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Giovanni Verga

Collana: I classici blu
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 153 p. , Brossura
  • EAN: 9788817002202

Recensioni dei clienti

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    lorena

    27/09/2016 08.13.26

    L'inizio mi è piaciuto, mi trasmetteva proprio la solarità, la gioia e la voglia di vivere della protagonista. Bellissime le descrizioni della campagna e della vita spensierata di quei tempi. Poi diventa di una drammaticità inconsolabile, triste, struggente. Un po' ripetitiva l'ultima parte, diventa pesante e, dopo un po', insostenibile.

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    Clausura

    06/06/2015 17.46.00

    Molto più che un'ispirazione, definirei una grande partecipazione, quella di Giuseppe Verga, alla piccola grande vicenda che palpita tra le pagine di Storia di una capinera. Una storia raccontata con un epistolario a senso unico, eppure completissimo: tecnica in cui solo grandi scrittori possono riuscire e che forse solo la narrazione di un forte dolore può permettere (tra i contemporanei ricordo Federico Ronconi). La capinera è la giovane Maria, vittima innocente, destinata al monastero di clausura dove morirà pazza, ma dove lascia un pezzetto di sé anche il lettore. O almeno io, e poiché non è la prima volta che mi compenetro in situazioni e ambientazioni conventuali, mi chiedo se non sia il caso di pormi qualche domanda

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    Katia

    07/04/2015 22.02.49

    "Storia di una capinera" è un dramma che non può lasciare indifferenti. Maria, giovane donna nemmeno ventenne, costretta ad entrare in convento a soli sette anni per via della prematura morte della madre, trascorre alcuni mesi nella casa di campagna della sua famiglia a causa del colera. Ed è lì, nel luogo ameno chiamato Monte Ilice, che incontra Nino (Antonio), figlio dei vicini di casa, anch'essi rifugiatisi nella natura per scampare alla morte. I due si amano profondamente ma l'amore non può compiersi... Verga spesso cade in pedanti descrizioni melodrammatiche tipicamente Romantiche; ma nel complesso reputo quest'opera notevole perché proviene da un'anima viva, sensibile, capace di trasmettere dolore, pena, amore, dolcezza, pudicizia. Un'anima, quella di Verga, in grado di entrare nel profondo degli spiriti carpendone la grande varietà di emozioni. Darei un 10 soltanto per l'abilità nelle descrizioni psicologiche, senza nulla togliere ai paesaggi disegnati dall'abile mano del Maestro che oscilla tra l'Impressionismo e il Preraffaellismo (una sorta di Bucolicum Carmen Ottocentesco, a tratti retorico). Un libro che non consiglio a tutti ma solo a coloro che credono ancora nella forza del Sentimento.

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    LeoDingi

    31/07/2014 15.03.51

    Spinto dalle eccellenti critiche ho deciso di leggerlo, anche se Verga, dai tempi della scuola, mi fa un po' paura. Dire che non sia un buon romanzo non si può, ammetto però che credevo meglio, pedante la costante, ineluttabile cappa di disperazione. 'Lagrime' in ogni pagina... non sono un leggiadro, però trovo che alla lunga basare un romanzo solo sulle malinconiche disgrazie della vessata protagonista sia un po' poco per farne un capolavoro.

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    faffa

    20/10/2013 11.36.40

    Lessi per la prima volta questo piccolo capolavoro verghiano al liceo, complice anche il fatto che, in quel periodo, Zeffirelli girò un capolavoro filmografico tratto proprio dal romanzo epistolare di Verga. Le settimane scorse, però, l'ho ripreso in mano un pò per nostalgia, un pò per valutare se proporlo come lettura alle mie classi. La storia di Maria, "capinera" di clausura dall'infanzia, colpisce il cuore del lettore perché è la storia di una ragazza che, a causa del colera, è costretta ad abbandonare per qualche tempo il suo convento catanese e ricoverarsi con la sua famiglia a Monte Elice, alle pendici dell'Etna. La natura, la vita all'aria aperta, la scoperta della bellezza del creato e di un nuovo, forte e sconosciuto sentimento cambieranno la giovane Maria in tutto il suo essere. L'amore per Nino è più forte della vocazione. Il desiderio di vivere al di fuori delle mura e del chiostro del convento è più forte della sua vocazione. Ma la vocazione per Maria, giovane fanciulla di fine '800, non è il desiderio profondo di diventare la sposa di Cristo, ma è la volontà della famiglia, la volontà di suo padre che, morta la sua prima moglie e non ricchissimo, ha scelto il corso della vita della sua primogenita Maria. La vita che, invece, desidererebbe Maria tocca alla sorella Giuditta, figlia della seconda moglie del padre. Unico conforto per Maria dal settembre del 1854 al settembre del 1855 è Marianna, il destinatario delle sue lettere ricche di passione e dolore che si fondono fino a diventare malattia, pazzia e morte.

