Sotto Tiberio - Nick Tosches - copertina

Sotto Tiberio

Nick Tosches

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Traduttore: S. Tettamanti
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 13 settembre 2016
Pagine: 322 p., Brossura
  • EAN: 9788804664192
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Romanzo di scandalosa audacia e bellezza, crudo e lirico, Sotto Tiberio squarcia il tessuto dei vangeli apocrifi e delle loro suggestioni con sconsolata determinazione e ci restituisce un Gesù immaginario e inimmaginabile.

«[Tosches] con Sotto Tiberio punta al bersaglio grosso, la vita di Gesù com’era veramente, narrata come fosse una favola morale. A dimostrazione di come sono gli uomini a creare il loro Dio, e non viceversa, mescolando nel suo racconto i lasciti di una scrupolosa documentazione con certi scoperti stratagemmi (il manoscritto ritrovato), senza curarsi di altro che del senso della sua storia.» - Ranieri Polese, la Lettura del Corriere della Sera

Sotto Tiberio è un'emozionante storia di crimini e inganni che racconta di un uomo chiamato Gesù Cristo. Nei recessi della biblioteca Vaticana viene ritrovato un codice antichissimo, scritto in un latino elegante; narra di un tristissimus hominum, il più tetro fra gli uomini – l'imperatore Tiberio – e di Jesvs, detto Gesù. L'autore che l'ha scritto, nel primo secolo, è Gaio Fulvio Falconio, mandato in esilio da Tiberio nella misera terra di Cesarea. Eppure in quella terra Falconio percepisce subito un'aspettativa diffusa nell'aria, la promessa di una salvezza finale, sancita dal Libro sacro dei Giudei, dopo "un'eternità passata nell'attesa, nel lamento e nel pianto". Tutta una bugia, pensa l'aristocratico romano, ma che potrebbe essere raccolta e rilanciata: con parole nuove, come proprio lui aveva già fatto a Roma con l'imperatore, dando preziosi consigli, scrivendo discorsi costruiti con maestose parole, creando l'illusione di un nuovo dio. Perché non farlo anche qui in Giudea, creare un nuovo profeta e liberarsi di Roma? E per avidità naturalmente, per mungere le nascoste ricchezze di quel deserto. Ed ecco che davanti a lui – tra tutti i malridotti messia possibili, numerosi come mosche – si fa avanti uno strano accattone con gli occhi luminosi. Sono Gesù, dice, "nato dalla sporcizia, figlio del nulla". Insieme faremo miracoli, miracoli per denaro. Romanzo di scandalosa audacia e bellezza, crudo e lirico, Sotto Tiberio squarcia il tessuto dei vangeli apocrifi e delle loro suggestioni con sconsolata determinazione e ci restituisce un Gesù immaginario e inimmaginabile. Ci racconta che, ovunque si trovi speranza, lì ci sarà miseria e che il mondo, con il suo carico di sozzura, di corruzione e ingiustizia, "è l'unico paradiso che mai potremo conoscere". Il Gesù di Nick Tosches, soltanto un uomo.
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    Stefano

    08/03/2019 09:34:14

    Libro scoperto per caso attratto dalla copertina. All'interno è contenuta una storia tanto interessante quanto intrigante: e se Gesù fosse stato solo un "attore", guidato da un abile regista?

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    valevale75

    27/02/2017 08:54:07

    "Questo mondo è l'unico paradiso che mai potremo conoscere": questa sembra essere la morale cinica e disincantata di Gaio Fulvio Falconio, che narra in prima persona la sua avventura con un Gesù che da truffatore si trasforma nel momento della verità in autentico profeta, in un riscatto finale tanto eroico quanto ambiguo e perciò umanamente credibile. Libro che coinvolge e appassiona, realistico e poetico al tempo stesso nonostante l'atmosfera di cupa disillusione.

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    maurizio .mau. codogno

    20/12/2016 18:05:44

    Gaio Fulvio Falconio era il ghostwriter di Tiberio, ma quando le crisi di pazzia dell'imperatore crebbero e Seiano divenne il suo facente funzione cadde in disgrazia e fu esiliato in Palestina. Ma anziché presentarsi al legato di Roma, tale Ponzio Pilato, notando come la popolazione locale stesse aspettando un messia gli venne un'idea. Prese un ladruncolo che però aveva uno sguardo penetrante e gli propose un affare: gli avrebbe scritto i discorsi da pronunciare al popolo per ottenere così tante offerte da tornare entrambi a Roma da nababbi. E così... In questo libro Nick Tosches prende in giro i vangeli e la religione con virtuosismi estremi; dal discorso iniziale con il monsignore della curia vaticana che per caso trova il manoscritto di cui il romanzo sarebbe la traduzione dal latino, alla pomposa prosa iniziale che deve aver fatto impazzire l'ottimo Stefano Tettamanti. I testi evangelici sono in buona parte presenti nel testo, anche se in un ordine un po' strano, ma la loro genesi è del tutto diversa, come potete immaginare. Le avventure del duo e della crescente congrega di discepoli sono sicuramente spigliate; quello che lascia un po' perplessi è come Tosches fa terminare la storia. Non tanto per il tradimento, anche se i traditori non sono chi pensate (o no?) quanto per le aspirazioni messianiche, e per l'anticlimax finale.

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