Una stanza tutta per sé - Virginia Woolf - copertina

Una stanza tutta per sé

Virginia Woolf

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Editore: Feltrinelli
Edizione: 3
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 giugno 2013
Pagine: 156 p., Brossura
  • EAN: 9788807900600

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Virginia Woolf

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Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf viene invitata a tenere due conferenze sul tema "Le donne e il romanzo". È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Il risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione, attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura. Come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, dedicarsi alla letteratura se non possedeva "denaro e una stanza tutta per sé"? Si snoda così un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che, seguendo la simbolica giornata di una scrittrice del nostro tempo, si fa lucida e asciutta riflessione sulla condizione femminile. Un classico della scrittura e del pensiero. Con uno scritto di Marisa Bulgheroni.
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    Y

    06/10/2020 19:19:20

    Libro sempre attuale di una grandissima scrittrice

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    Marika

    19/09/2020 22:30:44

    In questa serie di riflessioni, la Woolf conduce una lucida denuncia sulla condizione della donna: considerate inferiori agli uomini, nel corso dei secoli, le donne sono state zittite ed escluse dalla letteratura.

  • User Icon

    Laura

    25/08/2020 10:51:24

    Libro meraviglioso che parla della condizione della donna, assolutamente da leggere.

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    Claudio Perozzo

    19/06/2020 05:16:23

    Tra tutti i libri della Woolf che ho letto, questo è quello che mi è piaciuto di più. Ho trovato il primo capitolo un po' troppo dispersivo, ma subito dopo sono stato travolto dalle parole di Virginia. Le sue riflessioni sulla condizione femminile e il suo legame con la letteratura fanno davvero aprire gli occhi su questo tema e ho trovato molto profonda la riflessione sulla natura androgina delle mente umana. Anche se il primo capitolo non mi ha preso, sento di dover dare comunque voto pieno a questo libro, se lo merita. Credo che ogni persona (non solo le donne) dovrebbe leggerlo almeno una volta nella vita.

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    nina

    17/05/2020 16:30:01

    Questo libro è un capolavoro. L'ho ascoltato in audiolibro mentre lo seguivo sul cartaceo, perché la prosa della Woolf è complessa. Non difficile, ma bella ariosa, in ascolto un po' ti ci perdi come in un sogno. Seguendo lo scritto invece ti avvolge in maniera più razionale. La prima cosa che mi ha colpito è decisamente l'ironia del testo, che denota un intelligenza veramente profonda. Le osservazioni fatte sulle difficoltà materiali e morali che le donne hanno incontrato e in parte incontrano ancora sono fatte con un acume notevole e uno sguardo sarcastico che spiazza. In secondo luogo merita l'analisi storico-letteraria che il testo produce. In terzo luogo si ricava dalle osservazioni dell'autrice una critica feroce a come la società dell'epoca considerava il ruolo femminile nella famiglia e nella storia, ruolo che ancora oggi purtroppo spesso non è riconosciuto adeguatamente; in questo i toni rammentano quelli manzoniani della storia fatta dagli ultimi, dagli sconosciuti; in questo caso dalle sconosciute, o meglio misconosciute scrittrici che ci hanno preceduto e hanno creato la tradizione di scrittura femminile a cui ancor oggi ci si può riallacciare. Autrice compresa. La Woolf raccomanda in sintesi indipendenza economica e di pensiero per poter scrivere liberamente. È ammirevole la sua lucidità di analisi quasi profetica, tenendo conto che siamo nel 1929: la comprensione dell'avvento prossimo di una società molto maschilista, l'idea che il tempo oltre all'economia avrebbero portato a una diversa collocazione delle donne nella società. Infine, il mio pensiero va alla stessa Virginia Woolf, alla sua vita complicata e difficile, e alla perdita che abbiamo sofferto con la sua morte prematura. Una donna così intelligente aveva ancora molto da dare e se fosse nata in un'altra epoca forse poteva finire diversamente. Ma non sarebbe diventata altrimenti un po' la capostipite del femminismo moderno insieme a Simone de Beauvoir. Il libro in questione è un saggio e quindi

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    Jb

    13/05/2020 21:46:23

    L'ho ordinato quasi per caso. Ammetto di non aver letto altro della Woolf nonostante le innumerevoli citazioni durante gli anni di studio, ma scoprirla così mi ha dato qualcosa in più che la costrizione nel leggerla. Questo è uno di quei libri di denuncia, di critica e di sincera lettura mentale di una donna nei confronti del proprio sesso, della propria stanza di appartenenza. Una di quelle letture che capitano per caso nella propria vita e che così devono essere per essere veramente apprezzate. Per questo decido di regalarlo a un'altra Donna che saprà apprezzarne il contenuto e che capirà come, pagina per pagina, serva attenzione e una sincera autoanalisi letteraria su quello che è il nostro posto nella storia, su quelli che sono i nostri demeriti e meriti, e sulle nostre potenzialità. Un piccolo saggio che si lascia apprezzare e che nella parte finale da il meglio di se a mio avviso, aprendo gli occhi in modo diretto su noi stesse e nel mondo della letteratura e non solo.

