Categorie

Giovanni Verga

Editore: Rusconi Libri
Anno edizione: 2004
Pagine: XII-79 p. , Brossura
  • EAN: 9788818016895

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Moxo

    24/03/2010 16.04.13

    Libro straordinario che purtroppo, linguisticamente parlando, comincia a sentire il passare degli anni. Mi domando chi, tra i giovani d'oggi, riuscirebbe a leggerlo e comprenderlo, considerato l'uso dell'italiano del Verga, così legato alla sua epoca e influenzato dal verismo di cui era fautore. La storia è a tratti banale, se vogliamo, ma la descrizione dell'agonia di una giovane ragazzina privata della gioia di vivere la propria vita, e della sua conseguente pazzia, è straordinaria. Più sopportabile nella prima metà, quando la sofferenza e i mutamenti di umore sono accompagnati in parallelo da altrettanti mutamenti delle condizioni climatiche, della natura che circonda la protagonista. Devastante nella seconda metà, in cui la natura sparisce nel buio del convento e ci si trova rinchiusi con lei, lei nella celletta, la mente del lettore in quella della povera pazza, condividendo la stessa agonia e soffrendo per arrivare il più rapidamente possibile al finale. Questo per lo meno, se siete dotati di empatia, una cosa che ritengo indispensabile per leggere libri che non siano Ken Follett, Dan Brown o Stephen King. Non ho dato 5/5 perchè altrimenti a Bulgakov, Calvino, Dostoevskij dovremmo dare 10.

  • User Icon

    silvia

    29/06/2009 17.05.01

    Che sorpresa questa breve ed intensissimo romanzo. Disperazione totale di fronte alla iposizione della negazione della vita. Amaro destino raccontato con una dolcezza e un lirismo proprio d'altri tempi. Leggerlo è un attimo, ma poi rimane dentro a lungo.

  • User Icon

    Roberto

    07/04/2007 18.04.12

    Di sentimenti fortissimi e di una dolcezza e amarezza eccezionali.La storia affascina molto, le stagioni nel loro susseguirsi scandiscono la vita sofferta della protagonista che anela alla vita,assapora la vita,desidera la vita,la tocca per un momento per poi ritornare nella profonda gabbia che la rende una povera capinera. Bellissime le descrizioni del tempo estivo,delle corse nei campi e del godimento delle gioie campestri che caduche per la protagonista sono ancora più preziose.Un grido alla vita,alla libertà,al sole sulla pelle,al più bel dono di Dio che le verrà presto interdetto.

  • User Icon

    elena

    17/09/2006 12.32.38

    Ho amato questo libro dall'inizio (crudissimo, con la breve quanto toccante introduzione dell'autore) alla fine (altrettanto cruda, con la morte straziata della protagonista). Il maggior difetto che uno scritto in stile epistolare può riscontrare è la banalità di concetti e di espressione: l'autore rischia molto facilmente, infatti, di farsi trascinare dal parlato e dal quotidiano eccessivo, abbandonando il simbolismo (che a mio avviso dovrebbe essere la base di ogni opera letteraria)e la ricerca dell'originalità intelligente. Ma ciò non vale per la STORIA DI UNA CAPINERA: qui la banalità è inesistente, anzi, ogni frase sembra pensata, calcolata, costruita per sviarla. Mentre nelle prime pagine si comprende esattamente quello che sta scritto, ossia che Maria è una giovane ragazza illuminata da Dio, andando avanti con la lettura - resa leggera ed immediata proprio grazie allo stile epistolare abilmente sfruttato in questo caso - Maria e il suo Dio si trasformano con una velocità impressionante, Maria getta la maschera e rivela ciò che veramente è: una povera anima dannata destinata ad anteporre con estremo dolore e chiara impotenza l'amore verso un umano, Nino, a quello verso il suo Dio, soffrendo enormemente. In alcuni punti, infine, l'opera può sembrare se non una copiatura almeno una ripresa dei capitoli IX e X de I Promessi Sposi, ma anche in questo caso presto si comprende che le due prospettive sono completamente diverse, quasi opposte: mentre Gertrude, infatti, ha la possibilità di ribellarsi alle imposizioni paterne, e soprattutto è colpevole ("la sventurata rispose"), la Maria di Verga è completamente sottomessa ai voleri della matrigna ed è incolpevole, come una capinera rinchiusa in una gabbia.

  • User Icon

    Erika

    23/09/2005 03.07.51

    Dopo la visione del bellissimo film di Franco Zeffirelli ho pensato che valesse la pena leggere il libro, .........ne è valsa la pena!!! Il voto non è il massimo perchè non amo tanto i romanzi epistolari, per il resto posso solamente dire che è meraviglioso! L'ho letto in pochissimo tempo e non ho fatto altro che versare lacrime!

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione