Splendi più che puoi

Sara Rattaro

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 31 marzo 2016
Pagine: 222 p., Rilegato
  • EAN: 9788811689270
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Descrizione
L'amore non chiede il permesso. Arriva all'improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfette. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d'umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all'inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l'altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l'uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.

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Recensioni dei clienti

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    camilla

    22/09/2018 16:49:25

    Si chiama dolore, ha mille abiti ma un solo odore. Si chiama femminicidio, e significa che ti uccidono perché sei donna. Non so se è il nome più corretto e nemmeno se un nome fosse davvero necessario per identificare un fenomeno che esiste da sempre. Quello che so è che, come tutte le cose che un nome lo possiedono, esiste, ha delle origini, una cultura, delle motivazioni, troppe vittime ma quasi mai una vera giustizia. L’unica cosa che devi fare è quella di portare in salvo la tua vita senza sentirti in colpa. Hai diritto di essere trattata con rispetto...

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    sara

    20/09/2018 20:07:41

    "L’unica cosa davvero importante è ricordarsi di splendere. Anche se il mondo, a volte, te lo impedisce, tu splendi. Splendi più che puoi": già dal titolo si preannuncia una storia toccante e intensa, che trasmette un insegnamento valido anche per il lettore (molto spesso è una lettrice perché romanzi di questo genere, visti come "sentimentalisti", son relegati al pubblico femminile nonostante a mio avviso siano adatti e riflessivi anche agli uomini) ovvero che non bisogna mai arrendersi al dolore o alle difficoltà nonostante sembra che prendano il sopravvento ma bisogna sempre ricordarsi che si può tornare a essere se stessi, rincorrendo i propri sogni e vivendo a pieno ogni giorno, anche dopo aver vissuto un periodo di tormento, intenso o piccolo che sia. E un incubo si può definire quello narrato in prima persona da Emma, vittima per anni delle violenze di un marito che all'inizio sembrava perfetto e amorevole ma che col tempo è diventato sempre più oppressivo finché la donna non decide con difficoltà di liberarsi da questi soprusi per riuscire a vivere una vita migliore sia lei sia la figlia avuta col marito. Il tema trattato è purtroppo di stringente attualità negli ultimi anni ma il modo in cui la scrittrice narra la vicenda è molto coinvolgente e fa appassionare alla trama chi sta leggendo che, secondo la mia esperienza, divora il libro velocemente appassionato da stile e eventi trattati. Anche vedendo le recensioni presenti sul sito che valutano il libro da "nella media" in su, da amante dei libri di Sara Rattaro non posso che dire che le mie aspettative siano state soddisfatte in pieno perché sono stata colpita da questo testo, inserito subito tra i miei libri preferiti, consigliabile a chi vuole leggere qualcosa che lo appassioni in merito a tematiche odierne e riguardante una vicenda ricca di particolare e intrigante.

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    Ester

    20/09/2018 15:02:31

    La storia di una donna che subisce violenza come purtroppo oggi tante. la sua lotta per riprendersi la propria vita e quella della figlia. Lo consiglio vivamente come tutti gli altri libri dell'autrice.

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    carolina

    19/09/2018 10:28:07

    Ispirato al delicato tema della violenza sulle donne, "Splendi più che puoi" è la storia di un complesso percorso di emancipazione fisica e psicologica dagli abusi commessi quotidianamente da un marito senza scrupoli, insensibile e paranoico. Così, tra le ferite che lacerano il corpo e quelle che provano lo spirito, Emma, la protagonista, dovrà prima studiare attentamente i comportamenti del marito per prevederne ogni possibile mossa e, poi, mettere a punto un vero e proprio piano in fuga per portare in salvo la propria vita e quella di sua figlia di quattro anni. A questo punto, insieme alla battaglia legale volta ad ottenere l'affido esclusivo della piccola, inizia la dura lotta interiore affrontata dalla donna per riconciliarsi con se stessa e tornare ad una vita il più possibile "normale". Prezioso, in questo lungo processo, si rivelerà il contatto con altre donne segnate dallo stesso dramma, tutte, come Emma, al capolinea di storie diventate impossibili. Solo così, un po' per volta, la donna riacquisterà la necessaria fiducia in se stessa e nel proprio valore, tornando con forza a vivere il lavoro e gli affetti più cari. Nonostante il difficile tema trattato, la narrazione non presenta mai toni cupi o eccessivamente drammatici, prediligendo di gran lunga la visuale introspettivo-psicologica alla descrizione delle violenze, senza rinunciare, per questo, ad un profondo, impeccabile realismo. Da segnalare di certo il pregio di uno stile semplice ed efficace per raccontare una verità complessa, come quella della violenza, dai mille nomi ma spesso senza voce.

