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Editore: Einaudi
Collana: Saggi
Anno edizione: 1990
Pagine: X-251 p., ill.
  • EAN: 9788806118198

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Lotta fra i sessi, vita erotica, questione sessuale, misoginia, superomismo e culto della mascolinità: Nike Wagner mette a fuoco, in questo suo articolato saggio, alcuni concetti-chiave ampiamente dibattuti nella Vienna fin de siecle, offrendoci un ampio spaccato di storia della cultura, della mentalità, del gusto e dei costumi. L'autrice muove dalla constatazione che alla fine dell'Ottocento l'erotismo e la sessualità in quanto "malattie della civiltà" si trovano al centro di accese dispute in ambienti governativi, giuridici, medici, artistici e letterari. tali dispute vengono analizzate seguendo il proliferare delle teorie intese a venire a capo di una tematica per molti ancora da definire: la terminologia biologica si mescolava infatti a quella flosofica, il gergo medico a quello psicologico, l'espressione poetica a quella scientifica. la misoghinia, intesa non tanto come odio verso la sindìgola donna, quanto come odio verso l'elemento femminile della civiltà, faceva parte insieme al suo esatto contrario, ossia l'idolatria della donna, dall'habitus mentale degli intellettuali europei intorno alla fine del secolo.In questa vivisezione dell'"enigma donna" fa da contrappunto alla stigmatizzazione della "femme fatale" e della donna vampiro, l'dealizzazione della "femme fragile", della donna bambina ( le delicate figure descritte da Altemberg e da Schnitzler). E proprio l'opera di Gustav Klimt, il grande pittore erotico dell'epoca, si addensa intorno alla donna vista in tutte le possibili espressioni del femminismo: creatura eterea, femmina dalo sorriso beffardo, vecchia avvizzita, madre sorridente e mitica femme fatale. Questo tipo di donna, intrisa di carnalità e di piacere, minacciosa presenza per l'uomo, ha il suo polo opposto nelle figure eteree e angelicate che lo proteggono dal tormento del desiderio, attraendolo verso l'essere spirituale, e di esse abbonda la letteratura fin de siecle, da Maeterlinck a Hofmannsthal, a Rilke ad Altemberg.