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    massimo

    13/05/2020 15:39:53

    Non nasce come libro, ma è la trascrizione di una serie di conferenze che la Woolf tenne sul tema delle donne e il loro rapporto con il romanzo. Ciò che fa è mettere uno dietro l'altro una serie di pensieri, una catena logica che, a modo suo, spiega perché ci sono così poche donne scrittrici, soprattutto negli anni precedenti al periodo storico in cui scrive, cioè l'inizio del 1900. Il succo delle sue elucubrazioni mentali è che la donna è sempre stata considerata inferiore rispetto all'uomo, anche dalle donne stesse, per cui, eventuali velleità letterarie venivano spente sul nascere, soffocate dalle loro stesse autrici prima che potesse farlo l'uomo di turno. Quando poi la donna ha cominciato a farsi spazio in questo mondo, non era comunque messa in condizione di dare il meglio, non avendo una indipendenza economica ed un posto dove potersi isolare dal resto della famiglia e dedicarsi alla scrittura. Poche le eccezioni e comunque frutto di secoli di disagio. Questo il sunto, però penso che valga la pena leggerlo e seguire con lei il corso dei suoi pensieri, molto affascinante.

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    JA

    13/05/2020 12:22:49

    Un saggio meraviglioso, è facile capire come venga da molti considerato un classico della letteratura femminista! Bellissimo dovrebbero leggerlo tutti!!

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    sissi

    12/05/2020 15:13:28

    Libro stupendo, passione e umanità in questo piccolo capolavoro della Woolf in cui si riflette anche sulla condizione femminile .Come poteva una donna, si chiede la scrittrice ,dedicarsi alla letteratura se non possedeva "denaro e una stanza tutta per se"?

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    Claudia

    11/05/2020 15:30:33

    Virginia wolf è una donna che ama, stima e valorizza le donne. In questo libro spiega attraverso qualche stratagemma come le donne sono rimaste escluse dalla letteratura e perché. Le donne non hanno bisogno di un granché per poter emergere. "Una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé per poter scrivere", immensa Virginia ❤

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    Cla

    11/05/2020 10:59:51

    Immenso e essenziale, fondamentale nella vita di una donna ma anche capace di aprire gli occhi al mondo maschile, uno dei migliori capolavori di Virginia Woolf!

  • Una stanza tutta per sé è un saggio che Virginia Woolf ha scritto basandosi su due conferenze da lei tenute a Cambridge in due scuole universitarie femminili, nell’ottobre 1928. L’autrice era stata invitata a parlare sul tema “Le donne e il romanzo” e con questa occasione la Woolf ha esposto le sue riflessioni sul mondo femminile e la creatività letteraria. Si parte da una domanda: come poteva, una donna, dedicarsi alla letteratura se non possedeva denaro e una stanza tutta per sé? Le riflessioni della Woolf sono davvero molto interessanti e di sicuro mi hanno fatto riflettere su cose a cui non avevo mai pensato. Per esempio, l’autrice, facendo ricerche per poi tenere le conferenze, ha notato come moltissimi uomini abbiano scritto e scrivano testi sulle donne, e come le donne invece non scrivono opere sugli uomini. Perché le donne, se dobbiamo giudicare da questo catalogo, sono assai più interessanti per gli uomini di quanto gli uomini possano essere interessanti per le donne? E verrebbe proprio da chiederselo effettivamente. Siamo così interessanti da dover scrivere libri e libri su di noi? Che poi, se il problema finisse qui sarebbe anche accettabile. Probabilmente, quando il professore insisteva, piuttosto enfaticamente, sull’inferiorità delle donne, stava pensando non alla loro inferiorità, bensì alla propria superiorità. Potrebbe anche essere vero, ma cambia qualcosa se anche fosse così? Il risultato finale di questo eventuale pensiero da parte di un uomo è sempre lo stesso: di fatto, siamo considerate inferiori. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono uomini che ci considerano loro pari, e si comportano nel modo corretto, ma diciamo che ci dobbiamo ancora lavorare. Una volta che la femminilità abbia smesso di essere l’occupazione più protetta, chissà che cosa potrà accadere […] Ma torniamo al fatto che gli uomini scrivono moltissimi testi su di noi, giudicandoci, ovviamente. Se fosse una donna a fare la [continua sul blog]

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    Linda

    01/12/2019 14:27:13

    Fondamentale!

