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Renato Zangheri

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1993
Pagine: XXII-577 p. , ill.
  • EAN: 9788806132811

scheda di Bongiovanni, B., L'Indice 1994, n. 2

Il socialismo - secondo un'impostazione storiografica in fase di fecondo consolidamento - non nasce come "negazione della negazione", vale a dire come dottrinaria conseguenza del grande industrialismo capitalistico, ma anticipa quest'ultimo, e lo affianca, tentando di resistere all'affermazione del monopolio borghese. Il socialismo, in altre parole, precede, in quanto protesta contro la stratificazione sociale, la stessa classe operaia moderna. Zangheri, non per nulla studioso assai noto e apprezzatissimo, tra le altre cose, del mondo contadino, conferma con elegante lucidità questa tesi. Certo, Zangheri non vuole soffermarsi sulla storia delle idee, delle critiche all'ordine sociale, delle utopie, dei gruppi "illuminati", e neppure dei movimenti religiosi di Antico Regime: ritiene così che non si debba risalire molto addietro, oltre la rivoluzione francese, se si vuole saldare la speranza di redenzione sociale con i movimenti reali del mondo moderno. Ed è così che, con sicuro gusto espositivo, la narrazione porta sul palcoscenico le rivoluzioni giacobine, le cospirazioni di Buonarroti, il sottosuolo sociale del '48, il primo associazionismo operaio, la democrazia risorgimentale, che, con Ferrari Pisacane e altri, si colora di socialismo. E poi ancora: l'Internazionale, i mazziniani, l'impatto della Comune, l'anarchismo, i primi scioperi, il mondo rurale e quello urbano, sino alla scelta politico-organizzativa di Costa e alle elezioni del 1882. Non vi sono preclusioni: libertari e autoritari, capi e gregari, intellettuali e braccianti, rivoluzionari e riformisti, liberisti e comunisti, tutte le voci sono ascoltate, tutte le principali fonti (e molte delle secondarie) consultate. È un'opera destinata a durare a lungo. Se ne dovrà riparlare, e più diffusamente, quando usciranno il secondo e il terzo volume.