Lo sport del doping. Chi lo subisce, chi lo combatte

Alessandro Donati

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Collana: Le staffette
Edizione: 2
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 15 maggio 2013
Pagine: 312 p., Brossura
  • EAN: 9788865790649

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Gli scandali del doping si susseguono coinvolgendo campioni di primissimo piano. E' ormai consapevolezza diffusa che in diverse discipline sportive il ricorso al doping coinvolge gran parte degli atleti di vertice e altera i risultati delle maggiori competizioni sportive, favorito da dirigenti che guardano solo al numero delle vittorie e da una stampa sportiva che preferisce non vedere e non sentire. Pochi sanno, invece, che tutto questo ha fatto 'scuola' e che molti praticanti di livello amatoriale affollano gli ambulatori dei medici dei 'campioni' per farsi prescrivere la 'cura' miracolosa che può consentire loro di battere in gara il collega di ufficio o il vicino di pianerottolo. Così il doping è diventato fenomeno di grandi numeri, con molti punti di contatto con la droga e sta generando traffici internazionali manovrati dietro le quinte dalle multinazionali farmaceutiche.
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    Gabriele

    16/01/2020 12:51:38

    Assolutamente da leggere, apre gli occhi... Certo poi viene da stracciare la tessera fidal...

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    walter

    27/09/2016 08:20:27

    Seguo donati da molti anni e penso che una persona cosi in una societa' normale sarebbe ministro dello sport o presidente del coni, invece e' trattato come un reietto.Da leggere per chi vuole approfondire delle verita' scomode, da non leggere per chi crede o vuole continuare a credere in uno sport pulito e fatto di passione. Onore e stima a Sandro Donati grazie

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    Jacopo Geymet

    26/09/2016 15:08:31

    La storia dell'atletica italiana e non, vista dall'interno del Coni dal Prof. Donati,il quale deve scontrarsi con la sua etica sportiva e le sue metodologie d'allenamento con quelle farmacologiche così tanto apprezzate dal Coni degli anni 80. Quindi ,dagli anabolizzanti alle emotrasfusioni sino all'eritropoietina di nuova generazione,le disavventure dello sport italiano di quando in Fidal ci si affidava ai vari dott. "Morte" nostrani (Conconi,Faraggiana,Ferrari),da cui si può comprendere che il doping di stato non vi era solo nei paesi brutti e cattivi dell'est.

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    andrea campi

    22/08/2016 10:50:58

    L'attività del Prof. Donati mi ha ricordato ciò che Papa Francesco ha detto circa il fatto che in Occidente spesso occorre passare attraverso il "Martirio dell'onestà". La sua vicenda, professionale ed umana, mi sembra una documentazione contemporanea di questa espressione impiegata dal Papa. Da leggere!!

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    Federico

    08/05/2015 09:54:14

    Libro semplicemente sconvolgente e che fa cadere parecchi miti, sportivi e non solo squarciando un velo sul "doping di stato" che non è stato una prerogativa esclusiva dei regimi dell'ex cortina di ferro. Il libro parte dai primi anni Ottanta, quando tra gli sportivi Italiani e non solo i vari Francesco Conconi, Michele Ferrari, Daniele Faraggiana e altri "stregoni" erano considerati dei guru in grado di "far volare anche gli asini" grazie ai loro "aiutini chimici". Dimostrazione che pur di rendere vincente un atleta ogni mezzo è lecito, anche se l'atleta dovesse restarci secco o invalido. I successivi "scandali doping" ne sono stati la controprova. Questo libro prende spunto dal precedente volume di denuncia dello stesso autore "Campioni senza valore", da me acquistato e letto ma ormai introvabile, ampliandone ulteriormente i contenuti. Alessandro Donati è stata una persona onesta, sincera e di saldi principi morali che per scegliere la via dello sport pulito rispetto a quella dilagante e praticamente "imposta dall'alto" fatta di "scorciatoie chimiche" l'ha pagata cara in prima persona.

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    PROT

    19/01/2015 11:23:09

    Testimonianza molto interessante, che devo dire mi ha pure svelato che alcuni miti sportivi che ritenevo tali, in realtà non erano proprio limpidi, e confermato che nel mondo dello sport purtroppo ci sono troppi interessi economici e di potere... da leggere, per prendere coscienza

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    Maurizio Crispi

    24/10/2013 16:17:01

    Sto cominciando a leggere il libro di Donati appena adesso. Intanto, però posso dire queste brevi considerazioni. Sin dalle prime pagine si legge come se fosse un romanzo, tanti sono i colpi di scena che l'autore propone e tante sono le situazioni di intrigo e di imbroglio che vi vengono raccontate. Alessandro Donati è stato un "puro" e non ha mai esitato tra lo scegliere la via dello sport pulito e quella fatta di scorciatoie per ottenere il risultato: inteso come "medaglia" e "posto sul podio", mai come piazzamento dignitoso. Donati che è stato anche a scuola dell'allenatore di Mennea ha sempre impresso questo sigillo al suo stile di allenatore: mai i mezzi innaturali, saldi princpi morali e, soprattutto, assoluta sincerità con i suoi atleti. Il suo racconto si sviluppa dai primi anni Ottanta, quando all'interno della FIDAL impazzava il "verbo" di Conconi: un metodo basato sulle auto-emotrasfusioni e, naturalmente, molto altro: perché quando si comincia ad investire su di u atleta per farlo diventare vincente, allora ogni mezzo diventa lecito, anche se l'atleta dovesse morire o risentirne in modo invalidante. Questo secondo libro si inserisce sulla scia del suo precedente volume di denuncia "Campioni a perdere", andato a ruba e ormai purtroppo esaurito. Donati ha pagato per il fatto di voler essere puro sino all'ultimo: essendo un personaggio scomodo ed imbarazzante, in un momento in cui tutti volevano il metodo Conconi (e chissà che altro!) è stato estromesso - all'interno della FIDAL - dal suo ruolo di responsabile della squadra di atleti del Mezzofondo veloce (800 e 1500 metri piani) e relegato a fare un oscuro lavoro burocratico in un sottoscala della Federazione. Ha avuto la forza e il coraggio di portare avanti la forza delle sue idee e dei suoi principi. Tra la possibilità (che gli era offerta di scrivere un libro teorico sul Doping e sui suoi pericoli, ha preferito raccontare la sua storia. E dal suo racconto vengono fuori tanti nomi eccellenti.

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    maurizio crispi

    24/10/2013 16:16:08

    Sto cominciando a leggere il libro di Donati appena adesso. Intanto, però posso dire queste brevi considerazioni. Sin dalle prime pagine si legge come se fosse un romanzo, tanti sono i colpi di scena che l'autore propone e tante sono le situazioni di intrigo e di imbroglio che vi vengono raccontate. Alessandro Donati è stato un "puro" e non ha mai esitato tra lo scegliere la via dello sport pulito e quella fatta di scorciatoie per ottenere il risultato: inteso come "medaglia" e "posto sul podio", mai come piazzamento dignitoso. Donati che è stato anche a scuola dell'allenatore di Mennea ha sempre impresso questo sigillo al suo stile di allenatore: mai i mezzi innaturali, saldi princpi morali e, soprattutto, assoluta sincerità con i suoi atleti. Il suo racconto si sviluppa dai primi anni Ottanta, quando all'interno della FIDAL impazzava il "verbo" di Conconi: un metodo basato sulle auto-emotrasfusioni e, naturalmente, molto altro: perché quando si comincia ad investire su di u atleta per farlo diventare vincente, allora ogni mezzo diventa lecito, anche se l'atleta dovesse morire o risentirne in modo invalidante. Questo secondo libro si inserisce sulla scia del suo precedente volume di denuncia "Campioni a perdere", andato a ruba e ormai purtroppo esaurito. Donati ha pagato per il fatto di voler essere puro sino all'ultimo: essendo un personaggio scomodo ed imbarazzante, in un momento in cui tutti volevano il metodo Conconi (e chissà che altro!) è stato estromesso - all'interno della FIDAL - dal suo ruolo di responsabile della squadra di atleti del Mezzofondo veloce (800 e 1500 metri piani) e relegato a fare un oscuro lavoro burocratico in un sottoscala della Federazione. Ha avuto la forza e il coraggio di portare avanti la forza delle sue idee e dei suoi principi. Tra la possibilità (che gli era offerta di scrivere un libro teorico sul Doping e sui suoi pericoli, ha preferito raccontare la sua storia. E dal suo racconto vengono fuori tanti nomi eccellenti.

