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Gaetano Cappelli

Editore: Marsilio
Anno edizione: 2007
Pagine: 189 p. , Rilegato
  • EAN: 9788831792448

Recensioni dei clienti

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    Fabio De Rosa

    03/01/2011 04.57.39

    Molto bello, divertente, arguto, il solito Cappelli

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    Vavi

    02/12/2008 12.21.23

    MOLTO DELUDENTE! Mi sento un po' presa in giro. Sono d'accordo con Marino e la critica che rivolge al libro e ancora di più ai critici. Anche io avevo letto una recensione entusiastica di quel tale sul Corriere. E' incredibile come si possano prendere queste cantonate e come un libro mediocre possa diventare altro solo per l'intervento di una mano amica.Un consiglio a me stessa prima che agli altri, leggiamo meno critiche sui giornali e scegliamo i libri solo se si crea quella misteriosa alchimia che lega un'opera al lettore. Cappelli non c'è.

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    LALLI

    01/12/2008 15.06.51

    CAPPELLI SI CONFERMA AUTORE INTERESSANTISSIMO ANCHE SE QUESTO LIBRO NON E' AL LIVELLO DI PARENTI LONTANI

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    laura

    12/07/2008 21.21.09

    letto dopo lo straordinario 'Parenti lontani' dello stesso autore;cosicchè non mi sento di dargli il massimo:però Cappelli è stato una bellissima scoperta, questo libro una conferma del mio innamoramento.

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    fra

    25/02/2008 16.35.23

    bello, l'ho preso quasi per caso in biblioteca senza sapere bene di cosa parlasse...ma mi è piaciuto molto, mi piace la scrittura di cappelli e anche la trama del romanzo non è niente male, per niente noiosa e scontata.. bravo cappelli...leggerò altri libri tuoi...lo prometto!!!

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    Marino

    06/02/2008 18.40.10

    Non scherziamo, le entusiastiche critiche del Corriere, paragonare l'autore a Roth (!,) possono solo allontanare i lettori dai critici e dagli autori italiani. Noioso, scontato, involuto, banale. Ho finito di leggerlo per dovere e non per piacere. E' la prima volta che scrivo male di un libro, ma questo mi ha indignato non per la sua evidente modestia, ma per le incredibili critiche...

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    Marco Patrone

    05/02/2008 21.14.59

    avevo scritto una recensione negativa, che é stata cancellata. ci riprovo con nome e cognome, peraltro nella prima recensione avevo esplicitamente fatto notare a. di aver preso una fregatura da D´Orrico, di cui di solito mi fido b. che visto che questo romanzo mi sembrava clamorosamente sbagliato e debole, avrei dato allo scrittore una seconda chance comprando i precedenti, perché mi sembra impossibile si crei tanto "hype" su una robina cosí deboluccia insomma, l´ho trovato un romanzetto sciatto, con personaggi stereotipati - delle marionette praticamente - e quasi commovente nella sua pretesa di essere un romanzo. spero si possa dire senza essere cancellati

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    rossella

    28/12/2007 19.32.21

    Capisco perche' capolavori come questo abbiano la meta' del successo che meritano. Purtroppo siamo abituati a leggere libri che non sono nient'altro che lo sviluppo mediocre del soggetto , predicato ,e complemento.Questo libro, mi ha colpito tra gli innumervoli che ho letto ultimamente, , non per le cose che dice , ma "per come le dice". Credo che questo sia il distinguo che fa la "differenza"..

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    claudio

    16/10/2007 18.27.17

    Mi è piaciuto meno degli altri due, in particolare Parenti lontani. Comunque Cappelli è un autore (anche se non mi sembra il Roth italiano) che meriterebbe molto di più, almeno nelle varie classifiche di libri. I suoi personaggi sono sempre sopra le righe: certo che un Riccardo Fusco così se ne trovano pochi nella nostra letteratura contemporanea.

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    Antonio B.

    22/09/2007 14.50.46

    Fantastico!

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    Alce67

    04/09/2007 19.33.15

    Divertente e attuale, tra cafoni neoarricchiti, ex sessantottini, mogli in carriera e maniaci della degustazione. La lettura fila via liscia, ma non graffia per nulla. I profili sono tinteggiati senza alcuna profondità. Un libro estivo e piacevole, ma non definitemelo il "Philip Roth" italiano.

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    Gwynplaine

    30/08/2007 11.29.02

    manca la profondità, vero, e il linguaggio e, direi soprattutto, la tecnica. e quindi manca la misura. i romanzi di cappelli son come ippodromi, dove i cavalli corrono di qui e di lì, senza briglia. qui c'è bisogno di un buon editor. ma finchè c'è Tramutoli, il panegirico è assicurato..

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    Rokossovskij

    28/08/2007 11.17.26

    Per carità, non è male. é pieno di inventiva, anche divertente in certe parti. Le storie si rincorrono, gemmano l'una dall'altra (anche se il finale non è che riesca a contenerle tutte). Lo stile è nel complesso controllato, ma non direi proprio bello, e sconta qualche aprtura (o chiusura...) a motteggi o riflessioni moralistiche che lasciano il tempo che trovano (non solo nel merito, ma anche nell'economia del romanzo). IN definitiva, per tornare la parallelo fatto dal solito D'Orrico con Roth, di Roth mi sembra ci sia la capacità di inventare vite e renderle interessanti, ma manca completamente la profondità.

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    Massimo

    27/08/2007 13.29.20

    Un vero e proprio gioiellino: ironico, irriverente, gradevole, ben scritto… Il classico libro “intelligente”: si gusta come una biita gassata, ma ti dà l’energia di un pasto completo. Non stupisce che le opinioni di chi lo legge siano contrastanti: quello che l’autore va a colpire è ciò che ci circonda, ciò che viviamo tutti i giorni (anche se in forma diversa) e di cui spesso facciamo parte. E’ quindi comprensibile che ci sia in molti una sorta di rifiuto a quanto Cappelli ci sbatte in faccia con garbo ed elegante e feroce ironia. Mi ricorda un po’ quello che succedeva per i film di Alberto Sordi: la rappresentazione del nostro vivere proposta con modalità ironiche (o comiche), che ci colpisce dentro e che non sempre riusciamo ad accettare…

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    antonio

    31/07/2007 16.22.10

    Storia controversa lo è; spesso sembra andare in direzioni troppo diverse, troppi i personaggi e troppo stereotipati, troppo lunghe le frasi. L'ironia è spesso banale così come certi giochi di parole. abbastanza deludente

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    stefano cavastracci

    23/07/2007 10.52.20

    Piena solidarietà al critico del Corriere. Ho letto questo libro tra sabato e domenica. Ricordiamoci che la lettura deve essere anche e soprattutto un piacere. Io l'ho trovato godibilissimo, c'è tutta l'Italia di oggi: i precari, gli arricchiti, i ricchi pieni di debiti, gli opportunisti, la coppia in crisi, il provincialismo nella globalizzazione. C’è la storia d’Italia dagli anni del brigantaggio agli anni nostri passando per il fascismo e la rivoluzione sovietica, con una dinastia di figli di “…” che sembrano rinnovarsi coi tempi senza cambiare mai la loro vera essenza. C’è l’antropologia uno dei miei vecchi sogni rimasti nel cassetto e gli studi genealogici che ho affrontato negli anni addietro. Tutto condito di fantasia, ironia, originalità. C’è il “velinismo” di vallettopoli, un pentolone scoperchiato da un giudice che opera nella stessa terra dello scrittore. L’erotismo rappresentato poi è quello che preferisco da commediola sexy all’italiana (Edvige Fenech, Nadia Cassini e Anna Maria Rizzoli). Ogni tanto ti far venir voglia di assaggiare questo favoloso Aglianico, dalle pagine del romanzo sembra diffondersi in questa calura soffocante il sapore forte. Anche il finale non mi è apparso per nulla scontato.

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    Luca Mennuni

    09/07/2007 23.14.33

    Mi auguro che questo romanzo raccolga i consensi che merita. Cappelli è più spietato di un bounty killer. Leggerlo è un piacere.

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    dominga

    03/07/2007 18.15.36

    la capacità straordinaria di trasferire sulla pagina una fantasia ricca e colta, che non annoia, ma al contrario affascina il lettore è oggi cosa assai rara; questo è quello che fa gaetano cappelli ogni volta che scrive: incanta e seduce. Grazie, perchè in questo triste panorama letterario dove troppi si fingono e, ahimè, si sentono scrittori, qualcuno, che lo è veramente, esiste !!

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    ant

    30/06/2007 09.42.51

    Mah...io ho trovato molto più scorrevoli gli altri due che ho letto, questo sì denota fantasia e creatività, ma non sono riuscito a stargli dietro per tutta la trama. Quello che emerge su tutto secondo me, è la voglia di essere considerato un "arrivato" ,da parte di tutti i protagonisti del libro, tipico atteggiamento provinciale della serie: macchinone nella piazza centrale del paese, per far dire a chi è rimasto lì .." Hai visto quello , si è fatto i soldi, beato lui"...

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    luca

    29/06/2007 08.28.51

    Libro ondivago, con troppe storie che vanno per conto proprio. lo stile è anodino, sembra l'ennesimo caso editoriale gonfiato a arte

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