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Raimondo Luraghi

Collana: Storia
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: XXII-1401 p. , ill. , Brossura

21 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia regionale e nazionale - Storia delle Americhe

  • EAN: 9788817028707

Recensioni dei clienti

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    nanni

    22/02/2016 15.35.00

    Letto circa 45 anni fa, opera ponderosa, essendoci allora non molte dettagliate letture in merito. Un eccesso storico essenzialmente per addetti al settore con dettagli analitici (nro morti, feriti, risorse impegnate nelle varie battaglie etc). Un suo successivo scritto molto molto più sintetico tratta dei principali attori/condottieri del periodo (Lee, Sherman) e quindi più adatto ai profani. Passerò ad altri scritti di studiosi guerra civile US, ad esempio Levin Bruce per un migliore distinguo

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    Andrea

    05/09/2015 17.06.44

    Non so se questa sarà pubblicata essendo una risposta a Giorgio Stern, con parte della quale concordo in pieno. Infatti io non sono mai stato assolutamente in linea con l'interpretazione della guerra civile come "romantica liberazione dalla schiavitù". Ma dissento in merito alle modalità usate da Luraghi che nella sua opera non opera questa analisi in maniera scientifica. cioè non si limita ad analizzare che per il nord era più conveniente avere lavoro salariato (e protezionismo) rispetto a dover dar da mangiare dormire e vestire ad uno schiavo (vedi la lezione illuminante di Brando alias Walker in "Queimada). Nel capitolo "l'essenza della schiavitù" Luraghi va ben oltre una dovuta analisi razionale e scientifica del fenomeno: la giustifica in base ad una concezione della storia che a me pare oggi non più proponibile, condendo il tutto da una parte con giudizi sulla "naturale" resistenza dei negri al lavoro pesante e dall'altra sulla loro furbizia per cercare di scansare le fatiche. Poi per il resto ripeto che Luraghi è stato un grande storico ma penso che quest'opera sia superata in queste parti per il tipo di approccio.

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    Giorgio Stern

    20/06/2015 11.41.16

    Solo citazione e commento in risposta alle osservazioni di Cristina, Andrea e Stefano. << Nel 1862, durante i primi mesi della Guerra Civile Americana (1861- 1865), ed in riferimento ad essa, tra i ricchi aristocratici della City di Londra venne fatta circolare, con discrezione, questa velina: "La schiavitù potrebbe venire abolita dalla guerra assieme ai relativi beni mobiliari. Io stesso ed i miei amici europei siamo favorevoli a ciò, la schiavitù è solo il possesso del lavoro e ne assume le preoccupazioni, mentre il piano europeo, guidato dall'Inghilterra, è che il capitale controlli il lavoro attraverso il controllo dei salari." (citato in Banking Currency and Money Trust, di Lindberg).>> Trovato in "Gods of Money" di William Engdahl. Nella sua "Storia della guerra civile americana" Luraghi mette a confronto schiavismo e lavoro salariato (proprio come nel documento della City londinese) e ne trae le conclusioni storiche. Qui c'è il superamento della concezione romantico/leggendaria di una Guerra Civile combattuta per "liberare" gli afroamericani. Una volta di più l'opera di Luraghi si rivela audace e anticipatrice. Giorgio Stern

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    Cristina

    26/12/2013 18.43.12

    Mi trovo in sintonia con le ultime recensioni di Stefano e Andrea. Purtroppo il Luraghi tratta l'argomento schiavitù in modo assai generico e superficiale, quasi a giustificare in nome di un ipotetico "paternalismo" gli atteggiamenti più biechi, cinici e crudeli legati alla "peculiare istituzione". Battle Cry of Freedom di James M. McPherson spero sia tradotto e pubblicato in italiano al più presto.