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    patrizia b.

    12/02/2017 14:53:13

    Ho visto una sola recensione firmata da un uomo e perché l'ha letto obbligato dalla moglie, salvo poi dare un "eccellente". E' proprio così un libro per sole donne? Premetto che non amo particolarmente i libri che raccontano in prima persona, ma forse qui era indispensabile. Non posso parlarne se non per dire che sta nella media dei libri che si leggono volentieri, anche se la storia sembra un po' impossibile nel complesso (esclusi i maltrattamenti del marito). Schifosa la famiglia di lui, eccessivamente pavida quella di lei. La ciliegina sulla torta sono l'attesa di dieci anni per ottenere il divorizio da un marito pazzo ed il carabiniere che la aspetta per tutto quel tempo senza mai farsi vivo nel frattempo.

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    Marta80

    14/01/2017 21:00:51

    Storia molto toccante, che affronta un tema purtroppo di scottante attualità, ma ambientato negli anni novanta, quando forse parlarne era ancora più difficile. L'autrice è brava nel descrivere gli stati d'animo e i meccanismi che scattano nella mente di chi subisce violenza e che impediscono di ribellarsi. Ne consiglio la lettura.

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    Elena

    10/11/2016 12:03:14

    Viste le recensioni tutte positive mi aspettavo qualcosa di più da questo libro, che sicuramente è buono e suscita emozioni però è visto troppo con le lenti rosa, soprattutto nel finale dove l'autrice è decisamente troppo ottimista. Addirittura il carabiniere innamorato ... mi sembra eccessivo. Nella prima parte mi ha fatto rabbia l'incapacità della protagonista di opporsi alle vessazioni del marito, e il fatto che un libro susciti un'emozione è già di per sé un fatto positivo. Come ripeto però il finale non mi è piaciuto perché è vero che si tratta di un'opera di fantasia però nella realtà è molto difficile che queste situazioni si risolvano così facilmente come invece la Rattaro vuole far credere. Voto medio.

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    lorena

    29/08/2016 10:23:34

    Meraviglioso!!! Sara Rattaro anche questa volta fa centro con questo strepitoso romanzo. L'unico neo, che però non modifica il mio voto, è che è troppo breve...non lo avrei voluto finire mai. Alcune parti mettono i brividi e ti fanno bruciare gli occhi da lacrime amare.

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    Antonella

    07/08/2016 14:55:57

    Per chi conosce Sara Rattaro, ogni libro è una garanzia per la capacità descrittiva e di coinvolgere il lettore anche affrontando argomenti importanti ed attualissimi. Ogni suo libro non termina con l'ultima pagina, perché lascia nel lettore spunti di riflessione che rimangono nel tempo e che aiutano a comprendere, da prospettive diverse, sentimenti e stati d'animo che non sempre si è in grado di cogliere quando non si è coinvolti in prima persona.

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    Sara

    18/07/2016 10:06:11

    Avevo paura di leggere questo libro. Temevo fosse un mattone alla Gamberale, e mi son dovuta ricredere dopo le prime righe. Bello, molto coinvolgente, l ho letto tutto in una volta, non riuscivo a staccarmi. Roba che ho pranzato davanti al frigo, con il libro in mano, xchè non volevo interrompere la lettura. La cosa che mi è piaciuta di più, è che è strutturato in un modo, che a mio parere non fa emettere giudizi, bensì comprensione. Mi spiego meglio. tante volte, quando sentiamo storie di violenza domestica ci diciamo: ma come ha fatto a nn svegliarsi prima? Ecco, in questo romanzo della Rattaro viene spiegato il perchè. Perchè s instaura un rapporto di dipendenza patologica, xchè ci si vergogna, xke esistono donne che mettono un uomo prima di loro etc etc. l unico aspetto negativo di questo romanzo è il finale un po' alla Harmony, quello me lo sarei risparmiato, ma se ragiono con la testa della protagonista , effettivamente era un epilogo possibile. Consigliato.

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    Simona

    08/07/2016 10:38:54

    Bello. un pugno allo stomaco ma dolorosamente vero. Certo, non un libro da spiaggia...

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    maria

    26/06/2016 22:46:48

    Libro molto bello ,scritto bene a tratti molto intenso e commovente merita di essere letto l'ho trovato bellissimo dalla prima pagina all'ultima bello bello bello.

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    Rory

    31/05/2016 10:11:21

    Il segreto di questa autrice non sta nella prosa particolarmente rarefatta o elegante (prosa scorrevole e di buon ritmo, ma non superiore, di per sè, a molte altre). Non sta neanche nell'architettura della trama, quasi mai a effetto sorpresa, bensì nella scelta degli argomenti (sempre eccellente) e in quel non so che per il quale, se inizi a leggere uno dei suoi romanzi, non lo lasci più. Bravissima.

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    paola

    29/05/2016 11:03:53

    molto bello, anche se triste, molto profondo e intenso

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    tania

    23/05/2016 12:02:17

    Bellissimo. Una volta iniziato è difficile staccarsi. Unica nota negativa il fatto che è troppo breve e che si capiscono i sentimenti della protagonista solo in maniera superficiale?.altre 200 pagine e sarebbe stato perfetto.

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    susanna

    17/05/2016 14:19:20

    Argomento difficile. scritto con una maestria che poche hanno. letto in una serata, non riuscivo a smettere. complimenti alla scrittrice

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    Giuseppe Magnone

    17/05/2016 13:20:23

    Sara Rattaro raccoglie l'invito di una donna, moglie e mamma, una delle tante che subiscono violenza fisica e morale dai propri compagni. Questa donna ha avuto la forza e il coraggio di dire basta e affida all'autrice le sue confessioni, le prove inconfutabili delle violenze subite. La Rattaro ascolta, medita, matura ed elabora un progetto: crearne una storia. Nasce così un capolavoro, un romanzo stupendo, per contenuti, stile di scrittura, composizione e narrazione. Nasce Emma, una delle tante, una donna che grazie alla sua forza riesce a mettere in salvo la sua vita e quella della sua bambina. Un libro dal quale il lettore viene coinvolto completamente, nelle atmosfere tese delle crude scene di violenza, nella paura di Emma, nella sua tenacia e forza a mettere fine ad una spietata crudeltà. "sono Emma. Faccio la designer e mio marito mi ha segregato e picchiato per cinque anni perché e' malato di mente." "sono Emma. Faccio la designer e mio marito mi ha segregato e picchiato per cinque anni perché e' un povero stronzo, e non c'è stato un giorno in cui io non abbia pensato alla morte. Ora sono qui, e anche se sembra strano dirlo, sono contenta." Non solo ne consiglio la lettura ma spero nel profondo del mio cuore che questa testimonianza contribuisca in qualche modo alla causa delle moltissime donne abusate, malmenate e violentate dai propri compagni. Giuseppe Magnone

