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La stanza più buia

Johan Theorin

Traduttore: L. Cangemi
Editore: Mondadori
Collana: Strade blu
Anno edizione: 2011
Pagine: 397 p., Brossura
  • EAN: 9788804610250
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    susanna bottini

    12/07/2015 10.52.34

    Un bel romanzo, nell'affascinante e misteriosa atmosfera dell 'isola di Oland. Interessante il finale, che fa luce su una serie di misteri. Ben descritti i personaggi, un libro che consiglio.

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    piero

    14/09/2011 21.36.34

    Theorin è uno scrittore interessante che sa creare con maestria una storia credibile ambientata in uno splendido contesto nordico. Accanto alle belle figure umane ritratte nelle pagine, un protagonista assoluto del libro è l'ambiente dell'isola di Oland con la sua natura e le sue storie fantastiche. Non ci si deve aspettare il colpo di scena o la svolta ad effetto. Tutto il libro dalle prime pagine all'ultima è percorso da una tensione contenuta e continua che tiene sempre desta l'attenzione del lettore. Anche l'impianto scenografico, con i rimandi al passato è di ottima fattura.

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    Standbyme

    29/05/2011 18.38.54

    Le premesse per essere un buon romanzo c'erano tutte. Una grande casa costruita con il legname di un veliero tedesco schiantatosi sulle gelide coste di un'isola sul Baltico, la classica famiglia -coppia felice con due bimbi- che vi si trasferisce abbandonando la caotica capitale svedese, due fari a segnalare il pericolo ai naviganti, due balordi che fan man bassa di oggetti preziosi scassinando le case di vacanza, un fienile con una stanza segreta, nomi incisi sulle vecchie assi delle persone morte in tragici incidenti. Promesse non mantenute: non è una vera storia di fantasmi -ci si avvicina appena a appena- e non è un giallo, anche se nelle ultime pagine c'è un imprevisto buon colpo di scena a svelare il mistero della tragica morte di Katrine. Gli episodi del passato narrati nel diario di Mirja Rambe non fanno presa nel lettore. Il tentativo di creare, con questi racconti un fil rouge con gli avvenimenti del presente, è miseramente fallito. Poca empatia tra i personaggi che rimangono freddi e distaccati: non riescono a suscitare né simpatia né antipatia. Si parla di tormente, di temperature ben al di sotto dello zero, di neve mista a sabbia che ti entra negli occhi come aghi ghiacciati rendendo momentaneamente cieco chi ha la sventura di trovarvisi in mezzo? Insomma se un romanzo facesse presa il lettore, a leggere questi brani, dovrebbe cominciare a sentire brividi e a tirarsi su le coperte? invece come se nulla fosse. Mi sarei aspettato un mix tra "La casa di fantasmi" di Peter Straub e "La trappola" di Tabita King: se "La stanza più buia" avesse solo raggiunto la metà del pathos di questi due splendidi romanzi si sarebbe meritato un cinque invece che due!

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