Storia del signor Sommer

Patrick Süskind

Traduttore: G. Agabio
Illustratore: Sempé
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Edizione: 2
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 11 maggio 1992
Pagine: 129 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788830410671
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Descrizione

Il signor Sommer cammina. Con passo baldanzoso e deciso percorre le strade, i viali e le piazze di Unternsee, in compagnia solo dell'immancabile zaino e del fedele bastone che ritma i suoi passi sicuri. La gente lo osserva, incuriosita e sorpresa, e si chiede il perché di queste passeggiate che iniziano all'alba e si protraggono sino a notte fonda, indifferenti alle bufere e alla canicola: ma il signor Sommer sfugge a chiunque lo voglia fermare e, tenendo lo sguardo fisso alla strada, prosegue ostinato nella sua marcia... Per gli adulti, il signor Sommer diventa presto un matto inoffensivo da guardare con un misto di pena e di compassione, ma i bambini non possono non rimanere ammaliati da questo personaggio. E sarà proprio uno di questi bambini - il più fantasioso, irrequieto e sognatore - ad avere infine la possibilità di fermare il signor Sommer... ma con quale diritto si può spezzare un incantesimo? Sospeso tra narrazione fantastica e toccante autobiografia, percorso da una sottile vena ironica e magnificamente "commentato" dai disegni di Sempé, "Storia del signor Sommer" è un'opera lieve e scanzonatà come un gioco infantile, eppure perfetta nella rappresentazione affettuosa di quel cruciale passo che l'uomo compie abbandonando l'adolescenza per entrare nella maturità.

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    Serena

    26/01/2005 22:26:55

    Sinceramente mi ha lasciato un po' perplessa... forse non l'ho capito. Ma che c'è da capire??!

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scheda di Morello, R., L'Indice 1993, n. 2

La "Storia del signor Sommer", scritta in uno stile leggero e candidamente ironico, che fa pensare a Robert Walser, trae non poco del suo fascino dalle illustrazioni del grande disegnatore francese Jean-Jacques Sempé. Sullo sfondo delle sue immagini compare quasi sempre il mitico protagonista, "Sonderling" e instancabile "Wanderer", un personaggio immancabile nell'infanzia di ognuno, del cui segreto il giovane narratore reca in sé nell'età matura l'impronta indelebile. Questo segreto è, nel caso di Sommer, l'ansia claustrofobica che lo spinge ad una continua peregrinazione all'aperto, mania apparentemente innocua ma sostanzialmente tragica e angosciosa, poiché il vagabondare di quest'uomo altro non è se non una disperata fuga dalla morte incontro alla morte. Questa favola, narrata da uno scolaro che ama arrampicarsi sugli alberi per sfuggire al mondo - come il barone di Calvino - è un penetrante apologo dell'opposizione fatale tra 'vis centripeta' e 'vis centrifuga', tra le forze che spingono l'individuo verso il proprio centro e quelle, pur necessarie ma insidiose, che lo portano a deviare, a volte inesorabilmente, dal proprio cammino. Le gustose macchiette - il noioso e verboso genitore, la signorina Funkel, terrificante insegnante di pianoforte che vive nella sua vecchia casa in compagnia della madre decrepita - sono coloriti pretesti. In realtà è di Sommer, di lui solo, che Süskind intendeva parlarci. Con questa breve storia - semplice ma intensa come gli acquerelli di Sempé - egli ci ha offerto il meglio della sua arte impressionistica, capace di celare le più profonde inquietudini nelle pieghe del testo.