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Benedetta Cibrario

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2010
Pagine: 254 p. , Brossura
  • EAN: 9788807018008

Recensioni dei clienti

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    simona

    31/03/2016 17.12.51

    Cibrario con un'eleganza discreta, annoda per tutta la trama fili sottili, per poi scioglierli con maestria e dolcezza attraverso gli occhi del vecchio Griot. Un romanzo lieve e penetrante, come l'odore della neve.

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    cristina

    12/11/2012 09.06.11

    Bello soltanto il titolo, preso da una poesia di Dylan Thomas. Nel romanzo a mio parere pesano due grossi errori di fondo, abbastanza "gravi" per chi scrive di fiction: 1. narrare le vicende da diversi punti di vista ma facendolo senza continuità e logica (servendosi dei personaggi all'occorrenza, quando fa comodo per sbrogliare i nodi o per allungare un po' il brodo); 2. mettere in scena ben due eventi funesti da indagine investigativa e giudiziaria (ad un certo punto il libro sembra prendere una trama gialla) per poi lasciarli senza soluzione, anzi addirittura risolvendo banalmente uno dei due casi con una sorta di autoconfessione nelle pagine finali (ad opera dell'ennesima voce narrante di comodo!). E dire che inizialmente il romanzo mi sembrava riprendere un po' le atmosfere di "La solitudine dei numeri primi" e addirittura quelle sublimi di "XY". Invece è solo... neve, tanta neve che alla fine stufa; personaggi abbozzati e tanta ripetitività. Peccato per il personaggio di Violaine che poteva essere la protagonista assoluta della trama ma solo con un maggior approfondimento sul personaggio. Mi unisco alla domanda di qualche lettrice che si chiede giustamente: ma cosa voleva fare la bambina alla fine?

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    enza

    19/10/2011 18.23.55

    Libro decisamente bello ed avvicente.Grandissima capacità di far vivere tutti i personaggi nelle loro intime emozioni.

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    xyzeta

    21/09/2011 11.40.01

    Mi piace molto lo stile della Cibrario e in questo romanzo mi è piaciuto molto il suo alternare l'io narrante in modo che il lettore entri dentro la storia che fa disgraziatamente incontrare diversi nuclei familiari dandoci così la vesione personale dei fatti come è vista e sentita dai diversi personaggi. Proprio un bel romanzo su drammi familiari di tutti i giorni.

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    giorgia

    16/04/2011 22.15.48

    Molto bello, ben scritto, drammatico ma non triste, anzi è un libro che offre speranza, anche nelle situazioni più tragiche. Molto coinvolgente.

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    Sabrina

    18/03/2011 16.47.30

    Nostalgico e molto bello, consigliato ! A partire dalla bella copertina!

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    Sofia

    23/01/2011 13.01.04

    Anche se in contro tendenza, non mi è piaciuto molto. Ho trovato la trama senza consistenza e lo stile dispersivo. Ha lasciato in sospeso i nodi senza scioglierne nessuno, intrecciando i destini dei protagonisti senza una reale motivazione. Però questo romanzo non manca di sottolineare un'ineluttabile verità: viviamo tutti sotto cieli noncuranti.

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    Fiorellino

    03/01/2011 14.22.20

    con il suo stile scorevole ed incalzante l'autrice ti abbraccia. Ed è bello farsi cullare da una dolcissima malinconia.

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    Bianca

    11/11/2010 18.20.36

    Molto bello, ben scritto, con incursioni sulle debolezze umane descrivendo sentimenti e sensibilità che fanno parte, in particolari momenti, del percorso umano di ognuno.Anche questo libro l'ho trovato ottimo rispetto a tanti altri molto osannati ma dallo scarso contenuto e dalla prosa inconsistente.Non assegno il voto massimo perchè il finale è omesso e resta tutto un po' sospeso come se dovesse esserci un seguito.

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    alice

    24/10/2010 13.26.58

    L'ho trovato insieme tenero e drammatico... molto bello!!Lo consiglio a chi vuole sperimentare una "lettura invernale" un po' diversa dal solito

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    stefania67

    12/10/2010 10.26.52

    Ho finito ieri sera la lettura del libro e mi è piaciuto tantissimo; sopratutto il finale mi ha lasciato senza parole, non è il classico "lieto fine", ma qualcosa che fa riflettere, che mi farà ricordare per sempre questo romanzo... Complimenti all'autrice!

