Storia di Giuseppe e del suo amico Gesù

Paolo Di Mizio

Editore: Marsilio
Edizione: 2
Anno edizione: 2007
Pagine: 383 p., Rilegato
  • EAN: 9788831791588
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Recensioni dei clienti

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    Gianni

    17/03/2017 07:43:41

    Un romanzo di straordinaria bellezza, che ti prende e appassiona. Ho vissuto alcuni giorni con i personaggi, nell'impero romano, nell'antica Palestina, in Grecia, a Roma, e quando ho finito la lettura mi sono mencati quei personaggi, quei luoghi, quelle descrizioni avvincenti ed emozionanti. Libro eccellente.

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    Rory

    13/09/2014 09:57:57

    Trovato per caso in biblioteca, mentre ero alla ricerca di tutt'altro. Libro bellissimo che ho letto con gran piacere sia per l'argomento (la prospettiva del racconto è originalissima) che per la lingua e lo stile.

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    Eli

    08/01/2012 06:29:36

    Come si fa a dire noioso? E' uno dei libri piu' belli, piu' emozionanti, piu' commoventi che io abbia letto negli ultimi anni. Certo, se uno cercava un libro di religione, da cattolico ortodossso e conservatore, ha sbagliato libro. Qui la religione e' vista dal punto di vista di un ateo dubitante. Ma quello che conta non e' la religione, e' tutto il resto, la bellezza del racconto, della scrittura, la vividita' dei personaggi....Bellissimo!

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    giuseppe

    19/05/2010 08:53:09

    Sono rimasto deluso: l'autore ha voluto creare una storia parallela, quella di Giuseppe, frapponendola alla storia narrata dai Vangeli. Ne è rusultato, a mio avviso, un polpettone né carne né pesce... Giuseppe non è neanche tanto calato nella sua epoca, sembra un uomo dei nostri tempi che riscrive il passato; e il vangelo stesso viene manipolato alla luce di tante mode interpretative che non hanno nulla di originale. Mi sono annoiato.

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    Pietro

    04/05/2008 02:51:45

    Ho comprato questo libro solo perche' l'autore e' quasi mio omonimo. L'ho letto. E mi sono accorto che e' bellissimo. Un piacere da leggere. A parte il personaggio principale, Giuseppe, che da bambino ha conosciuto Gesu' ma da adulto diventa ateo, sono bellissime le ricostruzioni storiche. Che sono anche molto, molto poetiche. Adorabile. Pietro

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    Giacomo

    10/04/2008 11:27:24

    Di Mizio, utilizzando uan ricca bibliografia adatta a descrivere storicamente la vita di Yehoshua ben Jossef ( Gesù figlio di Giuseppe detto il Cristo,l ossia il Mashiaqa, dopo il contatto tra il messaggio giudaico paolino con le filosofie ellenistiche) traccia un profilo interessante e fresco, nonché vitale, della vita nella Palestina del I secolo. Il protagonista Giuseppe amico intimo di Yehoushua viaggia in tutte le terre bagnate dal Mediterraneo, conosce Roma e la " corruzione " dell'Impero, mentre Gesù rimasto in Galilea dà vita a quel complesso sistema che tanto ebbe successo nei territori ellenizzati, ma non nella Galilea ebrea. Libro poetico, storicamente documentato e piecevole. Consiglio a tutti una lettura senza pregiudizi.

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    daria canella

    10/02/2008 21:57:34

    Un libro che si legge intensamente e scorre veloce sotto gli occhi. Noti che non parla di religione ma di un bambino e poi uomo, che ti cattura con ciò che ha fatto. Il tutto raccontato in maniera, secondo me, meravigliosamente bene.

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    Enrica

    16/07/2007 06:04:52

    Un libro straordinario. Intenso. Man mano che lo leggi ti sembra di conoscere personalmente i personaggi. Ti sembra di vivere con loro. E ti dispiace quando il libro finisce. Mi auguro che l'autore scriva un seguito, un "sequel". Sarebbe stupendo.

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    Elisabetta Belli

    29/05/2007 02:44:34

    Non si puo' che dire: bello!. E' un libro che calamita, che trascina in un'atmosfera dalla quale non si vorrebbe uscire. E' scritto benisismo. Mi ha veramente appassionata. Ho seguito le vicende di Giuseppe l'ebreo come se lo conoscessi veramente, come se esistesse davvero!. Voto 5. Elisabetta B.

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    Corrado Nico

    12/04/2007 22:16:59

    Questo libro mi è molto piaciuto Non solo per la storia che racconta (storia che cattura molto l'attenzione e fa riflettere) ma anche per lo stile della scrittura, che è elegantissimo, bellissimo. Ho letto da qualche parte che questo romanzo sembra scritto in un'altra epoca. Sono d'accordo. C'è un'atmosfera poetica che affascina. E' una lettura di cui godono soprattutto i palati più esigenti, se posso esprimermi in modo così banale.

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    Martino Martini

    10/04/2007 22:39:29

    E' un libro stupendo. Sembra di incontrare personaggi contemporanei, persone vere: tutto cosi' pieno di umanita' e di un vento poetico. E' un vero romanzo, con una trama, uno sviluppo, colpi di scena, personaggi, scenari storici. Il ritratto di Gesu', nella sua infanzia, e' davvero senza precedenti. L'altro personaggio, Giuseppe, l'amico di Gesu', e' la metafora dell'uomo d'oggi. Nonostante sia amico d'infanzia di Gesu', diventa ateo, incapace di credere, dopo aver conosciuto la filosofia greca e il razionalismo della cultura greco-romana, vale a dire la scienza. L'autore narra in maniera pacata e riflessiva. La scrittura e' molto raffinata, e' sempre chiara, limpida perfettamente comprensibile anche quando affronta temi "alti" e "altissimi". In definitva questo "Storia di Giuseppe e del suo amico Gesu'" e' uno di quei libri dei quali si vorrebbe non arrivare mai all'ultima pagina.

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    Martino Martini

    08/04/2007 00:47:14

    Libro stupendo. Sembra di incontrare personaggi contemporanei, persone vere: tutto cosi' pieno di umanita' e di un vento poetico. E' un vero romanzo, con una trama, uno sviluppo, colpi di scena, personaggi, scenari storici. Ma soprattutto ha due pregi. Il primo e' quello di dare un ritratto prodigioso e senza precedenti di Gesu': nessuno, prima di questo libro, aveva descritto l'infanzia di Gesu', quella che nei vangeli ... non c'e'! E ne esce fuori un Gesu' umano, realistico, "storicizzato" come si dice. Il secondo grande pregio del libro e' di essere una metafora dell'uomo d'oggi, perche' questo e' in realta' il personaggio narrante , il Giuseppe del titolo. E' un amico d'infanzia di Gesu', e tuttavia diventa ateo, incapace di credere, dopo aver conosciuto la filosofia greca e il razionalismo della cultura greco-romana, vale a dire la scienza. L'autore, che possiede evidentemente una conoscenza profonda e vasta della civilta' ebraica e del mondo greco-romano, narra in maniera pacata e riflessiva. E qui si impone un commento sulla scrittura, che e' molto raffinata: e' sempre chiara, cristallina, limpida e perfettamente comprensibile anche quando affronta temi "alti" e "altissimi". In definitva, questo "Storia di Giuseppe e del suo amico Gesu'" e' uno di quei libri dei quali si vorrebbe non arrivare mai all'ultima pagina. E a proposito di questo, l'ultimo capitolo, ovvero l'Epilogo, e' tra i piu' affascinanti del libro. In due parole, non leggevo un romanzo cosi' da molti anni.

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