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    nora

    26/04/2016 18:43:35

    L'autrice ancora una volta non ci parla della Casa del Mulino Bianco dove tutti vissero felici e contenti, ma affronta la violenza sulle donne, un tema spinoso, delicato, una scatola cinese che racchiude tanti aspetti che si incastrano l'uno dentro l'altro. Difficile da raccontare l'amore quando non è miele ma solo aceto. La protagonista Emma parla in prima persona e ripercorre la propria vita da quando, con l'incoscienza di un'acerba giovinezza, si lega ad un uomo molto più grande di lei. Legame che finisce dieci anni dopo, quando la passionale Emma incontra Marco, un uomo apparentemente perfetto, ma che nasconde il buio dentro di sé. Emma è troppo innamorata per accorgersi dei segnali precoci di un amore malato, lo sposerà, vivrà con lui, avrà anche una figlia. Ma nulla sarà mai normale nella sua vita. Come un copione già scritto migliaia di volte la protagonista scuserà i primi segni di violenza, poi li accetterà, farà sua la vergogna dell'altro, arriverà fino al limite del proprio annientamento fisico e morale. Ma Emma non è una stella spenta, ricomincia a pulsare nel momento esatto in cui, sola, decide scientemente di porre fine al suo inferno. Il male non l'ha distrutta, le restano la sua grande intelligenza, la caparbietà, la volontà e il coraggio. E li saprà usare molto bene. Un libro che si legge tutto d'un fiato, una cronaca precisa e puntuale, che non giudica, lascia al lettore trarre la propria morale. Il finale certo non è una vittoria completa, ma un piccolo germoglio tenace, che spunta, che ha diritto alla sua vita al sole, senza che nessuno glielo oscuri.

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    Sissi

    18/04/2016 08:42:28

    Letto in una serata. Quando è terminato non mi sono nemmeno resa conto del tempo trascorso. Argomento tosto, duro e attuale ma impossibile smettere di leggere. Lo consiglio perché fa riflettere. Sissi

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    Mario

    17/04/2016 19:48:47

    Obbligato a leggerlo perché mia moglie ha insistito così tanto che ho dovuto. Ma sono rimasto incollato alle pagine senza rendermene conto. Una scrittura fluida e avvolgente. Ho capito molte cose! Grazie all'autrice

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Esiste un solo modo per comprendere l’amore: fare un accurato elenco di tutti i suoi dettagli” (p. 36)

Emma, figlia un po’ ribelle di una famiglia come molte, poco più che ventenne, si innamora di un uomo molto più grande di lei, Tommaso. Contro il volere dei suoi genitori si trasferisce da lui e vive per dieci anni una bellissima storia d’amore, che però termina all’improvviso con la dipartita di lui da casa, senza molte spiegazioni. Emma è ormai una donna forte, aveva lasciato gli studi per Tommaso, ma ora ha un lavoro stabile da designer e ha una propria posizione sociale. Così inizia di nuovo ad uscire, frequentare locali e nuove persone e conosce Marco, un uomo che la travolge talmente tanto da decidere in pochi mesi di rapporto di sposarlo in gran segreto e comunicarlo a tutti ormai a cose fatte.

L’amore scopre il meglio di noi: la voglia di andare avanti, il coraggio delle nostre azioni, il desiderio di continuare a sperare” (p. 169)

All’inizio Marco sembra essere la persona perfetta: gentile, premuroso, solare e  sa comprendere Emma in tutto e per tutto, anche se entrambe le famiglie sono visibilmente preoccupate dal fatto che queste due persone si conoscano così poco e abbiano deciso di passare il resto della loro vita insieme. Durante il viaggio di nozze, fortemente voluto da Emma, muore all’improvviso il padre di Marco, che per la prima volta infierisce fisicamente su Emma, prendendosela con lei dell’accaduto. Emma non racconta a nessuno della violenza subita e giustifica l’azione di Marco, che nei giorni seguenti intensifica le aggressioni, come un momento passeggero dovuto al lutto. Ma non è così! Da qui inizia il calvario di Emma, che durerà per molti anni, portandola ad allontanarsi da tutto e tutti, a perdere il lavoro, ad essere schiava e malmenata in casa sua. Tutto per proteggere sua figlia! Emma infatti diventa mamma di Martina, sperando che almeno lei riesca a compiere il miracolo su suo padre Marco; ma dovrà ricredersi poiché Martina si trasformerà in strumento di ricatto verso il suo silenzio. Troverà Emma la forza di reagire? E a quale prezzo?