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    Alexis.it

    05/09/2011 15.50.46

    Che romanzo appassionante! Inizialmente non sono stata molto colpita quando ho scoperto che questo era un romanzo epistolare ma adesso, dopo un'attenta analisi, mi sono resa conto che in fondo questa scelta dell'autore è illuminante. Ci sono molti romanzi epistolari ma ben pochi possono essere equiparati a "Storia di una capinera". Si ha quasi l'impressione che il lettore sia il vero destinatario delle lettere di Maria. La tristezza di una giovane ragazza costretta a malincuore ad intraprendere la vita monacale si fa più cupa e toccante quando scopre l'amore, quel peccato che non potrà mai scrollarsi di dosso. Quando la sua esistenza sfocia nella pazzia di un amore impossibile il lettore si sente impotente, avrebbe tanta voglia di sorreggere l'animo fragile della protagonista in quei duri momenti ma non può far altro che assistere impotente al degenerare della sua vita. Ci si sente testimoni di una pura cattiveria e dell'insofferenza dei familiari di Maria nei confronti dei suoi desideri e dei suoi sentimenti. Verga, da grande esponente del verismo, ci mette di fronte alla nuda e cruda verità non al classico finale da fiaba il cui "vissero tutti felici e contenti" perchè anche nelle fiabe dopo il loro classico finale probabilmente vi è una vita fatta di tristezza che non viene mai svelata. Ci si rende conto che si è di fronte ad una storia vera fatta di sensazioni e avvenimenti reali ed è per questo, in fondo, che mi sono appassionata così tanto a questa lettura.

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    Geffy

    09/04/2010 22.09.56

    Pura poesia, esasperazione di un sentimento che urla fino a spegnersi. Prima dei grandi capolavori, quali “I Malavoglia” e “Mastro don Gesualdo”, il massimo esponente del Verismo ci offre un romanzo epistolare di autentico lirismo psicologico. Un libro di rara intensità, forte e delicato nello stesso tempo. Una raccolta di lettere che Maria, costretta a farsi suora e, quindi, a rinunciare al suo amore per Nino, scrive all’amica, confidandole la sua disperazione e il suo tormento; una sofferenza descritta con tale maestria che vibra nell’animo del lettore e cresce, parallelamente alla tensione, fino all’esplosiva emozione finale. E’ proprio vero: i classici non deludono mai!

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    unalettrice

    15/02/2010 20.44.24

    Bellissimo! Non ho parole per descriverlo, fa piangere il cuore. L' ingiustizia che si respira ad ogni pagina, mi ha ferito profondamente. Avevo visto il film qualche anno fa, ma non è all' altezza del libro..... 10!!!

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    OskarSchell

    13/07/2009 13.20.36

    Concordo con il commento precedente! Un libro struggente, doloroso, intimo... Leggetelo!!

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    anna

    28/04/2009 14.09.18

    Leggetelo!!! Ho visto prima il film di Zeffirelli, tanti anni fa: struggente. Ho letto il libro solo l'anno scorso e non sono riuscita a trattenere le lacrime. Verga non è il mio scrittore preferito, ma con questa storia devo dire che ti strappa il cuore dal petto e te lo spreme come un limone. Si provano delle emozioni così forti!! Mi chiedo lui stesso dove le avrà trovate! Questo libro sembra scritto da Maria...

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    gigì

    23/01/2009 17.19.03

    ho letto questo libro d'un fiato, è coinvolgente e commovente, finora non avevo mai pianto leggendo qualcosa! vorresti entrare dentro la storia per consolare la povera Maria... il finale è davvero straziante! vale la pena di leggerlo!

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    francesca arduini

    17/09/2007 18.24.10

    bellissimo!forte ma bello!

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    laura

    14/12/2006 18.56.29

    Storia più che mai attuale nel dibattito sul "si" o "no" al celibato dei preti, ma che deve includere da subito la condizione di nubilato delle suore, come incita a fare Luciana Littizzetto. Giovanni Verga racconta una storia quanto mai "eversiva" e moderna, sollevando un tema sorprendentemente ingiallito nella memoria: la castità nella Chiesa. E questo libro è l’esempio di come l’amore per Dio, per una giovane suora di clausura, si riveli non solo la negazione dell’essere umano in quanto uomo, ma la negazione alla vita, e quindi a Dio stesso.

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    elena

    19/05/2005 14.59.06

    nn esistono parole per descrivere le emozioni che questa storia scaturisce nel lettore....l'ho letto in tre giorni(giusto perchè siamo a fine scuola ed ero costretta a leggere altro, purtroppo) in alcune lettere di Maria molte lecrime hanno solcato il mio viso...il linguaggio utilizzato ti fa immedesimare ancora di più nel personaggio, nei suoi dolori, nella sua insoddisfazione....il libro più bello ch'io abbia mai letto, seguito dal ritratto di Dorian Gray

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    elisa

    19/11/2004 15.28.09

    Questa storia rientra tra le più belle che io abbia mai letto. Davvero indimenticabile! Il film non è altrettanto bello, si disperdono tante sensazioni, io consiglio di leggere prima il libro e poi eventualmente guardare il film.

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    Marina

    04/10/2004 17.57.16

    Letto anni fa (a 16 anni) in qualche ora, durante un viaggio Milano-Bologna e ritorno. L'ho trovato bellissimo. Maria è costretta alla clausura e la scoperta dell'amore diventa anche la scoperta del mondo, tanto ambito perché a lei negato. E' una grande storia d'amore, realistica in ogni parte, rappresenta molto bene la corrente verista e raggiunge l'apice nel delirio finale che travolge la protagonista. La lettura è scorrevole e molto breve, ma è carica di emozioni forti, soprattutto per una donna, e ancora di più se giovane, come Maria! Va necessariamente letto collocandolo nel suo contesto storico, fine 1800, potrebbe altrimenti risultare una storia banale e ingenua.

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    Luisa

    06/09/2004 23.20.52

    Storia fantastica di una bambina costretta a fare ciò che non vuole! Crudele, ma bello!

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    M.Carla

    20/05/2004 23.27.49

    Una storia commovente, l'ho letta tutta in una notte...non riuscivo a smettere! Triste e bellissima. Per anime sensibili...

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