Storia di una caduta

Stefan Zweig

Traduttore: A. Vigliani
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2010
Pagine: 126 p., Brossura
  • EAN: 9788845925467
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    Raffa

    15/04/2013 09:55:57

    Due brevi racconti che hanno come tema comune la perdita del potere e dell'essere adulati con quello che ne consegue: frustrazione, disagio, rabbia, perdita di fiducia in se stessi, ossessività, depressione. Nel primo racconto la soluzione al femminile che viene data porterà all'uscita di scena della nobildonna col classico "suicidio dimostrativo", nella speranza vana che l'eco del suo gesto la riporti anche solo per poco sulla bocca di tutti e ne consacri il glorioso passato. Non accadrà, anche se lei morirà con quella speranza. Nel secondo racconto la soluzione al maschile (il protagonista è un cane maschio molto umanizzato) porterà l'animale a liberarsi dal giogo della prostrazione psicologica con la risposta più naturale. La vendetta. E pare che l'autore non abbia dubbi sulla funzionalità di quest'ultima soluzione per riacquistare il proprio equilibrio: «era tornato tutto d'un colpo l'animale fiero e arrogante di un tempo».

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    jane

    29/02/2012 19:32:12

    Non è il libro di Zweig che preferisco, ma la scrittura è sempre raffinata e la lettura piacevole. Le due storie hanno affine l'assunto:la caduta dal piedistallo di chi ha detenuto un potere è sempre traumatica. Nella prima storia il personaggio della cortigiana che ha perduto potere e favori non desta simpatia, ma il senso del tempo che passa e della vecchiaia che avanza fa riflettere, visto che la nobildonna morì a 29 anni...Nel secondo racconto è maggiore la tensione che si crea in attesa di quello che sta per accadere, e lo scatenamento parossistico del cane ricorda "Amok". I sentimenti umani o animali che siano passano sotto la lente di Zweig che mentre osserva affonda il suo bisturi tagliente.

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    nihil

    19/01/2011 18:57:13

    Una vera chicca! Due racconti centrati sull'essere stati su un piedestallo e poi non esserlo più. Profondo conoscitore dell'animo umano, Zweig ne vivisezione gli aspetti più intimi e devastanti. L'animo umano non è dissimile da quello degli animali, dimostrato dal protagonista del secondo racconto, che è un cane.

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