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Editore: Einaudi
Collana: Grandi opere
Anno edizione: 1998
Pagine: 1154 p.
  • EAN: 9788806146351
Usato su Libraccio.it € 39,04


recensione di Ambrosini, G., L'Indice 1998, n.10

In un paese nel quale la cultura del diritto supera di gran lunga la sua pratica, Luciano Violante, curatore di questa poderosa impresa editoriale, ha avuto una felice intuizione. Ha privilegiato, rispetto al "diritto" tradizionalmente inteso, i "diritti" (Barile, Giorgis) e la loro tutela (Francario), fino alla sede sempre trascuratissima della giustizia civile (Chiarloni) e a quella più oscura dei rapporti fra cittadino e pubblica amministrazione (Pubusa, Cavallo Perin), senza ignorare i soggetti deboli (Cendon), gli immigrati (Pastore) e il nuovo concetto di cittadinanza (Grosso).Ha dato voce, negli ampi spazi dedicati al diritto penale (Sbriccoli) e ai meccanismi giudiziari (Zagrebelsky, Guarnieri, Melis, Carbone, Silvestri), alla supplenza giudiziale (Cammelli) e anche a quella professione di avvocato, da sempre sottostimata, che dei diritti civili "potrebbe" essere paladina (Cipriani). Ha puntato doppiamente l'attenzione sul tema fondamentale del rapporto fra potere economico e potere politico (Cottino), aprendo uno spiraglio di estremo significato sulle "autorità indipendenti" (Amato). Infine ha sprovincializzato le tematiche concernenti le leggi (Ainis, Luciani, Pizzorusso) e la questione della corruzione politico-amministrativa, offrendo interessanti confronti (Nelken, Barbe, Krieger, Fituni).
A lettura consumata, non breve e non necessariamente facile (ciascuno può "selezionare" in relazione alle propensioni), si deve concludere senza ombra di dubbio di essere in presenza di uno scrivere storia (e attualità) delle istituzioni in modo esemplare. Il risultato appare omogeneo e al tempo stesso estremamente critico, sintomo della scelta oculata di autori che hanno lavorato in piena autonomia.
Il nodo istituzionale - sottolinea con vigore il curatore - appare sempre più il rapporto fra politica e giustizia. Violante, nella corposa introduzione, evidenzia la necessità che in una architettura costituzionale nuova si affermino valori sicuri - quali la sovranità del cittadino, l'indipendenza del magistrato, il primato della politica e della legge. L'auspicio è importante, considerata la sede da cui proviene, non a caso il trinomio è "legge, diritto, giustizia".
Le prospettive non appaiono dello stesso segno. La supplenza giudiziale ha troppo a lungo operato per essere facilmente superabile, benché i giudici non siano espressione della sovranità popolare a prescindere dal fatto che le loro decisioni sono pronunciate "in nome del popolo". Gli uomini della politica, d'altra parte, sono stati molto spesso esponenti di interessi particolari o allevati in scuole di funzionariato, salvo essere prestati alla politica da un aziendalismo subacculturato o da una improvvisazione campanilistica: con il risultato che le nuove leggi fin dalla prima lettura denunciano l'approssimazione dei loro autori. Mentre il cittadino, sempre meno "sovrano", dimostra disaffezioni crescenti, come suggeriscono le calanti percentuali degli elettori e degli iscritti ai partiti.
Soffre il sistema nel suo complesso, il "diritto" appunto - un qualche cosa diverso da leggi e giustizia -, che il cittadino sa essere al di sopra delle une e dell'altra. "Troppe sono le contraddizioni del sistema dominante perché alla lunga esse non riesplodano" - commenta concretamente Gastone Cottino -, e Vladimiro Zagrebelsky, di rincalzo, denuncia la disarmonicità della giurisprudenza, che finisce con il potenziare l'incertezza giuridica.
Corriamo verso una mitica Europa (i richiami a questo futuro prossimo sono molti). Approdiamo faticosamente alla terra promessa con un sistema economico inadeguato, con una giustizia tanto più lenta quanto più saccente, con un potere politico gracile, con una legislazione sovrabbondante e farraginosa. Però abbiamo un bagaglio giuridico imponente e siamo stimolati da un grande ottimismo. Leggiamo queste duemila pagine, ne usciremo criticamente arricchiti. Non è poco.