Le persone che ti fanno male non calpestano la tua dignità, buttano via la loro” (p. 94)

Sara Rattaro continua sulla scia di Niente è come te e ci regala un romanzo intenso, travolgente e molto attuale. La violenza sulle donne, come la violenza su tutte le persone, è qualcosa che va contro il diritto alla vita e alla libertà e non può essere minimamente accettata, qualsiasi sia la scusa. È meraviglioso come tutto questo passi dall’educazione che riceviamo da ragazzi, quando ci dicono: “Fai attenzione agli sconosciuti”. Statistiche alla mano, sono le persone vicino a noi, quelle che dicono di amarci, che ci fanno più del male, fisico o psichico che sia. Già, perché il tempo passa, ma le cicatrici restano sia sul corpo, sia nel cuore. E come ci si potrà mai fidare ancora di qualcuno? Splendi più che puoi è un messaggio per tutti: non arrendetevi mai e tornate a splendere.

Recensione di Marco Cattaneo


Vincitore del Premio Rapallo Carige 2016.


Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata.

«Sara Rattaro ha una sensibilità che si infila tra le pieghe dei racconti.» - Elle

«Un’autrice che ha conquistato il consenso di critica e pubblico.» - La Repubblica.it

«Sara Rattaro è amatissima dai lettori.» - Corriere della Sera.it

Tutto comincia più o meno quando nasciamo: insieme a noi prende forma quel sudario che è l’educazione culturale nel quale veniamo avvolti dal primo vagito. Chiusi nel recinto del gioco delle parti, impariamo subito a stare al proprio posto: i maschietti tutti da una parte a giocare con le ruspe, le femminucce tutte dall’altra a pettinarsi e a usare il ferro da stiro, tali e quali alla mamma. Da questo momento in poi tutto prende forma naturalmente: la cucina è il luogo connaturato delle femminucce. Il posto di lavoro fisso e ben retribuito è il luogo connaturato dei maschietti. La famiglia è il luogo da sempre adibito a scrigno dei segreti dove si consumano sovranamente i giochi di ruolo dei maschietti e delle femminucce, diventati adulti.

È il 1956 quando al marito, che ha il diritto di colpire la moglie se, a suo giudizio, commette errori nell’educare i figli, la Corte di Cassazione proibisce questa prerogativa. Siamo in Italia e le donne possono essere colpite tra le mura domestiche nella piena legittimità dello Stato.

Emma è una giovane studentessa quando, alla fine degli anni Ottanta, lascia gli studi e la sua famiglia per iniziare a lavorare, per seguire un amore folle: un uomo più grande di lei di vent’anni che la accoglie in casa. Emma è giovane, è una donna che convive senza il permesso dei genitori, è una donna che fa la designer e ama il suo lavoro, l’ha scelto seguendo i suoi sogni e le sue abilità, viaggia per l’Europa, guadagna e ottiene riconoscimenti. Emma gioca a fare la donna emancipata. In Italia. Alla fine degli anni Ottanta.

È il 1975 quando la potestà maritale viene abolita e a entrambi i coniugi vengono assegnati pari diritti.

La relazione di Emma con Tommaso, l’uomo con cui convive da dieci anni, è destinata a finire. Così, nel bel mezzo del suo successo lavorativo, ricomincia dolorosamente a costruirsi una nuova vita. Cercando di farsi spazio nell'orgoglio ferito, incontra Marco: un amore veloce, folle, forse un po’ il ripiego di tanta sofferenza. Eppure Marco fa leva sull’animo ribelle, anticonformista e un po’ controcorrente di Emma: si sposano all’improvviso, di nascosto da tutti, senza quasi conoscersi.
È il 1981 quando viene abolito il delitto d’onore: la legge attenuava dai tre ai sette anni, tutti quei delitti compiuti contro il coniuge, la figlia o la sorella in uno stato d’ira mosso da un’offesa contro il capofamiglia o il suo decoro sociale. Siamo in Italia, e solo trentacinque anni fa il nostro Paese basava le fondamenta della sua società sul patriarcato, considerando un omicidio di serie b quello contro le donne.