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    marco

    23/09/2019 14:58:52

    In questo saggio Virginia Woolf mette nero su bianco le ragioni dell'esclusione delle donne dalla letteratura. Un'apartheid che parte dalla notte dei tempi e che soltanto in epoche recenti sembra essere finito, potendosi, in effetti, contare sulle dita di una sola mano le esponenti del gentil sesso che hanno osato dedicarsi all'arte della parola scritta prima del XX secolo. A ben guardare, il motivo alla base dell’esclusione delle donne dalle attività intellettuali è principalmente uno: la mancanza di libertà. Un saggio di estrema attualità per i problemi ancora aperti che denuncia.

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    Felicia

    22/09/2019 15:58:17

    La strada delle donne è sempre stata in salita, lo sappiamo. Virginia Woolf lo racconta molto bene e apprezzerebbe le numerose biografie femminili recentemente pubblicate, adatte anche alle piccole ...Riempiono il silenzio delle donne e sulle donne, assordante per molti secoli, quando scrivere e studiare era prerogativa degli uomini. Io, fin da ragazzina, ho sempre desiderato e chiesto una stanza tutta per me!

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    Emilia

    20/09/2019 20:20:11

    Questo saggio è uno dei capisaldi del pensiero femminista e resta attualissimo. Le lucide riflessioni della Woolf sulle condizioni di inferiorità in cui le donne sono poste nella società, il riferimento alla possibilità di avere del denaro proprio per potersi emancipare e fare cultura sono interessantissime. L'autrice utilizza anche esempi ed immagini appropriatissime che restano impresse nella memoria. Un vero classico, una lettura indispensabile, in una buona traduzione.

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    Alessia

    20/09/2019 14:42:16

    L'ho divorato in un giorno. Affronta il tema dell'emancipazione femminile nel corso degli anni senza troppi giri di parole ma con discrezione

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    alessandra

    19/09/2019 09:06:09

    Libro secondo me imprescindibile. Ne ero rimasta folgorata durante le scuole superiori e ho voluto rileggerlo anni dopo: la sensazione di modernità che avevo avuto allora si è confermata.

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    maria

    31/07/2019 08:00:25

    assolutamente condivisibile l'idea

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    kladr85

    25/07/2019 17:06:26

    Avevo timore di affrontarlo ma posso dire che è stata una vera scoperta. Si presenta una riflessione sulla donna e il suo ruolo nella letteratura e nella vita attraverso la figura di Judith Shakespeare. Una figura immaginaria per sottolineare quanto il talento femminile, seppure al pari dell'uomo, non sarebbe emerso per questa differenza di genere. La possibilità di avere una stanza tutta per sè, non soltanto fisica ma anche uno spazio nel mondo come essere pensate avrebbe determinato un futuro diverso ma l'impossibilità di avere una propria indipendenza economica, di accedere a luoghi pubblici così come per gli uomini sarebbe stato determinante per il suo ruolo e il suo affermarsi. Soltanto da un certo momento in poi ha acquisito la sua sua parte nel mondo e ha avuto la possibilità di non nascondersi più dietro pseudonimi per superare i pregiudizi in letteratura. Insomma Virginia Woolf fa un'analisi attenta e moderna rispetto al periodo in cui è stato scritto questo saggio, lontana da giudizi personali, sulla condizione femminile sia in letteratura sia nella vita per questo lo consiglio, perché invita a riflettere su quanto ancora si possa fare.

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  • Virginia Woolf Cover

    Nata il 25 gennaio 1882 e figlia di Leslie Stephen, celebre storiografo e critico, crebbe in un ambiente coltissimo, frequentato da artisti, letterati, storici e critici. Secondo le regole della buona società vittoriana, venne educata privatamente.Tramite il fratello Thoby, entrato a Cambridge nel 1899, strinse amicizia con i discepoli del filosofo G.E. Moore, gli «Apostoli» del Trinity College (tra essi B. Russell, G. Lytton Strachey, J.M. Keynes, L. Wittgenstein, E.M. Forster, D. Garnett, L. Woolf, C. Bell, R. Fry). Nel 1904 i fratelli Stephen si trasferirono nel quartiere di Bloomsbury, dove, intorno a Thoby (morto nel 1906), a Virginia e a sua sorella Vanessa, gli ex Apostoli di Cambridge formarono il gruppo che venne chiamato Bloomsbury set, destinato a dominare per... Approfondisci
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