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    Claudio

    06/08/2013 12:28:15

    Da leggere. Assolutamente. Per chi vuole sapere, capire, scoprire. E smettere di osannare "campioni senza valore" e chi ce li propone come esempi, con il solo fine di guadagnare montagne di denaro, non solo privato (sponsor) ma spesso anche pubblico (sovvenzioni statali). Il libro è piacevole e si legge facilmente. Tra l'altro nella prima parte c'è un riassunto dello scomparso (è proprio il caso di dirlo) "Campioni senza valore" dello stesso autore.

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    robmonti

    24/02/2013 20:22:02

    IMPRESSIONANTE! testimonianza che ha messo la pietra tombale sui miei 40 anni di passione sullo sport agonistico professionale: meglio utilizzare il proprio tempo per FARE delle cose che appassionarsi per le imprese di altri che di fatto non sono che una fiction, eccezioni a parte; Sandro Donati è una di queste eccezioni ed infatti al Coni lo hanno relegato in un sottoscala come "parte non inserita nel sistema". E ci sono i riscontri oggettivi tipo il salto di Evangelisti, il falso doping della sua atleta DiTerlizzi...

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    claudio

    18/01/2013 12:40:32

    Agghiacciante, sconvolgente: chi più ne ha più ne metta. Ho sempre seguito lo sport, in particolare il calcio, ma ho sempre apprezzato altri sport come l'atletica e il ciclismo. Mi hanno entusiasmato le vittorie del fondo, quelle dell'atletica: sono sempre stato scettico sui risultati solo del ciclismo, anche se le gambe di Del Piero e Vialli della famosa Juve da farmacia avrebbero dovuto aprirmi gli occhi. Ma non credevo si fosse arrivati a tanto. E' vero che proprio oggi si è saputo dell'intervista in cui Armstrong ammette di essersi dopato alla grande per vincere i 7 Tour. Pochi mesi fa il caso del marciatore italiano medaglia d'oro quattro anni prima a Pechino, scoperto com eun ladro di polli pieno zeppo di prodotti dopanti. Poi ci sono i morti di diversi sport e infine ci sono i nomi di quei grandi personaggi che hanno fatto dei risultati ottenuti col doping la loro carriera: vedi Pescante, Petrucci e anche il nuovo presidente del Coni, Pagnozzi. Ministri come Veltroni e Melandri. Uomini e donne dello sport coma la Di Centa e mille altri. Su tutti la figura del prof. Conconi, per anni deus ex-machina di tutto questo. Agghiacciante il suo diario con i tempi di percorrenza di salite allo Stelvio prima e dopo essersi dopato.

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    LivioQA

    20/12/2012 18:27:29

    Questo libro è un prezioso documento di fatti e testimonianze che tutti i veri sportivi ed appassionati dovrebbero possedere. Uno spaccato impietoso del mondo 'dorato' dello sport che, attraverso il doping sistematico, crea i grandi miti atletici e le ingenti fortune di personaggi poco inclini alle migliori virtù umane. Un grazie infinito all'Autore e a quanti, come Lui, non smetteranno mai di credere in quei Valori che la società odierna sacrifica sull'altare del profitto, del successo e del potere a tutti i costi.

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    andrea70

    04/12/2012 14:00:11

    Per chi come è me è cresciuto guardando ammirato i presunti campioni nazionali di cui si parla nel libro e giudicava criticamente chi non raggiungeva gli stessi risultati è un brusco risveglio, ma è un libro godibile che spiega chi ha comandato e comanda lo sport italiano, quanto i giornali siano asserviti e complici di chi ha considerato e continua a considerare lo sport come sua vetrina e non la vetrina di chi dedica impegno e sacrificio al raggiungimento del massimo risultato. Ho letto il libro con un senso di profonda ammirazione per l'autore, allenatore preparato e persona leale soggetto a decenni di mobbing da parte delle massime autorità sportive, e con rinnovata gratitudine per tutti quegli atleti, che rifuggendo il doping hanno onorato se stessi e il nostro paese col massimo impegno e il massimo risultato che il loro talento gli consentisse. Consigliato a chi ama lo sport , a chi ha gioito per quelle "finte vittorie" per rileggerle alla luce dei fatti e a chi debba spiegare ad un bambino/a cosa sia lo sport vero.

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