Ben presto Emma scopre che l’uomo che ha sposato non è un folle innamorato un po’ eccentrico. Un evento traumatico nella vita di Marco scatena quella che sarà la sua patologia da lì ai prossimi sei anni a venire. Marco è un uomo malato e inizia, giorno dopo giorno, a togliere un pezzo di libertà a sua moglie. Da questa unione nasce quasi subito una bambina: la scusa migliore per andare qualche settimana in montagna per riposare un po’. E non fare più ritorno alla vita, per sei lunghissimi anni.

È ancora il 1981 quando viene messo al bando il matrimonio riparatore: la possibilità di evadere il reato di violenza carnale su una minorenne acconsentendo a sposarla, così da riparare all’onore della famiglia.

Le violenze di Marco non sono solo violenze fisiche. Sono quelle psicologiche, impercettibili, che logorano la testa e l’animo di Emma, giorno dopo giorno. Sono violenze distillate, precise, puntuali, le sevizie del corpo niente hanno da invidiare a quelle della mente. La libertà di quella che era una donna autonoma e sovrana della propria vita, viene amputata lentamente, con la precisione di un dissanguamento quotidiano. Quando le giustificazioni sono finite, l’accondiscendenza non ha più spazio, la paura ha scavalcato la paralisi, si può attendere il colpo finale. Oppure si può far appello al grido ultimo della sopravvivenza.

È il 1996, solo venti anni fa, quando la violenza sessuale viene riconosciuta ufficialmente con la legge numero 66 come un crimine contro la persona e non più contro la morale pubblica. Bisognerà aspettare invece il 2001 perché la legislazione italiana ammetta per la prima volta la tutela contro le violenze nelle relazioni familiari.

Il libro di Sara Rattaro nasce da un’urgenza, non potendo più restare silente tra le pagine di un diario nascosto. È fuoriuscito dal dolore tenuto per troppi anni segreto, desideroso di prorompere davanti agli occhi di tutti. Un’altra delle tante storie spiegazzate, strapazzate e storpiate dai media, dai talk show, dai rotocalchi rosa. Stanchi e quasi assuefatti ci siamo abituati alla parola femminicidio, tanto da scrollare le spalle e darlo come dato di fatto dei nostri usi e costumi. C’è un uomo e c’è una donna, la storia più antica del mondo. C’è un uomo più forte della donna. C’è una donna più debole di un uomo. Che il primo possa stropicciarla, sgualcirla, ferirla, umiliarla, limitarla, è sempre la storia più antica del mondo. Che questa un giorno cominci a riassestare gli equilibri delle forze, urlandolo a voce altra, è questa la nuova storia. La storia di una libertà monca, accettata per millenni, che ora pretende un’uguaglianza e un rispetto senza confini, in nome di chi per secoli non avrebbe nemmeno potuto pronunciarla, la propria storia… la storia di Emma, la storia di donne, ragazze e bambine. Ma anche la storia di uomini che sono figli, fratelli, padri.
Un libro morbido nella sua stesura, un racconto vero depositato dalla voce e dai diari di “Emma” e regalato silenziosamente dall’autrice che quasi scompare dietro alla donna che l’ha illuminata. Accanto al susseguirsi degli eventi che camminano con le loro gambe, Sara Rattaro cuce delicatamente i suoi capitoli con piccole incursioni, frasi di commento che solo le appartengono, per dare equilibrio a due voci: la sua e quella di chi ha voluto regalare al mondo il racconto di una violenza remota e universale, tanto impetuosa nella violenza della sottomissione, quanto furiosa nella volontà di distruggerla.