutto qui.

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    irene

    07/02/2009 10:05:29

    All'inizio non gli ho dato molta fiducia... Ma solo dopo poche pagine i suoi intrighi ti rapiscono!!! Lo consiglio a tutti! Un libro che non può essere ignorato!

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    Simone

    14/01/2009 09:53:37

    Poche storie: il libro è davvero bello. Se qualcuno considera il razzismo, le violenze private, le manie a sfondo religioso come delle banalità, il problema è solo suo. Lansdale ci parla di tutto questo attraverso le parole di un ragazzino del 1958, in un Texas orientale che si barcamena fra il passato e il futuro. Non regge la critica che la trama gialla è debole, perché questo non è un romanzo di Agatha Christie. L'amicizia fra il ragazzo e Buster, la storia drammatica dell'amichetto Richard, perfino le botte che il padre del protagonista rifila a chiunque dia fastidio alla sua famiglia, restano impressi a lungo. Non so se è il miglior Lansdale, ma a me va bene così.

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    Mario69

    22/12/2008 21:21:49

    Bello. Un romanzo sulla crescita e sulla perdita dell'innocenza, scritto con uno stile che si adatta a lettori anche giovani, ma con contenuti validi per lettori di tutte le età. Ricorda in qualche modo lo "Stand by me" di King, magari meno intenso. Per il lettore che, giustamente, segnala la strana presenza del "telefono azzurro", penso che sia un errore dovuto ad una traduzione approssimativa...

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  • Joe R. Lansdale Cover

    Scrittore statunitense. Versatile e prolifico, si è cimentato in avvincenti trame di genere (western, noir, thriller, fantascienza), rinnovandole con uno spiccato gusto pulp nella scelta di elementi grotteschi e di un linguaggio triviale e irriverente. La sua vena migliore si esprime nella capacità di penetrare l’atmosfera del profondo Sud, in violenti chiaroscuri che esaltano l’amicizia, l’amore, il sesso e denunciano le discriminazioni razziali, la malvagità e la stupidità. Atto d’amore (Act of Love, 1980), La notte del drive-in (The Drive-In, 1988, primo di una serie horror), Il mambo degli orsi (Two-Bear Mambo, 1994), In fondo alla palude (The Bottoms, 2000), La sottile linea scura (A Fine Dark Line, 2002), Tramonto e polvere (Sunset... Approfondisci
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