Sparate sul pianista

David Goodis

Traduttore: F. Salvi
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2003
Pagine: 256 p., Brossura
  • EAN: 9788834709641
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Recensioni dei clienti

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    Massimo

    27/08/2007 13:40:20

    Elegantissima storia d’amore e solitudine in chiave noir. Affascinante l’atmosfera, intrigante la trama, personaggi asciutti, ma splendidamente tracciati. Nulla da dire, se non che il lettore si trova di fronte ad un gran bel lavoro da assaporare e godersi con rara intensità.

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    Lorenzo Berti

    22/03/2007 11:53:28

    Che bel libro! Hard-Boiled (più Noir che Hard-Boiled, forse) più una spruzzata di Camus, e magari si spiega anche la fortuna francese, da Truffaut in giù. Appassiona anche e soprattutto per lo stile, una sorta di monologo interiore alleggerito e avvincente, inframezzato a una narrazione tradizionale, gelida senza esserlo, parca e misurata, col suo aprirsi e chiudersi su personaggi secondari, nel filone secondario della storia, forse ancor più intrigante. Tutto sembra perfetto, con al centro Eddie, perfettamente ritratto e "reso" come musicista - e astrazioni conseguenti, di cui certo saprà chiunque si trovi ad avere un qualche (buon) rapporto con la musica. Peccato sia un autore quasi dimenticato, anche e soprattutto in patria. Tra i vari Spillane, Hammett, Woolrich, Thompson, Willeford, Cain, Leonard (a crescere - tenendo presente che Ellroy è di un altro pianeta), Goodis si situa senz'altro ai piani più alti.

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    APO

    01/03/2004 20:48:36

    Cupo. A tratti angosciante. Sicuramente un libro da non perdere. Dopo averlo letto riesce difficile credere che l'autore sia totalmente dimenticato in patria. Il suo nome non compare nemmeno nell' "Encyclopedia of Mystery and Detection" di Steinbrunner e Penzler. A Filadelfia nell'enorme biblioteca "Philadelphia Free Library" non esiste nemmeno una sua scheda. Speriamo di vedere presto le altre sue opere pubblicate in italiano.

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    Latinese

    15/10/2003 17:34:28

    Questo giallone hard-boiled merita considerazione soprattutto per l'ossessione della ripetizione che lo muove e lo struttura. Eddie il pianista, il protagonista e narratore, è condannato a ripetere tutto. Smette di suonare il pianoforte e deve tornare a suonare il pianoforte, ma non più come prestigioso concertista, quanto da strimpellatore honky-tonk in un bar per alcolizzati. Due donne che ama muoiono per colpa sua, per la sua incapacità di dire e fare la cosa giusta al momento giusto, per la sua ansia di dimostrarsi un vero uomo. Deve tornare nella casa della sua infanzia miserabile e sbattere di nuovo il muso sul fallimento della propria famiglia. Deve tornare a usare i pugni quando proprio non ne ha alcuna voglia. E alla fine della vicenda, scatenata dal ritorno dei suoi fratelli malavitosi di mezza tacca nella sua vita, si ritrova esattamente nella situazione della partenza. E' un vero e proprio tormento di Sisifo, un incubo cupo e tremendamente concreto. Gran romanzo, peccato che la traduzione qua e là cigoli un po'... a Salvi dovrebbero dire che il Thompson è un mitra, non una pistola, quindi i fratelli Lynn non brandicono *le* Thompson, ma *i* Thompson. Inoltre, perché mai Fofi nella postfazione chiama il proprietario della bettola "l'Orso" invece che Lo Stritolatore, com'è nel romanzo? Piccoli misteri dell'editoria!

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