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    valeria

    27/07/2010 19.38.47

    Delicato e intenso al medesimo tempo. L'ho amato. Fin dalle prime righe. La tragedia c'è, è vero, ma senza clamori, senza forzature, senza il desiderio di "strafare". Lo sguardo delle bimbe, la forza della semplicità dei genitori di Violaine, la montagna, persino il cane: tutto è lieve, ma lascia il segno. E la trama non importa più, contano solo loro, i personaggi che polpolano questo piccolo gioiello di libro.

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    Maria Luisa

    18/07/2010 23.18.07

    Anche questo libro come giá precedentemente "Rossovermiglio" incatena il lettore grazie ad uno stile scorrevole, ad un intreccio di vicende e di personaggi ben riuscito.E'un romanzo giallo pieno di sensibilitá. Bravissima Benedetta, va avanti cosí!

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    federica

    04/07/2010 19.09.44

    A me è piaciuto, direi che l'autrice ha azzeccato anche questo secondo romanzo. Non ho però capito cosa volesse fare la bambina nelle ulitme pagine del romanzo....qualcuno mi aiuta?

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    Daniela Domenici

    26/06/2010 08.20.51

    “Le cose spaiate si devono appaiare. Le cose rotte si devono aggiustare. E quelle che fanno soffrire si devono curare. Si fa così. Io questo lo so”: queste frasi riportate sulla quarta di copertina e tratte dal capitolo finale del libro sono una sintesi perfetta delle tematiche di questa storia che, come prima caratterizzazione, definirei “corale”. L’autrice riesce a seguire le vicende di due nuclei familiari che vengono travolti da un evento traumatico mortale dando voce a tutti i protagonisti senza mai far perdere il filo, riuscendo a utilizzare lo “stream of consciousness” di Joyciana memoria con un’abilità magica e perfetta: ogni personaggio si esprime in un suo modo caratteristico, è subito riconoscibile, specialmente le tre bambine, Matilde, Caterina e Beatrice, e Irene, la mamma di Francesco (i capitoli più belli secondo il nostro modesto parere); a questi flussi di coscienza l’autrice alterna momenti di dialoghi che fanno da “link”, da collegamento, alle varie storie. L’altra caratterizzazione sono le stupende e minuziose descrizioni geografiche dei luoghi in cui si svolgono le vicende, la città di Torino e alcuni ambienti montani della Val di Susa, che la Cibrario, di origine fiorentina ma da anni residente a Torino, mostra di conoscere perfettamente ma, soprattutto, di amare visceralmente; permetteteci un accostamento che forse vi sembrerà azzardato, quello con la Barcellona di cui Zafon ci fa percepire ogni angolo, ogni profumo, ogni suono. Terza e ultima caratterizzazione di questa seconda opera della Cibrario l’accurata analisi psicologica di ogni personaggio coinvolto nella storia che dimostra una preparazione dell’autrice in questo campo e che emerge chiaramente dalle parole con cui si esprimono i vari protagonisti, bambini e adulti.

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    Tiz

    04/06/2010 11.56.28

    A me è piaciuto, ma ho due obbiezioni: la prima è che l'autrice ha omesso (forse volutamente?) di sondare quel dolore autentico dato dalla perdita di una persona importante (due, in questo caso...) che dovrebbe portare il lettore a sentire il dolore, a provarlo in qualche modo e ad affezionarsi ai personaggi che ne soffrono. L'altra, che il "mistero" della tragica fine del bambino poteva essere un vero mistero e invece è un po' scontato.

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    stefania

    27/05/2010 20.26.11

    belle e poetiche alcune immagini. la trama manca di consistenza. Il dolore è diffuso e incombe come un cielo nuvoloso su tutte le storie che si intrecciano nel libro. non aiuta certo ad evadere dall'oppressione di certe giornate....

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    Michela80

    22/05/2010 09.23.48

    Ho finito da poco il libro e devo dire che non mi ha entusiasmato...è scritto bene e si legge velocemente ma concordo con Ricky quando dice che lascia abbastanza "noncuranti"...

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    sabrina

    19/05/2010 18.26.07

    una storia semplice ma coinvolgente, forse mancante di un po' di suspance nel risolvere i casi gialli.comunque un bel romanzo da leggere nei giorni di freddo.

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    Alessandro

    18/05/2010 14.00.01

    Le capacità descrittive e introspettive dell'autrice sono indiscutibili: la narrazione è sempre coinvolgente, si respira l'aria di Torino e delle montagne circostanti in ogni pagina. Sembra di provare su sè stessi le emozioni di ciascun personaggio. La trama tuttavia lascia un po' a desiderare, il giallo è ben presto svelato, il finale manifesta qualche indecisione.

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