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Massimo Teodori

Editore: Marsilio
Collana: I nodi
Anno edizione: 2008
Pagine: 362 p. , Rilegato
  • EAN: 9788831795982
Usato su Libraccio.it € 10,53

In attesa di leggere una storia dell'anticomunismo democratico, liberale e socialista, il volume di Teodori riempie un vuoto della storiografia italiana. Non ci si aspetti però un saggio accademico. La vicenda narrata da Teodori è comunque storia di minoranze eretiche coscienti di esserlo, ma che non amavano affatto questo ruolo. Ritenevano anzi che le loro idee fossero le più consone per far uscire l'Italia da uno stato di minorità civile, secondo il giudizio di un Gobetti a cui tutti, chi più chi meno, si richiamavano. Ed è una storia di piccoli gruppi politici: azionisti, liberali, socialdemocratici, che nel '48 si schierano contro il fronte social-comunista, pur temendo un sistema democristiano, giudicato nefasto per il peso della chiesa nelle decisioni pubbliche. È una storia di intellettuali, come Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte, a cui è dedicato un lungo capitolo. È una storia di riviste, come "Comunità", "il Mulino", "Nord e Sud" e, ovviamente, "Il Mondo" di Mario Pannunzio. Dopo il 1956, è quest'ultimo il protagonista del libro di Teodori, che si chiude con la nascita e la breve vita del primo Partito radicale. La storia si ferma perciò a metà anni sessanta: ed è davvero un peccato, perché la vicenda dei laici continua. Anzi, a partire dagli anni settanta, le ragioni dei laici, se non maggioritarie nel paese, cominceranno ad avere più risonanza. Scalfari diventa direttore prima di un settimanale ("L'Espresso"), poi fondatore di "Repubblica". Pannella vince numerose battaglie. Alla fine degli anni settanta si comincia a parlare di area laico-socialista: a guidare il governo sono Spadolini e poi Craxi, il cui partito aveva mutuato molte idee dagli ambienti studiati da Teodori. Segno forse che le idee dei Pannunzio e dei Salvemini non erano così aliene come potevano apparire negli anni cinquanta.
Marco Gervasoni