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    Andrea

    30/11/2013 09.52.45

    Aspettavo da tempo, da qualche parte, una recensione come quella di Stefano. Beninteso Luraghi è stato un grande storico, l'unico in Italia che si sia occupato in maniera completa e approfondita della storia della Guerra Civile. E' stato anche un partigiano e la sua biografia è molto interesante. Detto tutto questo, ho sempre ritenuto la sua storia della Guerra Civile (un'opera che ha ormai quasi 50 anni, va detto, e prodotta in una temperie culturale assai lontana) del tutto indigeribile. Le parti sullo schiavismo sono assoulutamente improbonibili, e non perchè si stratti di fare del buonismo o del "politically correct" a tutti i costi, ma perchè sono fasulle.Cercare di giustificare lo schiavismo (come fa Luraghi, cosa che comunque uno storico non dovrebbe mai fare) sarebbe come giustidicare la discriminazione degli ebrei partendo dalla propaganda antisemita. Non sta in piedi. Se si fosse occupato di fascismo sarebbe stato un "revisionista" (cosa curiosa nel suo caso). Ritengo che sarebbe giunta l'ora di consegnare quest'opera alla storia della storiografia e attendere qualche giovane ricercatore italiano che riesca a dominare questo importantissimo periodo. Il problema è che non se ne vedono in giro, e, a quanto pare non è neppure più il tempo di "storie" come questa. Forse per questo ci teniamo Luraghi al quale vanno comunque la dignità delle armi, ma che andrebbe letto, perlomeno, con un pizzico di sale.

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    Stefano

    13/09/2013 19.40.08

    Uno dei peggiori libri sull'argomento. Agiografico e filosudista. Imbarazzante nella rappresentazione distorta dei fatti storici. Se conoscete l'inglese procuratevi Battle Cry of Freedom di James M. McPherson, imparziale e completo. Premio Pulitzer e affidabile storico(criticato da Luraghi). Peccato non sia stato tradotto.

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    Giorgio Stern

    09/01/2012 12.38.13

    Saggio fondamentale non solo per il lettore italiano. Raimondo Luraghi contempla la cosiddetta 'guerra di secessione' nel vasto ambito della creazione degli Stati Uniti, nel formarsi dei diversi Stati dove giacciono le ragioni economiche e quindi politiche e di costume che condurranno all'inevitabile conflitto. Inserito nella dinamica di rapporti di produzione attentamente documentati, antichi per il Sud e nuovi per il Nord, lo stesso problema dello schiavismo assume significati anche opposti rispetto ai facili stereotipi attraverso i quali spesso lo si affronta. La partecipazione umana dello storico alla vicenda bellica consegna infine all'opera una 'contemporaneità' insospettabile, propria al fluire dei destini del mondo. Giorgio Stern

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    Giorgio

    12/11/2009 16.13.43

    E' un bene che questa immensa opera sia stata finalmente rimessa sul mercato perche' nessuno come Luraghi sa farci tornare indietro a quel tremendo conflitto, fatevi un regalo e leggetelo e' un vero capolavoro.

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    Roberto

    30/10/2009 13.17.03

    Un libro che, se da una parte risulta ampiamente pro Confederazione, e d'altronde non è un saggio sulla schiavitù, ha comunque il pregio di una brillante ricostruzione strategica e militare di tutta la Guerra Civile. Ottime le cartine delle operazioni militari, ampia e coinvolgente la narrazione degli eventi bellici. Secondo il mio modesto parere, da accomunare a libri come "Le Campagne Di Napoleone" di Chandler. E poi è praticamente l'unico testo in italiano che tratta l'argomento. Non possedendo l'edizione originale, ho dovuto ripiegare sulla ristampa Rizzoli che è assolutamente illeggibile a causa del numero delle pagine e della rilegatura economicissima, quindi l'ho portato in legatoria e fatto dividere in due volumi. Ho speso 80 euro, ma vuoi mettere il risultato?

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    giorgio

    31/07/2009 11.02.48

    Questo libro e' un capolavoro assoluto , avvince ed emoziona... fantastico...io lo pagai un occhio della testa e ora esce la ristampa sigh.....

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    Riccardo

    13/03/2009 16.08.58

    Una recensione americana lo definì il più lavoro sulla guerra civile americana in un volume. Verissimo. Libro pieno di verve, basato su una serie di fonti di altissimo livello. La narrazione è estremamente scorrevole. Si legge come un thriller. Alcune battaglie sono descritte con un'intensa emotività narrativa che coinvolge il lettore. In particolare quella di Shiloh (Pittsburg landing) è narrata con un pathos straordinario. Un 'must' per coloro che sono interessati a quella che senza alcuna esagerazione è stata definita come la prima delle guerre moderne.

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