Storia dei trasporti in Italia

Stefano Maggi

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 27 agosto 2009
Pagine: 337 p., Brossura
  • EAN: 9788815132611
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Descrizione
Gli ultimi due secoli hanno visto profondi cambiamenti nel modo di viaggiare: nella prima metà dell'Ottocento il treno e il battello a vapore inauguravano l'applicazione dell'energia meccanica ai mezzi in movimento, consentendo di vincere le incertezze atmosferiche e garantendo così la sicurezza e la regolarità del viaggio; con il Novecento veniva poi esaltata la velocità, grazie all'aereo e alla "vettura automobile". Simbolo della libertà di spostarsi, l'auto sarebbe diventata anche il più vistoso prodotto di consumo, imprimendo un segno indelebile sulla società, sugli stili di vita e sulla cultura del nostro paese. Aggiornato agli ultimi sviluppi, relativi all'alta velocità, il libro offre una lettura d'insieme sull'evoluzione dei trasporti italiani, ricostruendo le politiche condotte dai governi e gli effetti sull'economia portati dallo sviluppo dei singoli mezzi, seguendo le vicende della ferrovia, dell'auto, della navigazione, dell'aeronautica civile, e illustrando il ruolo della "mobilità" nella modernizzazione dell'Italia contemporanea.

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    maurizio .mau. codogno

    05/01/2014 21:30:02

    Sempre a causa del mio amore (teorico) per i trasporti, ho preso anche quest'altro libro di Stefano Maggi, che non si limita ai treni ma parla più in generale dei trasporti in Italia. Chi ha letto _Le Ferrovie_ può tranquillamente saltare il primo capitolo, che è fondamentalmente un riassunto dell'altro libro, il che di per sé ha senso. In compenso, la parte sulle strade e quella sulle vie d'acqua e d'aria sono molto interessanti, pur nella relativa stringatezza del testo: sia il rapporto con le altre nazioni europee che le differenze interne alla stessa Italia post-unitaria danno utili informazioni, e non credo di aver mai visto altrove informazioni su cosa avevamo fatto nelle colonie. Alcune di queste cose magari le sappiamo più o meno intuitivamente, ma le statistiche riportate aiutano molto. Quella che invece non mi è piaciuta affatto è l'analisi sociologica dell'ultimo capitolo, che oggettivamente non mi ha detto proprio nulla: anzi mi ha un po' scocciato, perché più che dare spunti di riflessione mi è sembrata essere la proposta di un piano di sviluppo, anche un po' velleitario. In definitiva un libro forse un po' costoso, ma che gli appassionati dovrebbero apprezzare.

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